Il papa John Paul II: il Mulieris Dignitatem - sulla Dignità E la Vocazione Di Donne All'occasione di Marian Year, il 15 agosto 1988

[la fotografia del Papa John Paul II]
I Fratelli Venerabili e i cari Figli e le Figlie, la Salute e la Benedizione Apostolica.

I - INTRODUZIONE

Un segno dei tempi

1. La dignità e la vocazione di donne - un soggetto di riflessione umana e cristiana costante - hanno ottenuto la prominenza eccezionale in anni recenti. Questo può esser visto, ad esempio, nelle affermazioni di presente di Magisterium della Chiesa in documenti vari del Secondo Consiglio di Vaticano, che dichiara nel suo Messaggio Ultimo: “l'ora sta venendo, in effetti è venuto, quando la vocazione di donne è riconosciuta nella sua abbondanza, l'ora in cui le donne acquisiscono nel mondo un'influenza, un effetto e un potere mai finora portato a termine. Proprio per questo, nel suo momento quando la razza umana sta sottoponendosi a una trasformazione così profonda, le donne imbevute con uno spirito del Vangelo possono fare così tanto per aiutare l'umanità in nessuno caduta”.1 Questo Messaggio riassume quello che era stato espresso già nel Consiglio che insegna, chiaramente nella Costituzione Pastorale Gaudium e Spes2 e nel Decreto sull'Apostolato degli Inesperti Apostolicam Actuositatem.3 “The hour is coming, in fact has come, when the vocation of women is being acknowledged in its fullness, the hour in which women acquire in the world an influence, an effect and a power never hitherto achieved. That is why, at his moment when the human race is undergoing so deep a transformation, women imbued with a spirit of the Gospel can do so much to aid humanity in not falling”.1 This Message sums up what had already been expressed in the Council’s teaching, specifically in the Pastoral Constitution Gaudium et Spes2 and in the Decree on the Apostolate of the Laity Apostolicam Actuositatem.3

La riflessione simile era stata messa fuori già nel periodo prima del Consiglio, come può esser visto in parecchi Discourses4 di XII'S del Papa Pius e in Pacem Enciclico in Terris del Papa John XXIII.5 Dopo il Secondo Consiglio di Vaticano, il mio predecessore Paul VI mostrò la pertinenza di questo “segno dei tempi”, quando lui conferì il titolo “il Dottore della Chiesa” su Saint Teresa di Jesus e Saint Catherine di Siena, 6 e allo stesso modo quando, su richiesta dell'Assemblea 1971 del Sinodo di Vescovi, lui ha regolato una Commissione speciale per lo studio di problemi contemporanei riguardo alla "promozione efficace della dignità e la responsabilità di donne”.7 In uno dei suoi Discorsi Paul VI disse:“ Dentro Cristianesimo, più che in alcun altra religione, e dal suo molto inizio, le donne hanno avuto una dignità speciale, di cui il Nuovo Testamento ci mostra molti aspetti importanti …; è evidente che le donne sono destinate per formare la parte del modo di vivere e la struttura feriale di Cristianesimo in un modo così prominente che forse non tutte le loro potenzialità sono state fatte già chiare”.8 it is evident that women are meant to form part of the living and working structure of Christianity in so prominent a manner that perhaps not all their potentialities have yet been made clear”.8

I Padri dell'Assemblea recente del Sinodo di Vescovi (l'ottobre 1987'), che fu dedicato “alla Vocazione e la Missione degli Inesperti nella Chiesa e nel Mondo Vent'anni dopo il Secondo Consiglio di Vaticano”, ancora una volta affrontò la dignità e la vocazione di donne. Una delle loro raccomandazioni fu per uno studio più lontano delle basi antropologiche e teologiche che sono necessarie per risolvere i problemi collegati al significato e la dignità di essere a differenza di una donna ed essere a differenza di un uomo. È una domanda di capire la ragione per e le conseguenze di decisione del Creatore che l'essere umano deve sempre e solo esistere come una donna o un uomo. È solo cominciando con queste basi, che lo fanno possibile capire la grandezza della dignità e la vocazione di donne, che uno è capace di parlare della loro presenza attiva nella Chiesa e in società. It is a question of understanding the reason for and the consequences of the Creator’s decision that the human being should always and only exist as a woman or a man. It is only by beginning from these bases, which make it possible to understand the greatness of the dignity and vocation of women, that one is able to speak of their active presence in the Church and in society.

Questo è quello che ho intenzione di affrontare in questo documento. L'Esortazione Post-Synodal, che sarà pubblicata più tardi, presenterà offerte di una natura pastorale sul posto di donne nella Chiesa e in società. Su questo soggetto i Padri offrirono alcune riflessioni importanti, dopo che loro avevano preso le testimonianze in considerazione dei Revisori dei conti posare - sia le donne sia gli uomini - dalle Chiese particolari in ogni parte del mondo. On this subject the Fathers offered some important reflections, after they had taken into consideration the testimonies of the lay Auditors - both women and men - from the particular Churches throughout the world.

Marian Year

2. Il Sinodo ultimo ebbe luogo dentro Marian Year, che dà lo spintone speciale alla considerazione di questo tema, siccome Encyclical Redemptoris Mater indica fuori 9 Quest'Enciclica sviluppa e aggiorna il Secondo Consiglio di Vaticano che insegna contenuto nel Capitolo VIII della Costituzione Dogmatica sul Lumen di Chiesa Gentium. Il titolo di questo capitolo è importante:“ La Vergine Beata Mary, la Madre di Dio, nel Mistero di Christ e della Chiesa”. Mary - "la donna" della Bibbia (confronta le Informazioni 3:15; Jn 2:4; 19:16) - intimamente appartiene al mistero salvific di Christ, e è presente perciò anche in un modo speciale nel mistero della Chiesa. “Dalla Chiesa è in Christ come un sacramento … d'unione intima con Dio e dell'unità della razza umana intera”, 10 la presenza speciale della Madre di Dio nel mistero della Chiesa ci fa pensare al collegamento eccezionale fra questa "donna" e la famiglia umana intera. È una domanda qui di ogni uomo e donna, tutti i figli e figlie della razza umana, in chi da generazione a generazione un'eredità fondamentale è realizzata, l'eredità che appartiene a tutta l'umanità e questo è collegato con il mistero "dell'inizio" biblico: “il Dio creò l'uomo nella sua immagine, nell'immagine di Dio lui lo creò; maschile e femminile lui li creò” (le Informazioni 1: 27).11 “The Blessed Virgin Mary, the Mother of God, in the Mystery of Christ and of the Church”. Mary - the “woman” of the Bible (cf. Gen 3:15;Jn 2:4; 19:16) - intimately belongs to the salvific mystery of Christ, and is therefore also present in a special way in the mystery of the Church. Since “the Church is in Christ as a sacrament… of intimate union with God and of the unity of the whole human race”,10 the special presence of the Mother of God in the mystery of the Church makes us think of the exceptional link between this “woman” and the whole human family. It is a question here of every man and woman, all the sons and daughters of the human race, in whom from generation to generation a fundamental inheritance is realized, the inheritance that belongs to all humanity and that is linked with the mystery of the biblical “beginning”: “God created man in his own image, in the image of God he created him; male and female he created them”(Gen 1: 27).11

Questa verità eterna sull'essere umano, l'uomo e la donna - una verità che è immutabilmente fissata in esperienza umana - nello stesso momento costituisce il mistero che solo “nella Parola Incarnata fa efetto su luce … (poiché) Christ completamente rivela l'uomo a lui e chiarisce la sua vocazione suprema”, come il Consiglio insegna 12 In questa “rivelazione d'uomo a lui”, non abbiamo bisogno di non trovare un posto speciale per quella "donna" che fu la Madre di Christ? Non può "il messaggio" di Christ, contenuto nel Vangelo, che ha come il suo sfondo che tutta Sacra Scrittura, sia il Vecchio sia il Nuovo Testamento, dice molto alla Chiesa e a umanità sulla dignità di donne e la loro vocazione?

Questo è precisamente quello che è destinato per essere il filo comune funzionando in ogni parte del documento presente, che si accorda con il contesto più largo di Marian Year, siccome ci avviciniamo la fine del secondo millennio dopo nascita di Christ e l'inizio del terzo. E mi sembra che la cosa migliore deve dare a questo testo lo stile e il carattere di una meditazione.

II - LA DONNA-MADRE DI DIO (THEOTÓKOS)

Unione con Dio

3. “Quando il tempo era giunto completamente, il Dio mandò in avanti a suo figlio, portato di donna”. Con queste parole della sua Lettera al Galatians (4:4), l'Apostolo Paul collega i momenti principali che essenzialmente determinano la realizzazione del mistero “deciso anticipatamente in Dio” (confronta Eph 1:9). Il Figlio, la Parola un in sostanza con il Padre, diventa l'uomo, portato di una donna, “all'abbondanza di tempo”. Quest'avvenimento conduce alla svolta decisiva di storia d'uomo su terra, capita come storia di salvezza. È importante che Saint Paul non chiama la Madre di Christ dal suo nome “Mary”, ma chiama la sua "donna": questo coincide con le parole del Proto-evangelium nel Libro di Genesi (confronta 3:15). Lei è quella "donna" che è presente nell'avvenimento salvific centrale che segna la "abbondanza di tempo”: quest'avvenimento è realizzato in lei e attraverso lei. The Son, the Word one in substance with the Father, becomes man, born of a woman, at “the fullness of time”. This event leads to the turning point of man’s history on earth, understood as salvation history. It is significant that Saint Paul does not call the Mother of Christ by her own name “Mary”, but calls her “woman”: this coincides with the words of the Proto-evangelium in the Book of Genesis (cf. 3:15). She is that “woman” who is present in the central salvific event which marks the “fullness of time”: this event is realized in her and through her.

Così là comincia l'avvenimento centrale, l'avvenimento chiave nella storia di salvezza: Mistero Pasquale del Signore. Forse sarebbe utile riconsiderarlo dal punto di vista di storia spirituale d'uomo, capita nel senso più largo possibile, e siccome questa storia è espressa attraverso le religioni mondiali diverse. Ci permetta di ricordare in questo punto le parole del Secondo Consiglio di Vaticano: “la Gente ricorre le religioni varie per risposte a quei misteri profondi della condizione umana che, oggi, proprio mentre nei tempi antichi, profondamente mescolano il cuore umano: Com'è un essere umano? Come sono il significato e lo scopo della nostra vita? Com'è la bontà e com'è il peccato? Che provoca i nostri dispiaceri, e a che l'intenzione? Dove le bugie il sentiero per felicità true? Com'è la verità su morte, giudizio e castigo al di là della tomba? Che, finalmente, è che il mistero finale e indicibile che ingolfa il nostro essere, e da quello che prendiamo la nostra origine e verso quello che ci moviamo?” 13 “A partire da tempi antichi giù al presente, là è esistito tra nazioni diverse una percezione certa di quel potere nascosto che è presente nel corso di cose e negli avvenimenti di vita umana; a volte, infatti, il riconoscimento può esser trovato di una Divinità Suprema o perfino un Padre Supremo”.14 Perhaps it would be worthwhile to reconsider it from the point of view of man’s spiritual history, understood in the widest possible sense, and as this history is expressed through the different world religions. Let us recall at this point the words of the Second Vatican Council: “People look to the various religions for answers to those profound mysteries of the human condition which, today, even as in olden times, deeply stir the human heart: What is a human being? What is the meaning and purpose of our life? What is goodness and what is sin? What gives rise to our sorrows, and to what intent? Where lies the path to true happiness? What is the truth about death, judgment and retribution beyond the grave? What, finally, is that ultimate and unutterable mystery which engulfs our being, and from which we take our origin and towards which we move?”13 “From ancient times down to the present, there has existed among different peoples a certain perception of that hidden power which is present in the course of things and in the events of human life; at times, indeed, recognition can be found of a Supreme Divinity or even a Supreme Father”.14

Sullo sfondo di questo panorama largo, che testimonia alle aspirazioni dello spirito umano alla ricerca di Dio - a volte siccome questo “cercava la sua strada a tastoni” (confronta le Leggi 17: 27) - la "abbondanza di tempo” parlato di in Lettera di Paul accentua la risposta di Dio lui stesso, “in chi viviamo e il movimento e abbiamo quello che siamo” (confronta le Leggi 17:28). Questo è il Dio che “in molti e le strade varie parlò di vecchio ai nostri padri dai profeti, ma in questi giorni scorsi ha parlato con noi da un Figlio” (Heb 1:1-2). La spedizione di questo Figlio, un in sostanza con il Padre, come un uomo “portato di donna”, costituisce la culminazione e il punto definitivo d'autorivelazione di dio a umanità. Quest'autorivelazione è salvific in carattere, come il Secondo Consiglio di Vaticano insegna in altro passaggio:“ Nella sua bontà e saggezza, il Dio preferì rivelarsi e fare conosciuto a noi lo scopo nascosto della sua volontà (confronta Eph 1: 9) da quello che attraverso Christ, la Parola fece la carne, l'uomo ha l'accesso al Padre nello Spirito Santo e viene per condividere nella natura divina (confronta Eph 2:18; 2 Pt 1:4)”.15 This is the God who “in many and various ways spoke of old to our fathers by the prophets, but in these last days has spoken to us by a Son” (Heb 1:1-2). The sending of this Son, one in substance with the Father, as a man “born of woman”, constitutes the culminating and definitive point of God’s self-revelation to humanity. This self-revelation is salvific in character, as the Second Vatican Council teaches in another passage: “In his goodness and wisdom, God chose to reveal himself and to make known to us the hidden purpose of his will (cf. Eph 1: 9) by which through Christ, the Word made flesh, man has access to the Father in the Holy Spirit and comes to share in the divine nature (cf. Eph 2:18; 2 Pt 1:4)”.15

Una donna deve esser trovata al centro di quest'avvenimento salvific. L'autorivelazione di Dio, che è l'unità inscrutabile della Trinità, è abbozzata nell'Annuncio a Nazareth. “Guardi, Lei concepirà nel Suo utero e porterà un figlio, e Lei deve chiamare il suo nome Jesus. Lui sarà grande, e sarà chiamato il Figlio del Più alto” - “Come deve questo essere, poiché non ho nessun marito?” - “lo Spirito Santo piomberà su Lei, e il potere del Più alto La rattristerà; perciò il bambino per essere nato sarà chiamato santo, il Figlio di Dio … Per con Dio niente sarà impossibile” (confronta. Lk 1: 31-37).16 “Behold, you will conceive in your womb and bear a son, and you shall call his name Jesus. He will be great, and will be called the Son of the Most High” - “How shall this be, since I have no husband?” - “The Holy Spirit will come upon you, and the power of the Most High will overshadow you; therefore the child to be born will be called holy, the Son of God… For with God nothing will be impossible” (cf. Lk 1: 31-37).16

Può essere facile da pensare a quest'avvenimento nell'installazione della storia dell'Israele, la Gente Scelta di cui Mary è una figlia, ma è anche facile da pensare a questo nel contesto di tutte le strade diverse in cui l'umanità ha cercato sempre di rispondere alle domande fondamentali e definitive quale più circondato questo. Non troviamo nell'Annuncio a Nazareth l'inizio di quella risposta definitiva da cui il Dio lui stesso “tenta di calmare cuori della gente”? 17 Non è soltanto una questione qui di parole di dio rivelate attraverso i Profeti; piuttosto con questa risposta “la Parola si incarna veramente” (confronta. Jn 1). Dunque Mary ottiene un'unione con Dio che eccede tutte le attese dello spirito umano. Questo perfino eccede le attese di tutto l'Israele, soprattutto le figlie di questo la Gente Scelta, che, sulla base della promessa, poteva sperare che uno del loro numero un giorno diventerebbe la madre del Messia. Chi tra loro, comunque, poteva aver immaginato che il Messia promesso sarebbe “il Figlio del Più alto”? Sulla base di fede monoteistica del Testamento Vecchio una tale cosa fu difficile da immaginare. Solo dal potere dello Spirito Santo, chi "la rattristò", fu Mary capace di accettare quello che è “impossibile con uomini, ma non con Dio” (confronta. Mk 10: 27).17 It is not just a matter here of God’s words revealed through the Prophets; rather with this response “the Word is truly made flesh” (cf. Jn 1:14). Hence Mary attains a union with God that exceeds all the expectations of the human spirit. It even exceeds the expectations of all Israel, in particular the daughters of this Chosen People, who, on the basis of the promise, could hope that one of their number would one day become the mother of the Messiah. Who among them, however, could have imagined that the promised Messiah would be “the Son of the Most High”? On the basis of the Old Testament’s monotheistic faith such a thing was difficult to imagine. Only by the power of the Holy Spirit, who “overshadowed” her, was Mary able to accept what is “impossible with men, but not with God” (cf. Mk 10: 27).

Theotókos

4. Così la "abbondanza di tempo” manifesta la dignità straordinaria "della donna". Da un lato, questa dignità consiste nell'elevazione soprannaturale a unione con Dio in Jesus Christ, che determina l'irrevocabilità finale dell'esistenza di ogni persona sia su terra sia in eternità. Da questo punto di vista, "la donna" è il rappresentante e l'archetipo della razza umana intera: lei rappresenta l'umanità che appartiene a tutti gli esseri umani, sia gli uomini sia le donne. D'altra parte, comunque, l'avvenimento a Nazareth mette una forma in risalto d'unione con il Dio vivente che può solo appartenere "alla donna", Mary: l'unione tra madre e figlio. La Vergine di Nazareth veramente diventa la Madre di Dio. From this point of view, the “woman” is the representative and the archetype of the whole human race: she represents the humanity which belongs to all human beings, both men and women. On the other hand, however, the event at Nazareth highlights a form of union with the living God which can only belong to the “woman”, Mary: the union between mother and son. The Virgin of Nazareth truly becomes the Mother of God.

Questa verità, che la fede cristiana ha accettato all'inizio, fu solennemente definita al Consiglio di Ephesus (431 Anno Domini). 18 nell'Opinione di Nestorius, chi ritenne che Mary fu solo la madre dell'uomo Jesus, questo Consiglio accentuò il significato essenziale della maternità della Vergine Mary. Nel momento dell'Annuncio, rispondendo con la sua "autorizzazione", Mary concepì un uomo che fu il Figlio di Dio, di una sostanza con il Padre. Perciò lei è veramente la Madre di Dio, perché la maternità preoccupa la persona intera, non soltanto il corpo, né perfino soltanto "la natura" umana. In questo modo il nome “Theotókos” - la Madre di Dio - diventò il nome appropriato dell'unione con Dio accordato alla Vergine Mary. At the moment of the Annunciation, by responding with her “fiat”, Mary conceived a man who was the Son of God, of one substance with the Father. Therefore she is truly the Mother of God, because motherhood concerns the whole person, not just the body, nor even just human “nature”. In this way the name “Theotókos” - Mother of God - became the name proper to the union with God granted to the Virgin Mary.

L'unione particolare del "Theotókos" con Dio - che esegue nel modo più eminente la predesignazione soprannaturale a unione con il Padre che è accordato a ogni essere umano (filii in Filio) - è una grazia pura e, come tale, un regalo dello Spirito. Nello stesso momento, comunque, attraverso la sua risposta di fede Mary esercita il suo libero arbitrio e così completamente condivide con il suo “I” personale e femminile in caso dell'Incarnazione. Con la sua "autorizzazione", Mary diventa il soggetto autentico di quell'unione con Dio che fu realizzato nel mistero dell'Incarnazione della Parola, chi è di una sostanza con il Padre. Tutta l'azione di dio in storia umana sempre rispetta il libero arbitrio di “I” umano. E tale fu il caso con l'Annuncio a Nazareth. With her “fiat”, Mary becomes the authentic subject of that union with God which was realized in the mystery of the Incarnation of the Word, who is of one substance with the Father. All of God’s action in human history at all times respects the free will of the human “I”. And such was the case with the Annunciation at Nazareth.

“Servire intende regnare”

5. Quest'avvenimento è chiaramente interpersonale in carattere: è un dialogo. Solo lo capiamo completamente se mettiamo la conversazione intera tra l'Angelo e Mary nel contesto delle parole: “pieno di grazia”.19 il dialogo d'Annuncio intero rivela la dimensione essenziale dell'avvenimento, vale a dire, la sua dimensione soprannaturale (***). La grazia mai scarta la natura o la controbilancia, ma piuttosto la perfeziona e la nobilita. Perciò la "abbondanza di grazia” che fu accordata alla Vergine di Nazareth, allo scopo del fatto che lei diventerebbe “Theotókos”, anche significa l'abbondanza della perfezione di” quello che è caratteristico di donna”, di “quello che è femminile”. Qui ci troviamo, in un certo senso, nel punto culminante, l'archetipo, della dignità personale di donne. We only understand it fully if we place the whole conversation between the Angel and Mary in the context of the words: “full of grace”.19 The whole Annunciation dialogue reveals the essential dimension of the event, namely, its supernatural dimension (***). Grace never casts nature aside or cancels it out, but rather perfects it and ennobles it. Therefore the “fullness of grace” that was granted to the Virgin of Nazareth, with a view to the fact that she would become “Theotókos”, also signifies the fullness of the perfection of” what is characteristic of woman”, of “what is feminine”. Here we find ourselves, in a sense, at the culminating point, the archetype, of the personal dignity of women.

Quando Mary risponde alle parole del messaggero divino con la sua "autorizzazione", lei che è “piena di grazia” sente la necessità di esprimere il suo rapporto personale al regalo che le è stato rivelato, dicendo: “Guardi, sono la serva del Signore” (Lk 1:38). Quest'affermazione non deve esser privata del suo significato profondo, né deve esser diminuita artificialmente togliendolo dal contesto generale dell'avvenimento e dal contenuto pieno della verità rivelò su Dio e uomo. Nell'espressione “la serva del Signore”, sensi la coscienza completa di Mary di essere a differenza di una creatura di Dio. La parola "la serva", vicino alla fine del dialogo d'Annuncio, è incisa nella storia intera della Madre e il Figlio. In effetti, questo Figlio, che è il true e consubstantial “il Figlio del Più alto”, spesso dirà di lui, particolarmente nel momento culminante della sua missione: “il Figlio d'Uomo venne per non esser servito, ma servire” (Mk 10:45). This statement should not be deprived of its profound meaning, nor should it be diminished by artificially removing it from the overall context of the event and from the full content of the truth revealed about God and man. In the expression “handmaid of the Lord”, one senses Mary’s complete awareness of being a creature of God. The word “handmaid”, near the end of the Annunciation dialogue, is inscribed throughout the whole history of the Mother and the Son. In fact, this Son, who is the true and consubstantial “Son of the Most High”, will often say of himself, especially at the culminating moment of his mission: “The Son of Man came not to be served but to serve” (Mk 10:45).

Sempre Christ è conscio di essere “a differenza del domestico del Signore” secondo la profezia di Isaiah (confronta. È 42:1; 49:3, 6; 52:13) che include il contenuto essenziale della sua missione messianica, vale a dire, la sua coscienza di essere a differenza del Redentore del mondo. A partire dal primo momento della sua maternità divina, della sua unione con il Figlio chi “il Padre ha mandato nel mondo, che il mondo potrebbe esser salvato attraverso lui” (confronta. Jn 3), Mary prende il suo posto dentro servizio 20 messianico di Christ è precisamente questo servizio che costituisce la molta fondazione di quel Regno in cui “per servire mezzi di … di regnare”.21 Christ, il "Domestico del Signore”, mostrerà a tutta la gente la dignità reale di servizio, la dignità che è unita nel modo più vicino possibile per la vocazione di ogni persona. 49:3, 6; 52:13) which includes the essential content of his messianic mission, namely, his awareness of being the Redeemer of the world. From the first moment of her divine motherhood, of her union with the Son whom “the Father sent into the world, that the world might be saved through him” (cf. Jn 3:17), Mary takes her place within Christ’s messianic service.20 It is precisely this service which constitutes the very foundation of that Kingdom in which “to serve … means to reign”.21 Christ, the “Servant of the Lord”, will show all people the royal dignity of service, the dignity which is joined in the closest possible way to the vocation of every person.

Così, considerando la realtà “la Donna - la Madre di Dio”, entriamo in un modo molto adatto in questa meditazione di Marian Year. Questa realtà anche determina l'orizzonte essenziale di riflessione sulla dignità e la vocazione di donne. In qualcosa pensiamo, diciamo o facciamo riguardo alla dignità e la vocazione di donne, i nostri pensieri, cuori e azioni non devono diventare staccati da quest'orizzonte. La dignità di ogni essere umano e la vocazione corrispondendo a quella dignità trova la loro misura definitiva in unione con Dio. Mary, la donna della Bibbia, è l'espressione più completa di questa dignità e vocazione. Per nessun essere umano, maschile o femminile, creato nell'immagine e la somiglianza di Dio, può ad ogni modo ottenere la realizzazione in disparte da quest'immagine e somiglianza. In anything we think, say or do concerning the dignity and the vocation of women, our thoughts, hearts and actions must not become detached from this horizon. The dignity of every human being and the vocation corresponding to that dignity find their definitive measure in union with God. Mary, the woman of the Bible, is the most complete expression of this dignity and vocation. For no human being, male or female, created in the image and likeness of God, can in any way attain fulfilment apart from this image and likeness.

III - L'IMMAGINE E LA SOMIGLIANZA DI DIO

Il Libro di Genesi

6. Ci permetta di entrare nell'installazione "dell'inizio" biblico. In questo la verità rivelata riguardo a uomo come “l'immagine e la somiglianza” di Dio costituisce la base immutabile d'uomo creato di tutta l'antropologia 22God cristiana nella sua immagine, nell'immagine di Dio lui lo creò; maschile e femminile lui li creò” (le Informazioni 1:27). Questo passaggio conciso contiene le verità antropologiche fondamentali: l'uomo è il highpoint dell'ordine intero di creazione nel mondo visibile; la razza umana, che prende la sua origine dalla vocazione in esistenza d'uomo e donna, incorona il lavoro intero di creazione; sia l'uomo sia la donna sono esseri umani fino a un grado uguale, entrambi sono creati in immagine di dio. Quest'immagine e somiglianza di Dio, che è essenziale per l'essere umano, sono passate dall'uomo e la donna, come sposi e genitori, ai loro discendenti:“ Sia fruttuoso e si moltiplichi, e riempisca la terra e la sottometta” (le Informazioni 1: 28). Il Creatore affida il dominio sopra la terra alla razza umana, a tutte le persone, a tutti gli uomini e le donne, che derivano la loro dignità e vocazione "all'inizio" comune. male and female he created them” (Gen 1:27). This concise passage contains the fundamental anthropological truths: man is the highpoint of the whole order of creation in the visible world; the human race, which takes its origin from the calling into existence of man and woman, crowns the whole work of creation; both man and woman are human beings to an equal degree, both are created in God’s image. This image and likeness of God, which is essential for the human being, is passed on by the man and woman, as spouses and parents, to their descendants: “Be fruitful and multiply, and fill the earth and subdue it” (Gen 1: 28). The Creator entrusts dominion over the earth to the human race, to all persons, to all men and women, who derive their dignity and vocation from the common “beginning”.

Nel Libro di Genesi troviamo altra descrizione della creazione d'uomo - l'uomo e la donna (confronta 2:18-25) - a quello che ci riferiremo tra poco. In questo punto, comunque, possiamo dire che il conto biblico mette fuori la verità sul carattere personale dell'essere umano. L'uomo è una persona, un uomo e una donna ugualmente così, da sia fu creato nell'immagine sia la somiglianza del Dio personale. Quello che fa l'uomo come Dio è il fatto che - a differenza del mondo intero di altre creature viventi, compreso quelli dotati di sensi (animalia) - l'uomo è anche un essere razionale (il fondamento logico d'animale).23 Grazie a questa proprietà, l'uomo e la donna sono capaci di "dominare" le altre creature del mondo visibile (confronta le Informazioni 1:28). Man is a person, man and woman equally so, since both were created in the image and likeness of the personal God. What makes man like God is the fact that - unlike the whole world of other living creatures, including those endowed with senses (animalia) - man is also a rational being (animal rationale).23 Thanks to this property, man and woman are able to “dominate” the other creatures of the visible world (cf. Gen 1:28).

La seconda descrizione della creazione d'uomo (confronta le Informazioni 2:18-25) fa uso di lingua diversa per esprimere la verità sulla creazione d'uomo, e particolarmente di donna. In un certo senso la lingua è meno precisa, e, uno potrebbe dire, più descrittivo e metaforico, più vicino alla lingua dei miti conosciuti al tempo. Tuttavia, non troviamo nessuna contraddizione essenziale tra i due testi. Il testo d'Informazioni 2:18-25 ci aiuta a capire meglio quello che troviamo nel passaggio conciso d'Informazioni 1:27-28. Nello stesso momento, se è letto insieme con quest'ultimo, questo ci aiuta a capire ancora più profondamente la verità fondamentale che questo contiene l'uomo riguardante creato come uomo e donna nell'immagine e la somiglianza di Dio. Nevertheless, we find no essential contradiction between the two texts. The text of Gen 2:18-25 helps us to understand better what we find in the concise passage of Gen 1:27-28. At the same time, if it is read together with the latter, it helps us to understand even more profoundly the fundamental truth which it contains concerning man created as man and woman in the image and likeness of God.

Nella descrizione trovata in Informazioni 2:1 8-25, la donna è creata da Dio “dalla costola” dell'uomo e è messa alla sua parte come altro “I”, come il compagno dell'uomo, che è solo nel mondo circostante di creature viventi e chi non trova in nessuno di loro "un aiutante" adatto per lui. Fatto nascere in questo modo, la donna è immediatamente riconosciuta dall'uomo come “la carne della sua carne e l'osso delle sue ossa” (confronta le Informazioni 2:23) e per questa molta motivo lei è chiamata "la donna". In lingua biblica questo nome indica che la sua identità essenziale per quanto riguarda uomo - ‘è - ’issah - qualcosa che sfortunatamente le lingue moderne in generale sono incapaci di esprimere: “Lei deve esser chiamata la donna (’issah) perché lei fu tirata fuori d'uomo (’è)”: Informazioni 2:23. In biblical language this name indicates her essential identity with regard to man - ‘is-’issah - something which unfortunately modern languages in general are unable to express: “She shall be called woman (’issah) because she was taken out of man (’is)”: Gen 2:23.

Il testo biblico provvede basi sufficienti per riconoscere l'uguaglianza essenziale d'uomo e donna dal punto di vista della loro umanità 24 Proprio dal principio, entrambi sono persone, a differenza degli altri esseri viventi nel mondo su loro. La donna è altro “I” in un'umanità comune. Proprio dal principio loro appaiono come una "unità dei due”, e questo fa sapere che la solitudine originale è vinta, la solitudine in cui l'uomo non trova “un aiutante adatto per lui” (le Informazioni 2:20). È questo solo una domanda qui di "un aiutante" in attività, in “soggiogazione della terra” (confronta le Informazioni 1: 28)? Certamente è una questione di compagno di una vita, con chi, come una moglie, l'uomo può unirsi, diventando con la sua “una carne” e per questo motivo lasciando “il suo padre e sua madre” (confronta le Informazioni 2: 24). Così nello stesso contesto che la creazione d'uomo e donna, il conto biblico parla di matrimonio d'istituzione di dio come una condizione indispensabile per la trasmissione di vita a nuove generazioni, la trasmissione di vita a cui il matrimonio e l'amore coniugale sono per la loro natura ordinata: “sia fruttuoso e si moltiplichi, e riempisca la terra e la sottometta” (le Informazioni 1:28). From the very beginning they appear as a “unity of the two”, and this signifies that the original solitude is overcome, the solitude in which man does not find “a helper fit for him” (Gen 2:20). Is it only a question here of a “helper” in activity, in “subduing the earth” (cf. Gen 1: 28)? Certainly it is a matter of a life’s companion, with whom, as a wife, the man can unite himself, becoming with her “one flesh” and for this reason leaving “his father and his mother” (cf. Gen 2: 24). Thus in the same context as the creation of man and woman, the biblical account speaks of God’s instituting marriage as an indispensable condition for the transmission of life to new generations, the transmission of life to which marriage and conjugal love are by their nature ordered: “Be fruitful and multiply, and fill the earth and subdue it” (Gen 1:28).

La persona - la Comunione - il Regalo

7. Riflettendo sul conto intero trovato in Informazioni 2:18-25, e interpretandolo in luce della verità sull'immagine e la somiglianza di Dio (confronta le Informazioni 1:26-27), possiamo capire ancora più completamente quello che costituisce il carattere personale dell'essere umano, grazie a cui sia l'uomo sia la donna assomigliano il Dio. Poiché ogni individuo è fatto nell'immagine di Dio, per quanto lui o lei è una creatura razionale e libera capace di Dio sapiente e amore di lui. Per di più, leggiamo quell'uomo non può esistere "solo" (confronta le Informazioni 2:18); lui può esistere solo come una "unità dei due”, e perciò in relazione ad altra persona umana. È una domanda qui di un rapporto reciproco: l'uomo a donna e donna a uomo. Essere una persona nell'immagine e la somiglianza di Dio così anche coinvolge esistente in un rapporto, in relazione ad altro “I”. Questo è un preludio all'autorivelazione definitiva del Dio Uno e trino: un'unità vivente nella comunione del Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Moreover, we read that man cannot exist “alone” (cf. Gen 2:18); he can exist only as a “unity of the two”, and therefore in relation to another human person. It is a question here of a mutual relationship: man to woman and woman to man. Being a person in the image and likeness of God thus also involves existing in a relationship, in relation to the other “I”. This is a prelude to the definitive self-revelation of the Triune God: a living unity in the communion of the Father, Son and Holy Spirit.

All'inizio della Bibbia questo è ancora dichiarato direttamente. Il Testamento Vecchio intero è principalmente preoccupato di rivelazione della verità sull'unicità e l'unità di Dio. Dentro questa verità fondamentale su Dio il Nuovo Testamento rivelerà il mistero inscrutabile di vita interna di dio. Il dio, che si permette di essere conosciuto per esseri umani attraverso Christ, è l'unità della Trinità: unità in comunione. L'in questo modo nuova luce è anche lanciata su immagine d'uomo e somiglianza con Dio, parlato di nel Libro di Genesi. Il fatto che l'uomo “creò come uomo e donna” è l'immagine di mezzi di Dio non solo che ciascuno di loro singolarmente assomiglia il Dio, come un essere razionale e libero. Questo anche significa che l'uomo e la donna, creata come una "unità dei due” nella loro umanità comune, sono chiamati per vivere in una comunione d'amore, e in questo modo riflettere nel mondo la comunione d'amore che è in Dio, attraverso cui le Tre Persone amano l'un l'altro nel mistero intimo di una vita divina. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, un Dio attraverso l'unità della divinità, esiste come persone attraverso il rapporto divino inscrutabile. Solo in questo modo può capire la verità che il Dio in lui è l'amore (confronta 1 Jn 4:16). Within this fundamental truth about God the New Testament will reveal the inscrutable mystery of God’s inner life. God, who allows himself to be known by human beings through Christ, is the unity of the Trinity: unity in communion. In this way new light is also thrown on man’s image and likeness to God, spoken of in the Book of Genesis. The fact that man “created as man and woman” is the image of God means not only that each of them individually is like God, as a rational and free being. It also means that man and woman, created as a “unity of the two” in their common humanity, are called to live in a communion of love, and in this way to mirror in the world the communion of love that is in God, through which the Three Persons love each other in the intimate mystery of the one divine life. The Father, Son and Holy Spirit, one God through the unity of the divinity, exist as persons through the inscrutable divine relationship. Only in this way can we understand the truth that God in himself is love (cf. 1 Jn 4:16).

L'immagine e la somiglianza di Dio in uomo, creato come uomo e donna (per l'analogia che può esser presunta tra Creatore e creatura), così anche esprimono la "unità dei due” in un'umanità comune. Questa “unità dei due”, che è un segno di comunione interpersonale, mostra che la creazione d'uomo è anche segnata da una somiglianza certa con la comunione divina (”communio”). Questa somiglianza è una qualità dell'annuncio personale essere sia d'uomo sia di donna, e è anche una telefonata e un compito. La fondazione "dell'ethos" umano intero è fatta radicare nell'immagine e la somiglianza di Dio che l'essere umano porta dentro lui all'inizio. Il Testamento sia & Vecchio sia Nuovo svilupperà quell'“ethos”, che arriva al suo vertice nel comandamento d'amore 25 This likeness is a quality of the personal being of both man and woman, and is also a call and a task. The foundation of the whole human “ethos” is rooted in the image and likeness of God which the human being bears within himself from the beginning. Both the Old and New Testament will develop that “ethos”, which reaches its apex in the commandment of love.25

Nella "unità dei due”, l'uomo e la donna sono chiamati all'inizio non solo per esistere "fianco a fianco" o "insieme", ma loro sono anche chiamati per esistere reciprocamente “un per altro”.

Questo anche spiega il significato "dell'aiuto" parlato di in Genesi 2:1 8-25:“ Lo farò un aiutante adatto per lui”. Il contesto biblico ci permette capire questo nel senso che la donna deve "aiutare" l'uomo - e nel suo giro lui deve aiutarla - prima di tutto dal molto fatto del loro quello che sono persone umane”. In un senso certo questo permette l'uomo e la donna scoprire la loro umanità mai di nuovo e confermare il suo significato intero. Possiamo facilmente capire che - a questo livello fondamentale - è una domanda di "un aiuto" da parte d'entrambi, e nello stesso momento "un aiuto" reciproco. Essere umano intende esser chiamato a comunione interpersonale. Il testo di Genesi 2:18-25 mostra che il matrimonio è primo e, in un certo senso, la dimensione fondamentale di questa telefonata. Ma non è l'unico. Tutta storia umana si spiega dentro il contesto di questa telefonata. In questa storia, sulla base del principio di essere reciprocamente "per" l'altro, in "comunione" interpersonale, là si sviluppa in umanità sé stesso, in conformità con volontà di dio, l'integrazione di quello che è "maschile" e quello che è "femminile". I testi biblici, da Genesi in avanti, costantemente ci permettono scoprire la terra in cui la verità su uomo è fatta radicare, la terra solida e inviolabile tra molti cambiamenti d'esistenza umana. The biblical context enables us to understand this in the sense that the woman must “help” the man - and in his turn he must help her - first of all by the very fact of their “being human persons”. In a certain sense this enables man and woman to discover their humanity ever anew and to confirm its whole meaning. We can easily understand that - on this fundamental level - it is a question of a “help” on the part of both, and at the same time a mutual “help”. To be human means to be called to interpersonal communion. The text of Genesis 2:18-25 shows that marriage is the first and, in a sense, the fundamental dimension of this call. But it is not the only one. The whole of human history unfolds within the context of this call. In this history, on the basis of the principle of mutually being “for” the other, in interpersonal “communion”, there develops in humanity itself, in accordance with God’s will, the integration of what is “masculine” and what is “feminine”. The biblical texts, from Genesis onwards, constantly enable us to discover the ground in which the truth about man is rooted, the solid and inviolable ground amid the many changes of human existence.

Questa verità anche ha a che fare con la storia di salvezza. A questo proposito un'affermazione del Secondo Consiglio di Vaticano è particolarmente importante. Nel capitolo “sulla Comunità d'Umanità” nella Costituzione Pastorale Gaudium e Spes, leggiamo: “Signore Jesus, quando lui pregò al Padre ‘che tutti possono essere un … come siamo un’ (Jn 17: 21-22), aprì viste chiuse per ragione umana. Poiché lui implicò una somiglianza certa tra l'unione delle Persone divine e l'unione di bambini di dio a dir la verità e carità. Questa somiglianza rivela che l'uomo, che è l'unica creatura su terra che il Dio desiderò nel suo interesse, non può completamente trovarsi eccetto attraverso un regalo sincero di stesso”.26 In the chapter on “The Community of Mankind” in the Pastoral Constitution Gaudium et Spes, we read: “The Lord Jesus, when he prayed to the Father ‘that all may be one … as we are one’ (Jn 17: 21-22), opened up vistas closed to human reason. For he implied a certain likeness between the union of the divine Persons and the union of God’s children in truth and charity. This likeness reveals that man, who is the only creature on earth which God willed for its own sake, cannot fully find himself except through a sincere gift of self”.26

Con queste parole, il testo di Consiglio presenta un riassunto della verità intera su uomo e donna - una verità che è già abbozzata nei primi capitoli del Libro di Genesi, e che è la base strutturale d'antropologia biblica e cristiana. L'uomo - o l'uomo o la donna - è l'unico essere tra le creature del mondo visibile che il Dio il Creatore “ha desiderato nel suo interesse”; quella creatura è così una persona. Essere a differenza di una persona intende sforzarsi verso autorealizzazione (il testo di Consiglio parla d'autoscoperta), che può solo esser portato a termine “attraverso un regalo sincero di stesso”. Il modello per quest'interpretazione della persona è il Dio lui stesso come Trinità, come una comunione di Persone. Dire che l'uomo è creato nell'immagine e la somiglianza di Dio significa che l'uomo è chiamato per esistere "per" altri, diventare un regalo. that creature is thus a person. Being a person means striving towards self-realization (the Council text speaks of self-discovery), which can only be achieved “through a sincere gift of self”. The model for this interpretation of the person is God himself as Trinity, as a communion of Persons. To say that man is created in the image and likeness of God means that man is called to exist “for” others, to become a gift.

Questo si rivolge a ogni essere umano, o donna o uomo, che lo tralasciano in conformità con le qualità speciali appropriate di ciascuno. Dentro la struttura della meditazione presente sulla dignità e la vocazione di donne, questa verità su essere a differenza di umano costituisce il punto di partenza indispensabile. Già nel Libro di Genesi possiamo percepire, in contorno preliminare, il carattere matrimoniale del rapporto tra persone, che serviranno come la base per lo sviluppo successivo della verità su maternità, e su verginità, come due dimensioni particolari della vocazione di donne nella luce di Rivelazione divina. Queste due dimensioni troveranno la loro espressione più elevata alla "abbondanza di tempo” (confronta la Ragazza 4:4) "nella donna" di Nazareth: la Madre vergine. Already in the Book of Genesis we can discern, in preliminary outline, the spousal character of the relationship between persons, which will serve as the basis for the subsequent development of the truth about motherhood, and about virginity, as two particular dimensions of the vocation of women in the light of divine Revelation. These two dimensions will find their loftiest expression at the “fullness of time” (cf. Gal 4:4) in the “woman” of Nazareth: the Virgin-Mother.

L'antropomorfismo di lingua biblica

8. La presentazione d'uomo come “l'immagine e la somiglianza di Dio” al molto inizio di Sacra Scrittura Sacra ha altro significato anche. È la chiave per capire la Rivelazione biblica come parola di dio su lui. Arte del parlare su lui, se attraverso i profeti, o attraverso il Figlio” (confronta. Heb 1:1, 2) chi diventò l'uomo, il Dio parla in linguaggio naturale, usando concetti umani e le immagini. Se questo modo d'espressione lui stesso è caratterizzato da un antropomorfismo certo, la ragione consiste in che l'uomo assomiglia il Dio: creato nella sua immagine e somiglianza. Ma allora, il Dio anche è in una certa misura “come uomo”, e precisamente a causa di questa somiglianza, lui può essere umanamente conosciuto. Nello stesso momento, la lingua della Bibbia è sufficientemente precisa per indicare i limiti "della somiglianza", i limiti "dell'analogia". Poiché la Rivelazione biblica dice che, mentre "la somiglianza" d'uomo con Dio è true, "la nonsomiglianza" 27 che separa tutta creazione dal Creatore è ancora più essenzialmente true. Sebbene l'uomo sia creato in somiglianza di dio, il Dio non cessa essere per lui un “chi dimora in luce inavvicinabile” (1 Tim 6:16): lui è “Diverso Un”, da essenza “completamente Altro”. Speaking about himself, whether through the prophets, or through the Son” (cf. Heb 1:1, 2) who became man, God speaks in human language, using human concepts and images. If this manner of expressing himself is characterized by a certain anthropomorphism, the reason is that man is “like” God: created in his image and likeness. But then, God too is in some measure “like man”, and precisely because of this likeness, he can be humanly known. At the same time, the language of the Bible is sufficiently precise to indicate the limits of the “likeness”, the limits of the “analogy”. For biblical Revelation says that, while man’s “likeness” to God is true, the “non-likeness”27 which separates the whole of creation from the Creator is still more essentially true. Although man is created in God’s likeness, God does not cease to be for him the one “who dwells in unapproachable light” (1 Tim 6:16): he is the “Different One”, by essence the “totally Other”.

Quest'osservazione sui limiti dell'analogia - i limiti di somiglianza d'uomo con Dio in lingua biblica - devono anche esser tenuti a mente quando, in passaggi diversi di Sacra Scrittura Sacra (particolarmente nel Testamento Vecchio), troviamo confronti che attribuiscono a Dio qualità "maschili" o "femminili". Troviamo in questi passaggi una conferma indiretta della verità che sia l'uomo sia la donna furono creati nell'immagine e la somiglianza di Dio. Se c'è una somiglianza tra Creatore e creature, è comprensibile che la Bibbia si riferirebbe a Dio usando espressioni che gli attribuiscono qualità "sia & maschili" sia "femminili". If there is a likeness between Creator and creatures, it is understandable that the Bible would refer to God using expressions that attribute to him both “masculine” and “feminine” qualities.

Possiamo citare qui alcuni passaggi caratteristici dal profeta Isaiah: “Ma Zion disse, ‘il Signore mi ha abbandonato, il mio Signore mi ha dimenticato’. ‘Può una donna dimenticare il suo bambino lattante, che lei non deve avere nessuna compassione sul figlio del suo utero? Perfino questi possono dimenticare, già non La dimenticherò’”. (49:14-15). E altrove: “Come quel che chi la sua comodità di madre, così è La consolo; Lei deve esser consolato in Gerusalemme” (66: 13). Nei Salmi anche il Dio è rispetto a una madre affettuosa:“ Come un bambino calmato al petto di sua madre; come un bambino che è calmato è la mia anima. O l'Israele, la speranza nel Signore”. (Il poscritto 131:2-3). In passaggi vari si mostra che l'amore di Dio che ha cura della sua gente assomiglia quella di una madre: così, come un Dio di madre “ha portato” l'umanità, e soprattutto, la sua Gente Scelta, dentro il suo utero; lui l'ha dato alla luce in travaglio, l'ha nutrito e ha consolato (confronta. È 42:14; 46: 3-4). In molti passaggi l'amore di dio è presentato come l'amore "maschile" dello sposo e il padre (confronta Hosea 11:1-4; lo Jer 3:4-19), ma anche qualche volta come l'amore "femminile" di una madre. ‘Can a woman forget her sucking child, that she should have no compassion on the son of her womb? Even these may forget, yet I will not forget you’”. (49:14-15). And elsewhere: “As one whom his mother comforts, so will I comfort you; you shall be comforted in Jerusalem” (66: 13). In the Psalms too God is compared to a caring mother: “Like a child quieted at its mother’s breast; like a child that is quieted is my soul. O Israel, hope in the Lord”. (Ps 131:2-3). In various passages the love of God who cares for his people is shown to be like that of a mother: thus, like a mother God “has carried” humanity, and in particular, his Chosen People, within his own womb; he has given birth to it in travail, has nourished and comforted it (cf. Is 42:14; 46: 3-4). In many passages God’s love is presented as the “masculine” love of the bridegroom and father (cf. Hosea 11:1-4; Jer 3:4-19), but also sometimes as the “feminine” love of a mother.

Questa caratteristica di lingua biblica - il suo modo antropomorfo di parlare su Dio - indica indirettamente al mistero "della generazione" eterna che appartiene alla vita interna di Dio. Tuttavia, in si questa "generazione" non ha qualità "né & maschili" né "femminili". È per natura completamente divina. È spirituale nel modo più perfetto, poiché “il Dio è lo spirito” (Jn 4:24) e non possiede nessuna proprietà tipica del corpo, né "femminile" né "maschile". Così perfino "la paternità" in Dio è completamente divina e priva delle caratteristiche materiali "maschili" appropriate di paternità umana. In questo senso il Testamento Vecchio parlò di Dio come un Padre e si voltò a lui come un Padre. Jesus Christ - chi chiamò il Dio “il Padre di Abba” (Mk 14: 36), e chi come il Figlio solo generato e consubstantial mise questa verità al molto centro del suo Vangelo, così istituendo la norma di preghiera cristiana - rinviato a paternità in questo senso ultracorporeo, sovrumano e completamente divino. Lui parlò come il Figlio, unito al Padre dal mistero eterno di generazione divina, e lui fece così essendo nello stesso momento il Figlio veramente umano della sua Madre Vergine. It is by nature totally divine. It is spiritual in the most perfect way, since “God is spirit” (Jn 4:24) and possesses no property typical of the body, neither “feminine” nor “masculine”. Thus even “fatherhood” in God is completely divine and free of the “masculine” bodily characteristics proper to human fatherhood. In this sense the Old Testament spoke of God as a Father and turned to him as a Father. Jesus Christ - who called God “Abba Father” (Mk 14: 36), and who as the only-begotten and consubstantial Son placed this truth at the very centre of his Gospel, thus establishing the norm of Christian prayer - referred to fatherhood in this ultra-corporeal, superhuman and completely divine sense. He spoke as the Son, joined to the Father by the eternal mystery of divine generation, and he did so while being at the same time the truly human Son of his Virgin Mother.

Sebbene non sia possibile attribuire qualità umane alla generazione eterna della Parola di Dio, e sebbene la paternità divina non possieda caratteristiche "maschili" in un senso fisico, dobbiamo tuttavia cercare in Dio il modello assoluto di tutta "la generazione" tra esseri umani. Questo sembrerebbe di essere il senso della Lettera all'Ephesians:“ Chino i miei ginocchi prima del Padre, da chi ogni famiglia a cielo e su terra è chiamata” (3:14-15). Tutta "la generazione" tra creature trova il suo modello principale in quella generazione che in Dio è completamente divina, che è, spirituale. Tutta "la generazione" nel mondo creato deve esser paragonata a quest'assoluto e increò il modello. Così ogni elemento di generazione umana che è appropriata d'uomo, e ogni elemento che è appropriato di donna, "paternità" vale a dire umana e "maternità", orsi dentro si una somiglianza con, o l'analogia con "la generazione" divina e con quella "paternità" che in Dio è “completamente diversa”, che è, completamente spirituale e divino essenzialmente; mentre nell'ordine umano, la generazione è appropriata della "unità dei due”: sia sono "genitori", l'uomo sia la donna allo stesso modo. “I bow my knees before the Father, from whom every family in heaven and on earth is named” (3:14-15). All “generating” among creatures finds its primary model in that generating which in God is completely divine, that is, spiritual. All “generating” in the created world is to be likened to this absolute and uncreated model. Thus every element of human generation which is proper to man, and every element which is proper to woman, namely human “fatherhood” and “motherhood”, bears within itself a likeness to, or analogy with the divine “generating” and with that “fatherhood” which in God is “totally different”, that is, completely spiritual and divine in essence; whereas in the human order, generation is proper to the “unity of the two”: both are “parents”, the man and the woman alike.

IV - VIGILIA-MARY

"L'inizio" e il peccato

9. “Sebbene lui fosse fatto da Dio in uno stato di giustizia, alla molta alba di storia l'uomo abusò della sua libertà, su richiesta del Cattivo. L'uomo si mette contro Dio e cercò di trovare la realizzazione in disparte da Dio”.28 Con queste parole l'insegnamento del Consiglio ultimo ricorda la dottrina rivelata su peccato e soprattutto su quel primo peccato, che è il "originale". "L'inizio" biblico - la creazione del mondo e d'uomo nel mondo - contiene in si la verità su questo peccato, che può anche esser chiamato il peccato "d'inizio" d'uomo sulla terra. Sebbene quello che è scritto nel Libro di Genesi sia espresso nella forma di una narrazione simbolica, com'è il caso nella descrizione della creazione d'uomo come maschile e femminile (confronta le Informazioni 2:18-25), nello stesso momento questo rivela quello che deve esser chiamato “il mistero di peccato”, e ancora più completamente, “il mistero di male” che esiste nel mondo creato da Dio. The biblical “beginning” - the creation of the world and of man in the world - contains in itself the truth about this sin, which can also be called the sin of man’s “beginning” on the earth. Even though what is written in the Book of Genesis is expressed in the form of a symbolic narrative, as is the case in the description of the creation of man as male and female (cf. Gen 2:18-25), at the same time it reveals what should be called “the mystery of sin”, and even more fully, “the mystery of evil” which exists in the world created by God.

Non è possibile leggere “il mistero di peccato” senza fare il riferimento alla verità intera sulla "immagine e la somiglianza” con Dio, che è la base d'antropologia biblica. Questa verità presenta la creazione d'uomo come un regalo speciale dal Creatore, contenendo non solo la fondazione e la sorgente della dignità essenziale dell'essere umano - l'uomo e la donna - nel mondo creato, ma anche l'inizio della telefonata di ciascuno di essi per condividere nella vita intima di Dio lui stesso. Nella luce di Rivelazione, la creazione allo stesso modo significa l'inizio di storia di salvezza. È precisamente a quest'inizio che il peccato è situato e si manifesta come opposizione e negazione. In the light of Revelation, creation likewise means the beginning of salvation history. It is precisely in this beginning that sin is situated and manifests itself as opposition and negation.

Può esser detto, paradossalmente, che il peccato presentato nel terzo capitolo di Genesi conferma la verità sull'immagine e la somiglianza di Dio in uomo, poiché questa verità significa la libertà, che è, l'uso d'uomo di libero arbitrio scegliendo buono o il suo abuso di questo scegliendo il male, contro la volontà di Dio. Nella sua essenza, comunque, il peccato è una negazione di Dio come Creatore nel suo rapporto a uomo, e di che i testamenti di Dio per uomo, all'inizio e per sempre. Creando l'uomo e la donna nella sua immagine e somiglianza, testamenti di Dio per loro l'abbondanza di felicità buona, o soprannaturale, che fluisce da condividere nella sua vita. Commettendo l'uomo di peccato rifiuta questo regalo e nello stesso momento testamenti per diventare “come Dio, sapendo il bene e male” (le Informazioni 3:5), cioè, decidendo quello che è buono e quello che è cattivo indipendentemente da Dio, il suo Creatore. Il peccato dei primi genitori ha la sua "misura" umana: un proprio standard interno in libero arbitrio d'uomo, e questo anche ha dentro si una caratteristica "diabolica" certa, 29 che è chiaramente mostrato nel Libro di Genesi (3:15). Il peccato causa un'interruzione nell'unità originale che l'uomo godè nello stato di giustizia originale: l'unione con Dio come la sorgente dell'unità dentro il suo “I”, nel rapporto reciproco tra uomo e donna (”communio personarum”) così come riguardo al mondo esterno, a natura. Creating man and woman in his own image and likeness, God wills for them the fullness of good, or supernatural happiness, which flows from sharing in his own life. By committing sin man rejects this gift and at the same time wills to become “as God, knowing good and evil” (Gen 3:5), that is to say, deciding what is good and what is evil independently of God, his Creator. The sin of the first parents has its own human “measure”: an interior standard of its own in man’s free will, and it also has within itself a certain “diabolic” characteristic,29 which is clearly shown in the Book of Genesis (3:15). Sin brings about a break in the original unity which man enjoyed in the state of original justice: union with God as the source of the unity within his own “I”, in the mutual relationship between man and woman (”communio personarum”) as well as in regard to the external world, to nature.

La descrizione biblica di peccato originale nel terzo capitolo di Genesi in un modo certo “distingue i ruoli” che la donna e l'uomo ebbero in questo. Questo è anche rinviato a più tardi in passaggi certi della Bibbia, ad esempio, la Lettera di Paul a Timothy: “poiché Adam fu formato prima, allora la Vigilia; e Adam non fu ingannato, ma la donna fu ingannata e diventò un trasgressore” (1 Tim 2:13-14). Ma non c'è dubbio che, indipendente da questa “distinzione di ruoli” nella descrizione biblica, quel primo peccato è il peccato d'uomo, creato da Dio come maschile e femminile. È anche il peccato dei "primi genitori”, a cui è collegato il suo carattere ereditario. In questo senso lo chiamiamo “il peccato originale”. “For Adam was formed first, then Eve; and Adam was not deceived, but the woman was deceived and became a transgressor” (1 Tim 2:13-14). But there is no doubt that, independent of this “distinction of roles” in the biblical description, that first sin is the sin of man, created by God as male and female. It is also the sin of the “first parents”, to which is connected its hereditary character. In this sense we call it “original sin”.

Questo peccato, come già detto, non può esser in modo conveniente capito senza riferimento al mistero della creazione dell'essere umano - l'uomo e la donna - nell'immagine e la somiglianza di Dio. Per mezzo di questo riferimento uno può anche capire il mistero di quella "nonsomiglianza" con Dio in cui il peccato consiste, e quale si manifesta nel presente cattivo nella storia del mondo. Allo stesso modo uno può capire il mistero di quella "nonsomiglianza" con Dio, che “solo è buono” (confronta. Mt 19:17) e - l'abbondanza di i buoni. Se "la nonsomiglianza" di peccato con Dio, che è la Santità sé stesso, presuppone "la somiglianza" nella sfera di libertà e libero arbitrio, può allora esser detto che per questa molta motivo "la nonsomiglianza" contenuta in peccato è tanto più tragica e triste. Deve esser ammesso che il Dio, come Creatore e Padre, è qui ferito, "offeso" - evidentemente offeso - nel molto cuore di quel regalo che appartiene a piano eterno di dio per uomo. Similarly one can understand the mystery of that “non-likeness” to God, who “alone is good” (cf. Mt 19:17) and-the fullness of good. If sin’s “non-likeness” to God, who is Holiness itself, presupposes “likeness” in the sphere of freedom and free will, it can then be said that for this very reason the “non-likeness” contained in sin is all the more tragic and sad. It must be admitted that God, as Creator and Father, is here wounded, “offended” - obviously offended - in the very heart of that gift which belongs to God’s eternal plan for man.

Nello stesso momento, comunque, come l'autore del male di peccato, l'essere umano - l'uomo e la donna - è intaccato da questo. Il terzo capitolo di Genesi mostra questo con le parole che chiaramente descrivono la nuova situazione d'uomo nel mondo creato. Questo mostra la prospettiva di "duro lavoro", da cui l'uomo guadagnerà il suo modo di vivere (confronta le Informazioni 3:17-19) e allo stesso modo il gran "dolore" con cui la donna darà alla luce i suoi bambini (confronta le Informazioni 3:16). E tutto questo è segnato dalla necessità di morte, che è la fine di vita umana su terra. In questo modo l'uomo, come polvere, “ritornerà alla terra, poiché di questo lui fu preso”: “Lei è la polvere, e spolverarLa deve ritornare” (confronta le Informazioni 3:19). It shows the perspective of “toil”, by which man will earn his living (cf. Gen 3:17-19) and likewise the great “pain” with which the woman will give birth to her children (cf. Gen 3 :16). And all this is marked by the necessity of death, which is the end of human life on earth. In this way man, as dust, will “return to the ground, for out of it he was taken”: “you are dust, and to dust you shall return” (cf. Gen 3:19).

Queste parole sono la generazione confermata dopo generazione. Loro non significano che l'immagine e la somiglianza di Dio nell'essere umano, o la donna o l'uomo, sono state distrutte da peccato; loro significano piuttosto che è stato "oscurato" 30 e in un certo senso "diminuito". Il peccato in effetti "diminuisce" l'uomo, siccome il Secondo Consiglio di Vaticano anche ricorda 31 Se l'uomo è l'immagine e la somiglianza di Dio per la sua molta natura come una persona, allora la sua grandezza e la sua dignità sono portate a termine nell'accordo scritto con Dio, in unione con lui, in sforzo verso quell'unità fondamentale che appartiene "alla logica" interna del molto mistero di creazione. Quest'unità corrisponde alla verità profonda riguardo a tutte le creature intelligenti e in uomo riguardante particolare, che tra tutte le creature del mondo visibile fu innalzato all'inizio attraverso la scelta eterna di Dio in Jesus:“ Lui ci scelse in (Christ) prima della fondazione del mondo, … Lui ci destinò innamorato per essere i suoi figli attraverso Jesus Christ, secondo lo scopo della sua volontà” (Eph 1:4-6). L'insegnamento biblico preso nell'insieme ci permette dire che la predesignazione preoccupa tutte le persone umane, gli uomini e le donne, tutti e ciascuno senza eccezione. they mean rather that it has been “obscured”30 and in a sense “diminished”. Sin in fact “diminishes” man, as the Second Vatican Council also recalls.31 If man is the image and likeness of God by his very nature as a person, then his greatness and his dignity are achieved in the covenant with God, in union with him, in striving towards that fundamental unity which belongs to the internal “logic” of the very mystery of creation. This unity corresponds to the profound truth concerning all intelligent creatures and in particular concerning man, who among all the creatures of the visible world was elevated from the beginning through the eternal choice of God in Jesus: “He chose us in (Christ) before the foundation of the world, … He destined us in love to be his sons through Jesus Christ, according to the purpose of his will” (Eph 1:4-6). The biblical teaching taken as a whole enables us to say that predestination concerns all human persons, men and women, each and every one without exception.

“Lui deve governare sopra Lei”

10. La descrizione biblica nel Libro di Genesi abbozza la verità sulle conseguenze di peccato d'uomo, com'è mostrato dai disordini di quel rapporto originale tra uomo e donna che corrisponde alla loro dignità individuale come persone. Un essere umano, o maschile o femminile, è una persona, e perciò, “l'unica creatura su terra che il Dio desiderò nel suo interesse”; e nello stesso momento questa creatura unica e unrepeatable “non può completamente trovarsi eccetto attraverso un regalo sincero di stesso”.32 Qui comincia il rapporto di "comunione" in cui la "unità dei due” e la dignità personale sia d'uomo sia di donna trova l'espressione. Perciò quando leggiamo nella descrizione biblica le parole rivolte alla donna:“ Il Suo desiderio deve essere per il Suo marito, e lui deve governare sopra Lei” (le Informazioni 3:16), scopriamo una pausa e una minaccia costante precisamente riguardo a questa “unità dei due” che corrisponde alla dignità dell'immagine e la somiglianza di Dio in ciascuno di essi. Ma questa minaccia è più seria per la donna, poiché la dominazione prende il posto di “essere a differenza di un regalo sincero” e perciò vivendo "per" l'altro:“ lui deve governare sopra Lei”. Questa "dominazione" indica i disordini e la perdita della stabilità di quell'uguaglianza fondamentale che l'uomo e la donna possiedono nella "unità dei due”: e questo è particolarmente allo svantaggio della donna, mentre solo l'uguaglianza derivando dalla loro dignità come persone può dare al loro rapporto reciproco il carattere di un autentico “communio personarum”. Mentre la violazione di quest'uguaglianza, che è sia un regalo sia un diritto derivando da Dio il Creatore, coinvolge un elemento allo svantaggio della donna, nello stesso momento questo anche diminuisce la dignità true dell'uomo. Qui sfioriamo un punto estremamente sensibile nella dimensione di quell'“ethos” che fu originariamente inciso dal Creatore nella molta creazione di ciascuno di essi nella sua immagine e somiglianza. and at the same time this unique and unrepeatable creature “cannot fully find himself except through a sincere gift of self”.32 Here begins the relationship of “communion” in which the “unity of the two” and the personal dignity of both man and woman find expression. Therefore when we read in the biblical description the words addressed to the woman: “Your desire shall be for your husband, and he shall rule over you” (Gen 3:16), we discover a break and a constant threat precisely in regard to this “unity of the two” which corresponds to the dignity of the image and likeness of God in both of them. But this threat is more serious for the woman, since domination takes the place of “being a sincere gift” and therefore living “for” the other: “he shall rule over you”. This “domination” indicates the disturbance and loss of the stability of that fundamental equality which the man and the woman possess in the “unity of the two”: and this is especially to the disadvantage of the woman, whereas only the equality resulting from their dignity as persons can give to their mutual relationship the character of an authentic “communio personarum”. While the violation of this equality, which is both a gift and a right deriving from God the Creator, involves an element to the disadvantage of the woman, at the same time it also diminishes the true dignity of the man. Here we touch upon an extremely sensitive point in the dimension of that “ethos” which was originally inscribed by the Creator in the very creation of both of them in his own image and likeness.

Quest'affermazione in Genesi 3:16 è di gran significato. Questo implica un riferimento al rapporto reciproco d'uomo e donna in matrimonio. Questo si riferisce al desiderio portato nell'atmosfera d'amore matrimoniale per mezzo di cui il "regalo sincero della donna di stesso” è risposto a e accordato da "un regalo" corrispondente da parte del marito. Solo sulla base di questo principio può ciascuno di essi, e soprattutto la donna, “si scopra” come un true “l'unità dei due” secondo la dignità della persona. L'unione matrimoniale richiede il rispetto per e un perfezionamento della soggettività personale true di ciascuno di essi. La donna non può diventare "l'oggetto" di "dominazione" e "possesso" maschile. Ma le parole del testo biblico direttamente riguardano il peccato originale e le sue conseguenze durevoli in uomo e donna. Oppresso da ereditario peccaminoso, loro portano dentro loro la "inclinazione costante a peccare”, la tendenza ad andare contro l'ordine morale che corrisponde alla natura razionale e la dignità d'uomo e donna come persone. Questa tendenza è espressa in una concupiscenza tripla, che Saint John definisce come il desiderio degli occhi, il desiderio della carne e l'orgoglio di vita (confronta 1 Jn 2:16). Le parole del Libro di Genesi citata prima (3: 16) mostrano come questa concupiscenza tripla, la "inclinazione a peccare”, opprimerà il rapporto reciproco d'uomo e donna. It refers to the desire born in the atmosphere of spousal love whereby the woman’s “sincere gift of self” is responded to and matched by a corresponding “gift” on the part of the husband. Only on the basis of this principle can both of them, and in particular the woman, “discover themselves” as a true “unity of the two” according to the dignity of the person. The matrimonial union requires respect for and a perfecting of the true personal subjectivity of both of them. The woman cannot become the “object” of “domination” and male “possession”. But the words of the biblical text directly concern original sin and its lasting consequences in man and woman. Burdened by hereditary sinfulness, they bear within themselves the constant “inclination to sin”, the tendency to go against the moral order which corresponds to the rational nature and dignity of man and woman as persons. This tendency is expressed in a threefold concupiscence, which Saint John defines as the lust of the eyes, the lust of the flesh and the pride of life (cf. 1 Jn 2:16). The words of the Book of Genesis quoted previously (3: 16) show how this threefold concupiscence, the “inclination to sin”, will burden the mutual relationship of man and woman.

Queste parole di Genesi si riferiscono direttamente a matrimonio, ma indirettamente loro riguardano le sfere diverse di vita sociale: le situazioni in cui la donna rimane svantaggiata o discriminata contro dal fatto di essere a differenza di una donna. La verità rivelata riguardo alla creazione dell'essere umano come maschile e femminile costituisce l'argomento principale contro tutte le situazioni obiettivamente nocive e ingiuste che contengono ed esprimono l'eredità del peccato che tutti gli esseri umani portano dentro loro. I libri di Sacra Scrittura Sacra confermano in posti vari l'esistenza effettiva di tali situazioni e nello stesso momento proclamano la necessità di conversione, cioè, di depurazione da male e liberazione da peccato: da quello che offende il vicino, quello che "diminuisce" l'uomo, non solo quel che chi è offeso ma anche quel che chi causa il reato. Questo è il messaggio immutabile della Parola rivelata da Dio. In questo è espresso "l'ethos" biblico fino alla fine di tempo 33 The revealed truth concerning the creation of the human being as male and female constitutes the principal argument against all the objectively injurious and unjust situations which contain and express the inheritance of the sin which all human beings bear within themselves. The books of Sacred Scripture confirm in various places the actual existence of such situations and at the same time proclaim the need for conversion, that is to say, for purification from evil and liberation from sin: from what offends neighbour, what “diminishes” man, not only the one who is offended but also the one who causes the offence. This is the unchangeable message of the Word revealed by God. In it is expressed the biblical “ethos” until the end of time.33

Nei nostri tempi la domanda di “diritti delle donne” ha fatto efetto su nuovo significato nel contesto largo dei diritti dalla persona umana. Il messaggio biblico ed evangelico fa la luce su questa causa, che è l'oggetto di molta attenzione oggi, salvaguardando la verità "sull'unità" di "due", cioè la verità su quella dignità e vocazione che derivano dalla diversità specifica e l'originalità personale d'uomo e donna. Di conseguenza, perfino l'opposizione legittima di donne a quello che è espresso nelle parole bibliche “Lui deve governare sopra Lei” (le Informazioni 3:16) non deve in nessuna condizione condurre al "masculinization" di donne. In nome di liberazione da "dominazione" maschile, le donne non devono stanziare per loro caratteristiche maschili contrariamente alla loro "originalità" femminile. C'è una paura bene fondata che se loro prendono questo sentiero, le donne “non arriveranno a realizzazione”, ma invece deformeranno e perderanno quello che costituisce la loro ricchezza essenziale. È infatti una ricchezza enorme. Nella descrizione biblica, le parole del primo uomo alla vista della donna che era stata creata sono parole d'ammirazione e incantesimo, le parole che riempiscono la storia intera d'uomo su terra. Consequently, even the rightful opposition of women to what is expressed in the biblical words “He shall rule over you” (Gen 3:16) must not under any condition lead to the “masculinization” of women. In the name of liberation from male “domination”, women must not appropriate to themselves male characteristics contrary to their own feminine “originality”. There is a well-founded fear that if they take this path, women will not “reach fulfilment”, but instead will deform and lose what constitutes their essential richness. It is indeed an enormous richness. In the biblical description, the words of the first man at the sight of the woman who had been created are words of admiration and enchantment, words which fill the whole history of man on earth.

Le risorse personali di femminilità sono certamente non meno che le risorse di mascolinità: loro sono puramente diversi. Dunque una donna, così come un uomo, deve capire la sua "realizzazione" come una persona, la sua dignità e una vocazione, sulla base di queste risorse, secondo la ricchezza della femminilità che lei ricevè durante il giorno di creazione e che lei eredita come un'espressione della "immagine e una somiglianza di Dio” che è chiaramente il suo. L'eredità di peccato suggerito dalle parole della Bibbia - “Il Suo desiderio deve essere per il Suo marito, e lui deve governare sopra Lei” - può esser conquistato solo da seguente di questo sentiero. Il superamento di quest'eredità cattiva è, la generazione dopo generazione, il compito di ogni essere umano, o donna o uomo. Poiché ogni volta che l'uomo è responsabile di offendere la dignità personale di una donna e la vocazione, lui agisce contrariamente alla sua dignità personale e la sua vocazione. Hence a woman, as well as a man, must understand her “fulfilment” as a person, her dignity and vocation, on the basis of these resources, according to the richness of the femininity which she received on the day of creation and which she inherits as an expression of the “image and likeness of God” that is specifically hers. The inheritance of sin suggested by the words of the Bible - “Your desire shall be for your husband, and he shall rule over you” - can be conquered only by following this path. The overcoming of this evil inheritance is, generation after generation, the task of every human being, whether woman or man. For whenever man is responsible for offending a woman’s personal dignity and vocation, he acts contrary to his own personal dignity and his own vocation.

Proto-evangelium

11. Il Libro di Genesi attesta il fatto che il peccato è il male a "inizio" d'uomo e che da allora le sue conseguenze pesano sulla razza umana intera. Nello stesso momento questo contiene la prima predizione di vittoria su male, su peccato. Questo è provato dalle parole che leggiamo in Genesi 3:15, di solito chiamato il "Proto-evangelium":“ Metterò l'inimicizia tra Lei e la donna, e tra il Suo seme e il suo seme; lui deve ammaccare la Sua testa, e Lei deve ammaccare il suo tallone”. È importante che la predizione del Redentore contenuto in queste parole si riferisce “alla donna”. Lei è assegnata il primo posto nel Proto-evangelium come il progenitrix di lui che sarà il Redentore d'uomo 34 E poiché la redenzione deve esser compiuta attraverso una lotta contro male - attraverso "l'inimicizia" tra la prole della donna e la prole di lui che, come “il padre di bugie” (Jn 8:44), è il primo autore di peccato in storia umana - è anche un'inimicizia tra lui e la donna. This is proved by the words which we read in Genesis 3:15, usually called the “Proto-evangelium”: “I will put enmity between you and the woman, and between your seed and her seed; he shall bruise your head, and you shall bruise his heel”. It is significant that the foretelling of the Redeemer contained in these words refers to “the woman”. She is assigned the first place in the Proto-evangelium as the progenitrix of him who will be the Redeemer of man.34 And since the redemption is to be accomplished through a struggle against evil - through the “enmity” between the offspring of the woman and the offspring of him who, as “the father of lies” (Jn 8:44), is the first author of sin in human history - it is also an enmity between him and the woman.

Queste parole ci espongono un'opinione completa di tutta Rivelazione, prima come una preparazione al Vangelo e più tardi come il Vangelo sé stesso. Da questa posizione vantaggiosa si uniscono alle due cifre femminili, la Vigilia e Mary, sotto il nome di donna.

Le parole del Proto-evangelium, riletto nella luce del Nuovo Testamento, esprimono bene la missione di donna in lotta di salvific del Redentore contro l'autore di male in storia umana.

La Vigilia-Mary di confronto costantemente si ripete nel corso di riflessione sul deposito di fede ricevuta di Rivelazione divina. È uno dei temi frequentemente sollevati dai Padri, gli scrittori ecclesiastici e i teologi 35 Di regola, da questo confronto là emerge a prima vista una differenza, un contrasto. La vigilia, come “la madre di tutto il modo di vivere” (le Informazioni 3: 20), è il testimone "dell'inizio" biblico, che contiene la verità sulla creazione d'uomo fatto nell'immagine e la somiglianza di Dio e la verità su peccato originale. Mary è il testimone del nuovo "inizio" e la "nuova creazione” (confronta 2 Dio mio 5:17), poiché lei lei stessa, come il primo dei redenti in storia di salvezza, è “una nuova creazione”: lei è “piena di grazia”. È difficile da afferrare perché le parole del Protoevangelium mettono una tal accentuazione forte "sulla donna", se non è ammesso che in lei l'Accordo scritto nuovo e definitivo di Dio con umanità ha il suo inizio, l'Accordo scritto nel sangue di riscatto di Christ. L'Accordo scritto comincia con una donna, "la donna" dell'Annuncio a Nazareth. In questo si trova l'originalità assoluta del Vangelo: molte volte nel Testamento Vecchio, per intervenire nella storia della sua gente, il Dio si rivolse a donne, come nel caso delle madri di Samuel e Samson. Comunque, per fare il suo Accordo scritto con umanità, lui si rivolse solo a uomini: Noah, Abraham, e Moses. All'inizio del Nuovo Accordo scritto, che deve essere eterno e irrevocabile, c'è una donna: la Vergine di Nazareth. È un segno che indica al fatto che “in Jesus Christ” “là è né non maschile, né femminile” (la Ragazza 3:28).I In Christ l'opposizione reciproca tra uomo e donna - che è l'eredità di peccato originale - è essenzialmente vinta. “Poiché Lei è tutti un in Jesus Christ”, scriverà Saint Paul (nello stesso luogo).. Eve, as “the mother of all the living” (Gen 3: 20), is the witness to the biblical “beginning”, which contains the truth about the creation of man made in the image and likeness of God and the truth about original sin. Mary is the witness to the new “beginning” and the “new creation” (cf. 2 Cor 5:17), since she herself, as the first of the redeemed in salvation history, is “a new creation”: she is “full of grace”. It is difficult to grasp why the words of the Protoevangelium place such strong emphasis on the “woman”, if it is not admitted that in her the new and definitive Covenant of God with humanity has its beginning, the Covenant in the redeeming blood of Christ. The Covenant begins with a woman, the “woman” of the Annunciation at Nazareth. Herein lies the absolute originality of the Gospel: many times in the Old Testament, in order to intervene in the history of his people, God addressed himself to women, as in the case of the mothers of Samuel and Samson. However, to make his Covenant with humanity, he addressed himself only to men: Noah, Abraham, and Moses. At the beginning of the New Covenant, which is to be eternal and irrevocable, there is a woman: the Virgin of Nazareth. It is a sign that points to the fact that “in Jesus Christ” “there is neither male nor female” (Gal 3:28).In Christ the mutual opposition between man and woman - which is the inheritance of original sin - is essentially overcome. “For you are all one in Jesus Christ”, Saint Paul will write (ibid.).

Queste parole la preoccupazione che la "unità originale dei due” che è collegata con la creazione dell'essere umano come maschile e femminile, fecero nell'immagine e la somiglianza di Dio, e si basarono sul modello della quella comunione più perfetta di Persone che è il Dio lui stesso. Saint Paul dichiara che il mistero di redenzione d'uomo in Jesus Christ, il figlio di Mary, riprende e rinnova questo che nel mistero di creazione corrispose al progetto eterno di Dio il Creatore. Precisamente per questo motivo, durante il giorno della creazione dell'essere umano siccome il "Dio maschile e femminile vide tutto che lui aveva fatto, e guarda, fu molto buono” (le Informazioni 1:31). La Redenzione restaura, in un certo senso, alla sua molta radice, il bene che fu essenzialmente "diminuito" da peccato e la sua eredità in storia umana. Precisely for this reason, on the day of the creation of the human being as male and female “God saw everything that he had made, and behold, it was very good” (Gen 1:31). The Redemption restores, in a sense, at its very root, the good that was essentially “diminished” by sin and its heritage in human history.

"La donna" del Proto-evangelium si accorda con la prospettiva della Redenzione. La Vigilia-Mary di confronto può esser capita anche nel senso che Mary assume in lei e abbraccia il mistero "della donna" il cui inizio è la Vigilia, “la madre di tutto il modo di vivere” (le Informazioni 3:20). Prima di tutto lei l'assume e abbraccia dentro il mistero di Christ, “il nuovo e Adam ultimo” (confronta 1 Dio mio 15:45), chi assunse nella sua persona la natura di primo Adam. L'essenza del Nuovo Accordo scritto consiste nel fatto che il Figlio di Dio, che è di una sostanza con il Padre eterno, diventa l'uomo: lui prende l'umanità nell'unità della Persona divina della Parola. Quel che chi compie la Redenzione è anche un uomo true. Il mistero della Redenzione mondiale presuppone che il Dio il Figlio assunse l'umanità come l'eredità d'Adam, diventando come lui e come ogni uomo in tutte le cose, “già senza peccare” (Heb 4:15). In questo modo lui “completamente rivela l'uomo a lui e chiarisce la vocazione suprema d'uomo”, come il Secondo Consiglio di Vaticano insegna 36 In un senso certo, lui ha aiutato l'uomo a scoprire “chi lui è” (confronta il Poscritto 8:5). First of all she assumes and embraces it within the mystery of Christ, “the new and the last Adam” (cf. 1 Cor 15:45),who assumed in his own person the nature of the first Adam. The essence of the New Covenant consists in the fact that the Son of God, who is of one substance with the eternal Father, becomes man: he takes humanity into the unity of the divine Person of the Word. The one who accomplishes the Redemption is also a true man. The mystery of the world’s Redemption presupposes that God the Son assumed humanity as the inheritance of Adam, becoming like him and like every man in all things, “yet without sinning” (Heb 4:15). In this way he “fully reveals man to himself and makes man’s supreme calling clear”, as the Second Vatican Council teaches.36 In a certain sense, he has helped man to discover “who he is” (cf. Ps 8:5).

Nella tradizione di fede e di riflessione cristiana nelle età, l'agganciamento Adam-Christ è spesso collegato con quella di Vigilia-Mary. Se Mary è descritta anche come la "nuova Vigilia”, come sono i significati di quest'analogia? Certamente ci sono molti. Particolarmente degno di nota è il significato che vede Mary come la rivelazione piena di tutto che è incluso nella parola biblica "la donna": una rivelazione commisurata con il mistero della Redenzione. I mezzi di Mary, in un certo senso, una partenza al di là del limite parlato di nel Libro di Genesi (3: 16) e un ritorno a quell'"inizio" a cui trova "la donna" siccome lei fu intesa per essere in creazione, e perciò nella mente eterna di Dio: nel seno della Trinità Più santa. Mary è “il nuovo inizio” della dignità e la vocazione di donne, di ogni donna 37 Certainly there are many. Particularly noteworthy is the meaning which sees Mary as the full revelation of all that is included in the biblical word “woman”: a revelation commensurate with the mystery of the Redemption. Mary means, in a sense, a going beyond the limit spoken of in the Book of Genesis (3: 16) and a return to that “beginning” in which one finds the “woman” as she was intended to be in creation, and therefore in the eternal mind of God: in the bosom of the Most Holy Trinity. Mary is “the new beginning” of the dignity and vocation of women, of each and every woman.37

Una chiave particolare per capire questo può esser trovata nelle parole che l'Evangelista si mette labbra di Mary dopo l'Annuncio, durante la sua visita d'Elizabeth: “Lui che è potente ha fatto grandi cose per me” (Lk 1:49). Queste parole certamente si riferiscono alla concezione di suo Figlio, che è il "Figlio del Più alto” (Lk1:32), “santo un” di Dio; ma loro possono anche significare la scoperta della sua umanità femminile. Lui “ha fatto grandi cose per me”: questo è la scoperta di tutta la ricchezza e le risorse personali di femminilità, tutta l'originalità eterna "della donna", come il Dio volle che lei fosse, una persona per il suo sake, che si scopre “per mezzo di un regalo sincero di stesso”. These words certainly refer to the conception of her Son, who is the “Son of the Most High” (Lk1:32), the “holy one” of God; but they can also signify the discovery of her own feminine humanity. He “has done great things for me”: this is the discovery of all the richness and personal resources of femininity, all the eternal originality of the “woman”, just as God wanted her to be, a person for her own sake, who discovers herself “by means of a sincere gift of self”.

Questa scoperta è collegata a una coscienza chiara di regalo di dio, della sua generosità. Dal peccato molto "cominciante" aveva oscurato questa coscienza, in un certo senso l'aveva soffocato, com'è mostrato nelle parole della prima tentazione dal "padre di bugie” (confronta la Genesi 3:1-5).At l'avvento della "abbondanza di tempo” (confronta la Ragazza 4:4), quando il mistero di Redenzione comincia a esser eseguito nella storia d'umanità, questa coscienza le esplosioni in avanti in tutto il suo potere nelle parole "della donna" biblica di Nazareth. In Mary, Eve scopre la natura della dignità true di donna, d'umanità femminile. Questa scoperta deve continuamente arrivare al cuore di ogni donna e dare forma alla sua vocazione e la sua vita. In Mary, Eve discovers the nature of the true dignity of woman, of feminine humanity. This discovery must continually reach the heart of every woman and shape her vocation and her life.

V - JESUS CHRIST

“Loro si meravigliarono che lui parlava con una donna”

12. Le parole del Proto-evangelium nel Libro di Genesi ci permettono muoversi nel contesto del Vangelo. La Redenzione d'uomo, predetta in Genesi, adesso diventa una realtà nella persona e la missione di Jesus Christ, in cui anche riconosciamo quello che la realtà della Redenzione significa per la dignità e la vocazione di donne. Questo significato diventa più chiaro per noi da parole di Christ e dal suo atteggiamento intero verso donne, un atteggiamento che è estremamente semplice, e per questa molta motivo straordinaria, se visto sullo sfondo del suo tempo. È un atteggiamento segnato da grande chiarezza e profondità. Le donne varie appaiono lungo il sentiero della missione di Jesus di Nazareth, e il suo incontro con ciascuno di loro è una conferma della "novità evangelica di vita” già parlata di. This meaning becomes clearer for us from Christ’s words and from his whole attitude towards women, an attitude which is extremely simple, and for this very reason extraordinary, if seen against the background of his time. It is an attitude marked by great clarity and depth. Various women appear along the path of the mission of Jesus of Nazareth, and his meeting with each of them is a confirmation of the evangelical “newness of life” already spoken of.

È universalmente ammesso - perfino dalla gente con un atteggiamento critico verso il messaggio cristiano - che negli occhi dei suoi contemporanei Christ diventò un promotore di dignità true delle donne e della vocazione corrispondendo a questa dignità. A volte questa meraviglia causata, sorpresa, spesso fino al punto di scandalo: “Loro si meravigliarono che lui parlava con una donna” (Jn 4:27), perché questo comportamento differì da quello dei suoi contemporanei. Perfino i propri discepoli di Christ "si meravigliarono". Il Fariseo alla cui casa la donna peccaminosa andò per ungere piedi di Jesus con olio perfumed “disse a lui, ‘Se quest'uomo fu un profeta, lui avrebbe saputo chi e che tipo di donna questo è chi sta commovendolo, poiché lei è un peccatore’” (Lk 7:39). La costernazione ancora più grande, o perfino “l'indignazione santa”, dovrebbe aver riempito gli ascoltatori autosoddisfatti di parole di Christ: “gli esattori delle imposte e le prostitute entrano nel Regno del Dio prima di Lei” (Mt 21:31). “They marvelled that he was talking with a woman” (Jn 4:27), because this behaviour differed from that of his contemporaries. Even Christ’s own disciples “marvelled”. The Pharisee to whose house the sinful woman went to anoint Jesus’ feet with perfumed oil “said to himself, ‘If this man were a prophet, he would have known who and what sort of woman this is who is touching him, for she is a sinner’” (Lk 7:39). Even greater dismay, or even “holy indignation”, must have filled the self-satisfied hearers of Christ’s words: “the tax collectors and the harlots go into the Kingdom of God before you” (Mt 21:31).

Parlando e agendo in questo modo, Jesus chiarì che “i misteri del Regno” gli furono conosciuti in ogni dettaglio. Lui anche “seppe quello che fu in uomo” (Jn 2:25), nel suo essere intimo, nel suo "cuore". Lui fu un testimone di piano eterno di dio per l'essere umano, creato nella sua immagine e somiglianza come uomo e donna. Lui fu anche perfettamente conscio delle conseguenze di peccato, di quel “mistero d'iniquità” lavorando in cuori umani come il frutto amaro dell'oscuramento dell'immagine divina. È veramente importante che nella sua discussione importante su matrimonio e il suo indissolubility, alla presenza “degli Scribi”, che di professione furono esperti nella Legge, Jesus fa il riferimento "all'inizio". La domanda chiese alle preoccupazioni il diritto di un uomo “per divorziare propria moglie per qualsiasi causa” (Mt 19:3) e perciò anche riguarda il diritto della donna, la sua posizione legittima in matrimonio, la sua dignità. Gli interrogatori pensano che loro hanno sulla loro parte la legislazione A mosaico allora seguita in Israele: “Perché allora ha ordinato Moses di dare un certificato di divorzio, e metterla via?” (Mt 19: 7). Jesus risponde: “Per la Sua durezza di cuore Moses Le permise di divorziare le Sue mogli, ma all'inizio non fu così” (Mt 19: 8). Jesus si appella "all'inizio", alla creazione d'uomo come maschile e femminile e il loro ordinamento da Dio lui stesso, che è basato sul fatto che sia furono creati “nella sua immagine sia somiglianza”. Perciò, quando “un uomo deve lasciare il suo padre e madre e è unito a sua moglie, in modo che i due diventino una carne”, là rimane in vigore la legge che viene da Dio lui stesso: “Quello che perciò il Dio si è unito, non permetta a nessun uomo messo separatamente” (Mt 19: 6). He was a witness of God’s eternal plan for the human being, created in his own image and likeness as man and woman. He was also perfectly aware of the consequences of sin, of that “mystery of iniquity” working in human hearts as the bitter fruit of the obscuring of the divine image. It is truly significant that in his important discussion about marriage and its indissolubility, in the presence of “the Scribes”, who by profession were experts in the Law, Jesus makes reference to the “beginning”. The question asked concerns a man’s right “to divorce one’s wife for any cause” (Mt 19:3) and therefore also concerns the woman’s right, her rightful position in marriage, her dignity. The questioners think they have on their side the Mosaic legislation then followed in Israel: “Why then did Moses command one to give a certificate of divorce, and to put her away?” (Mt 19: 7). Jesus answers: “For your hardness of heart Moses allowed you to divorce your wives, but from the beginning it was not so” (Mt 19: 8). Jesus appeals to the “beginning”, to the creation of man as male and female and their ordering by God himself, which is based upon the fact that both were created “in his image and likeness”. Therefore, when “a man shall leave his father and mother and is joined to his wife, so that the two become one flesh”, there remains in force the law which comes from God himself: “What therefore God has joined together, let no man put asunder” (Mt 19: 6).

Il principio di quest'“ethos”, quale dai segni comincianti la realtà di creazione, è adesso confermato da Christ in opposizione a quella tradizione che distinse contro donne. In questa tradizione il maschio "dominò", senza avere il riguardo appropriato per donna e per la sua dignità, che "l'ethos" di creazione fece la base dei rapporti reciproci di due persone unite in matrimonio. Quest'“ethos” è ricordato e confermato da parole di Christ; è "l'ethos" del Vangelo e di Redenzione. This “ethos” is recalled and confirmed by Christ’s words; it is the “ethos” of the Gospel and of Redemption.

Donne nel Vangelo

13. Siccome scrutiamo le pagine del Vangelo, molte donne, d'età diverse e condizioni, il passaggio prima dei nostri occhi. Incontriamo donne con malattie o sofferenze fisiche, come quel che chi ebbe “uno spirito d'infermità durante diciotto anni; lei fu piegata e non poteva completamente raddrizzarsi” (Lk 13:11); o la suocera di Simon, chi “posano malato con una febbre” (Mk 1:30); o la donna “che ebbe un flusso di sangue” (confronta. Il Mk 5:25-34), chi non poteva toccare nessuno perché crederono lui che il suo contatto farebbe una persona "impura". Ciascuno di loro fu guarito, e l'ultimo menzionato - quel che con un flusso di sangue, chi toccò l'articolo di vestiario di Jesus “nella folla” (Mk 5:27) - fu lodato da lui per la sua grande fede: “La Sua fede La ha fatto bene” (Mk 5:34). Allora c'è figlia di Jairus, chi Jesus fa rinvenire indietro, dicendole teneramente:“ La piccola ragazza, Le dico, si alzano” (Mk 5:41). Ci anche è vedova di Nain, il cui solo il figlio Jesus fa rinvenire indietro, accompagnando la sua azione da un'espressione di misericordia affettuosa: “Lui ebbe la compassione su lei e le disse, ‘non piangono!’” (Lk 7:13). E finalmente c'è donna Canaanite, chi Christ loda per la sua fede, la sua umiltà e per quella grandezza di spirito di cui il cuore di solo una madre è capace. “O la donna, grande è la Sua fede! Sia questo fatto per Lei come Lei desidera” (Mt 15:28). La donna Canaanite chiedeva della guarigione di sua figlia. she was bent over and could not fully straighten herself” (Lk 13:11); or Simon’s mother-in-law, who “lay sick with a fever” (Mk 1:30); or the woman “who had a flow of blood” (cf. Mk 5:25-34), who could not touch anyone because it was believed that her touch would make a person “impure”. Each of them was healed, and the last-mentioned - the one with a flow of blood, who touched Jesus’ garment “in the crowd” (Mk 5:27) - was praised by him for her great faith: “Your faith has made you well” (Mk 5:34). Then there is the daughter of Jairus, whom Jesus brings back to life, saying to her tenderly: “Little girl, I say to you, arise” (Mk 5:41). There also is the widow of Nain, whose only son Jesus brings back to life, accompanying his action by an expression of affectionate mercy: “He had compassion on her and said to her, ‘Do not weep!’”(Lk 7:13). And finally there is the Canaanite woman, whom Christ extols for her faith, her humility and for that greatness of spirit of which only a mother’s heart is capable. “O woman, great is your faith! Be it done for you as you desire” (Mt 15:28). The Canaanite woman was asking for the healing of her daughter.

Qualche volta le donne chi Jesus incontrò e chi ricevè così tante grazie di lui, anche l'accompagnarono quando lui viaggiò con gli Apostoli attraverso le città e i paesi, proclamando le Buone Notizie del Regno del Dio; e loro “li provvidero dei loro mezzi”. Il Vangelo chiama Joanna, che fu la moglie di steward di Herod, Susanna e "molti altri" (confronta. Lk 8:1-3). The Gospel names Joanna, who was the wife of Herod’s steward, Susanna and “many others” (cf. Lk 8:1-3).

Qualche volta le donne appaiono nelle parabole che Jesus di Nazareth aveva l'abitudine di illustrare per i suoi ascoltatori la verità sul Regno del Dio. Questo è il caso nelle parabole della moneta persa (confronta. Lk 15: 8-10), il lievito (confronta. Mt 13:33), e le vergini sagge e sciocche (confronta. Mt 25:1-13). Particolarmente eloquente è la storia d'acaro della vedova. Mentre “i ricchi mettevano i loro regali nella tesoreria … una vedova povera inserisce due monete di rame”. Allora Jesus disse: “Questa vedova povera ha inserito più che tutti loro … lei della sua povertà inserisce tutto il modo di vivere che lei ebbe” (Lk 21:1-4). In questo modo Jesus la presenta come un modello per tutti e la difende, poiché nel sistema socio-giuridico del tempo le vedove furono la gente completamente indifesa (confronta anche Lk 18:1-7). Lk 15: 8-10), the leaven (cf. Mt 13:33), and the wise and foolish virgins (cf. Mt 25:1-13). Particularly eloquent is the story of the widow’s mite. While “the rich were putting their gifts into the treasury… a poor widow put in two copper coins”. Then Jesus said: “This poor widow has put in more than all of them… she out of her poverty put in all the living that she had” (Lk 21:1-4). In this way Jesus presents her as a model for everyone and defends her, for in the socio-juridical system of the time widows were totally defenceless people (cf. also Lk 18:1-7).

In tutto Jesus che insegna, così come nel suo comportamento, uno non può trovare niente che riflette la discriminazione contro donne prevalenti nel suo giorno. Anzi, le sue parole e lavori sempre esprimono il rispetto e onorano a causa di donne. La donna con un inchino è chiamata una "figlia d'Abraham” (Lk 13:16), mentre nella Bibbia intera il titolo “il figlio d'Abraham” è usato solo d'uomini. Camminando Via Dolorosa a Golgota, Jesus dirà alle donne: “le Figlie di Gerusalemme, non pianga per me” (Lk 23:28). Questo modo di parlare con e su donne, così come il suo modo di depurazione di loro, chiaramente costituisce "un'innovazione" in merito al costume prevalente in quel tempo. The woman with a stoop is called a “daughter of Abraham” (Lk 13:16), while in the whole Bible the title “son of Abraham” is used only of men. Walking the Via Dolorosa to Golgotha, Jesus will say to the women: “Daughters of Jerusalem, do not weep for me” (Lk 23:28). This way of speaking to and about women, as well as his manner of treating them, clearly constitutes an “innovation” with respect to the prevailing custom at that time.

Questo diventa ancora più esplicito riguardo a donne chi l'opinione popolare sprezzantemente marcò peccatori, i peccatori pubblici e le adultere. C'è donna Samaritan, a chi Jesus lui stesso dice: “Poiché Lei ha avuto cinque mariti, e lui chi Lei adesso ha non è il Suo marito”. E lei, rendendosi conto che lui sa i segreti della sua vita, lo riconosce come il Messia e corre per dire ai suoi vicini. La direzione di conversazione fino a questa realizzazione è uno dei più belli nel Vangelo (confronta. Jn 4:7-27). “For you have had five husbands, and he whom you now have is not your husband”. And she, realizing that he knows the secrets of her life, recognizes him as the Messiah and runs to tell her neighbours. The conversation leading up to this realization is one of the most beautiful in the Gospel (cf. Jn 4:7-27).

Allora c'è peccatore pubblico che, malgrado la sua condanna da opinione comune, entra nella casa del Fariseo per ungere i piedi di Jesus con olio perfumed. Al suo ospite, che è scandalizzato da questo, lui dirà: “I suoi peccati, che sono molti, sono perdonati, poiché lei amò molto” (confronta. Lk 7:37-47). “Her sins, which are many, are forgiven, for she loved much” (cf. Lk 7:37-47).

Finalmente, c'è una situazione che è forse la più eloquente: una donna presa in adulterv è portata a Jesus. Alla domanda principale “nella Legge Moses ci comandò a pietra tale. Che dice Lei su lei?”, Jesus risponde: “Gli permetta che è senza peccato tra Lei essere primo per lanciarle una pietra”. Il potere di verità contenuta in questa risposta è così grande che “loro andarono via, a uno a uno, cominciando con il maggiore”. Solo Jesus e la donna rimangono. “La donna, dove sono loro? La ha condannato nessuno?”. “Nessuno, il Signore”. “Né La condanno; vada, e non pecchi di nuovo” (confronta. Jn 8:3-11). To the leading question “In the law Moses commanded us to stone such. What do you say about her?”, Jesus replies: “Let him who is without sin among you be the first to throw a stone at her”. The power of truth contained in this answer is so great that “they went away, one by one, beginning with the eldest”. Only Jesus and the woman remain. “Woman, where are they? Has no one condemned you?”. “No one, Lord”. “Neither do I condemn you; go, and do not sin again” (cf. Jn 8:3-11).

Questi episodi provvedono un quadro molto chiaro. Christ è quel che chi “sa quello che è in uomo” (confronta. Jn 2) - in uomo e donna. Lui sa la dignità d'uomo, il suo valore in occhi di dio. Lui lui stesso, Christ, è la conferma definitiva di questo valore. Tutto lui dice e fa è definitivamente eseguito nel Mistero Pasquale della Redenzione. L'atteggiamento di Jesus verso le donne chi lui incontra nel corso del suo servizio Messianico riflette il piano eterno di Dio, che, in creazione di ognuno di loro, la sceglie e l'ama in Christ (confronta Eph 1:1-5). Ogni donna perciò è “l'unica creatura su terra che il Dio desiderò nel suo interesse”. Ciascuno di loro "all'inizio" riceve un'eredità come una donna la dignità di personhood. Jesus di Nazareth conferma questa dignità, lo ricorda, lo rinnova, e lo fa una parte del Vangelo e della Redenzione per cui gli mandano nel mondo. Ogni parola e gesto di Christ su donne devono perciò esser portati nella dimensione del Mistero Pasquale. In questo modo tutto è completamente spiegato. Jn 2:25) - in man and woman. He knows the dignity of man, his worth in God’s eyes. He himself, the Christ, is the definitive confirmation of this worth. Everything he says and does is definitively fulfilled in the Paschal Mystery of the Redemption. Jesus’ attitude to the women whom he meets in the course of his Messianic service reflects the eternal plan of God, who, in creating each one of them, chooses her and loves her in Christ (cf. Eph 1:1-5). Each woman therefore is “the only creature on earth which God willed for its own sake”. Each of them from the “beginning” inherits as a woman the dignity of personhood. Jesus of Nazareth confirms this dignity, recalls it, renews it, and makes it a part of the Gospel and of the Redemption for which he is sent into the world. Every word and gesture of Christ about women must therefore be brought into the dimension of the Paschal Mystery. In this way everything is completely explained.

La donna si impigliò in adulterio

14. Jesus entra nella situazione concreta e storica di donne, una situazione che è piegata dall'eredità di peccato. Una delle strade in cui quest'eredità è espressa è la discriminazione abituale contro donne in favore d'uomini. Quest'eredità è fatta radicare dentro donne anche. Da questo punto di vista l'episodio della donna “si impigliò in adulterio” (confronta. Lo Jn 8:3-11) è particolarmente eloquente. Alla fine Jesus le dice: “non pecchi di nuovo”, ma prima lui evoca una coscienza di peccato negli uomini che l'accusano per a pietra lei, con ciò rivelando la sua capacità profonda di vedere coscienze umane e le azioni nella loro luce di true. Jesus sembra di dire agli accusatori: non È questa donna, per tutto il suo peccato, soprattutto una conferma delle Sue trasgressioni, della Sua ingiustizia "maschile", i Suoi misfatti? This inheritance is rooted within women too. From this point of view the episode of the woman “caught in adultery” (cf. Jn 8:3-11) is particularly eloquent. In the end Jesus says to her: “Do not sin again”, but first he evokes an awareness of sin in the men who accuse her in order to stone her, thereby revealing his profound capacity to see human consciences and actions in their true light. Jesus seems to say to the accusers: Is not this woman, for all her sin, above all a confirmation of your own transgressions, of your “male” injustice, your misdeeds?

Questa verità è valida per la razza umana intera. L'episodio registrato nel Vangelo di John è ripetuto in situazioni simili innumerevoli in ogni periodo di storia. Una donna è lasciata stare, esposta a opinione pubblica con “il suo peccato”, mentre dietro "il suo" peccato là sta in agguato un uomo - un peccatore, colpevole “del peccato del altro”, infatti ugualmente responsabile di questo. E già il suo peccato sfugge ad avviso, è trasmesso in silenzio: lui non sembra essere responsabile di “peccato degli altri”! Qualche volta, dimenticando il suo peccato, lui perfino si fa l'accusatore, come nel caso descritto. Con quale frequenza, in un modo simile, la donna paga per il suo peccato (forse è lei, in alcuni casi, chi è colpevole di peccato dei "altri” - il peccato dell'uomo), ma lei solo le paghe e lei paga solo soletto! Con quale frequenza è abbandonata lei con la sua gravidanza, quando l'uomo, il padre del bambino, è riluttante ad accettare la responsabilità di lei? E oltre a molte “madri non sposate” nella nostra società, anche dobbiamo considerare tutti quelli che, come risultato di pressioni varie, perfino da parte dell'uomo colpevole, molto spesso “si liberano” dal bambino prima che è nata. “Loro si liberano da questo”: ma a che il prezzo? L'opinione pubblica oggi prova in modi vari di "abolire" il male di questo peccato. Normalmente la coscienza di una donna non le permette di dimenticare che lei ha preso la vita del suo bambino, poiché lei non può distruggere quella disponibilità di accettare la vita che segna il suo “ethos” "all'inizio". A woman is left alone, exposed to public opinion with “her sin”, while behind “her” sin there lurks a man - a sinner, guilty “of the other’s sin”, indeed equally responsible for it. And yet his sin escapes notice, it is passed over in silence: he does not appear to be responsible for “the others’s sin”! Sometimes, forgetting his own sin, he even makes himself the accuser, as in the case described. How often, in a similar way, the woman pays for her own sin (maybe it is she, in some cases, who is guilty of the “others’s sin” - the sin of the man), but she alone pays and she pays all alone! How often is she abandoned with her pregnancy, when the man, the child’s father, is unwilling to accept responsibility for it? And besides the many “unwed mothers” in our society, we also must consider all those who, as a result of various pressures, even on the part of the guilty man, very often “get rid of” the child before it is born. “They get rid of it”: but at what price? Public opinion today tries in various ways to “abolish” the evil of this sin. Normally a woman’s conscience does not let her forget that she has taken the life of her own child, for she cannot destroy that readiness to accept life which marks her “ethos” from the “beginning”.

L'atteggiamento di Jesus nell'episodio descritto in John 8:3-11 è importante. Questo è uno dei pochi casi in cui il suo potere - il potere di verità - è così chiaramente manifestato per quanto riguarda coscienze umane. Jesus è calmo, riunito e pensieroso. Come nella conversazione con i Farisei (confronta. Il Mt 19:3-9), non è conscio Jesus di essere in contatto con il mistero "dell'inizio", quando l'uomo fu creato maschile e femminile, e la donna fu affidata all'uomo con la sua distinzione femminile, e con il suo potenziale per maternità? L'uomo fu anche affidato dal Creatore alla donna - loro furono affidati all'un l'altro come persone fatte nell'immagine e la somiglianza di Dio lui stesso. Questo l'affidare è la prova d'amore, l'amore matrimoniale. Per diventare “un regalo sincero” per l'un l'altro, ciascuno di loro deve sentirsi responsabile del regalo. Questa prova è destinata a ciascuno di essi - l'uomo e la donna - "all'inizio". Dopo peccato originale, le forze contrarie sono al lavoro in uomo e donna come risultato della concupiscenza tripla, il "stimolo di peccato”. Loro agiscono da in profondità dentro l'essere umano. Così Jesus dirà nel Sermone sull'Incastellatura di sostegno:“ Tutti chi guarda una donna libidinosamente hanno commesso già l'adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5:28). Queste parole, rivolte direttamente a uomo, mostrano la verità fondamentale della sua responsabilità riguardo a donna: la sua dignità, la sua maternità, la sua vocazione. Ma indirettamente queste parole preoccupano la donna. Christ fece tutto il possibile per garantire che - nel contesto della dogana e i rapporti sociali di quel tempo - le donne troverebbero nel suo insegnamento e azioni la loro soggettività e dignità. Sulla base della "unità eterna dei due”, questa dignità direttamente dipende da donna lei stessa, come un soggetto responsabile di lei, e nello stesso momento è “data come un compito” a uomo. Christ logicamente si appella a responsabilità d'uomo. Nella meditazione presente su dignità delle donne e vocazione, è necessario che ci si riferisce al contesto che troviamo nel Vangelo. La dignità e la vocazione di donne - così come quelli d'uomini - trovano la loro sorgente eterna nel cuore di Dio. E nelle condizioni temporali d'esistenza umana, loro sono strettamente collegati alla "unità dei due”. Di conseguenza ogni uomo deve guardare dentro lui per vedere se lei che gli fu affidata come una sorella in umanità, come uno sposo, non ha diventato nel suo cuore un oggetto d'adulterio; per vedere se lei che, in diversi modi, è il cosubject della sua esistenza nel mondo, non ha diventato per lui "un oggetto": un oggetto di piacere, di sfruttamento. Jesus is calm, collected and thoughtful. As in the conversation with the Pharisees (cf. Mt 19:3-9), is Jesus not aware of being in contact with the mystery of the “beginning”, when man was created male and female, and the woman was entrusted to the man with her feminine distinctiveness, and with her potential for motherhood? The man was also entrusted by the Creator to the woman - they were entrusted to each other as persons made in the image and likeness of God himself. This entrusting is the test of love, spousal love. In order to become “a sincere gift” to one another, each of them has to feel responsible for the gift. This test is meant for both of them - man and woman - from the “beginning”. After original sin, contrary forces are at work in man and woman as a result of the threefold concupiscence, the “stimulus of sin”. They act from deep within the human being. Thus Jesus will say in the Sermon on the Mount: “Every one who looks at a woman lustfully has already committed adultery with her in his heart” (Mt 5:28). These words, addressed directly to man, show the fundamental truth of his responsibility vis-a-vis woman: her dignity, her motherhood, her vocation. But indirectly these words concern the woman. Christ did everything possible to ensure that - in the context of the customs and social relationships of that time - women would find in his teaching and actions their own subjectivity and dignity. On the basis of the eternal “unity of the two”, this dignity directly depends on woman herself, as a subject responsible for herself, and at the same time it is “given as a task” to man. Christ logically appeals to man’s responsibility. In the present meditation on women’s dignity and vocation, it is necessary that we refer to the context which we find in the Gospel. The dignity and the vocation of women - as well as those of men - find their eternal source in the heart of God. And in the temporal conditions of human existence, they are closely connected with the “unity of the two”. Consequently each man must look within himself to see whether she who was entrusted to him as a sister in humanity, as a spouse, has not become in his heart an object of adultery; to see whether she who, in different ways, is the cosubject of his existence in the world, has not become for him an “object”: an object of pleasure, of exploitation.

Tutori del messaggio di Vangelo

15. Il modo di Christ di funzionare, il Vangelo delle sue parole e azioni, è una protesta coerente contro quello che offende la dignità di donne. Di conseguenza, le donne che sono vicino a Christ si scoprono nella verità che lui "insegna" e "fa", anche quando questa verità riguarda il loro "peccaminoso". Loro si sentono "liberati" da questa verità, restaurata a loro: loro si sentono amati con “amore eterno”, con un amore che trova l'espressione diretta in Christ lui stesso. They feel “liberated” by this truth, restored to themselves: they feel loved with “eternal love”, with a love which finds direct expression in Christ himself.

In sfera di Christ d'azione la loro posizione è trasformata. Loro pensano che Jesus sta parlando con loro su questioni che in quei tempi uno non ha discusso con una donna. Forse l'esempio più importante di questo è la donna Samaritan a bene di Sychar. Jesus - chi sa che lei è un peccatore e parla con lei su questo - discute i misteri più profondi di Dio con lei. Lui parla con lei di regalo infinito di dio d'amore, che assomiglia una "primavera d'acqua welling fino a vita eterna” (Jn 4:14). Lui parla con lei su Dio che è lo Spirito, e sull'adorazione true che il Padre ha un diritto di ricevere in spirito e verità (confronta. Jn 4). Finalmente lui le rivela che lui è il Messia promesso all'Israele (confronta. Jn 4). Perhaps the most significant example of this is the Samaritan woman at the well of Sychar. Jesus - who knows that she is a sinner and speaks to her about this - discusses the most profound mysteries of God with her. He speaks to her of God’s infinite gift of love, which is like a “spring of water welling up to eternal life” (Jn 4:14). He speaks to her about God who is Spirit, and about the true adoration which the Father has a right to receive in spirit and truth (cf. Jn 4:24). Finally he reveals to her that he is the Messiah promised to Israel (cf. Jn 4:26).

Questo è un avvenimento senza precedente: che una donna, e quello che è più una "donna peccaminosa”, diventi "un discepolo" di Christ. Infatti, una volta insegnato, lei proclama Christ agli abitanti di Samaria, in modo che loro anche lo ricevano con fede (confronta. Jn 4: 39-42). Questo è un avvenimento senza precedenti, se unoo ricorda il modo solito che le donne furono trattate da quelli che furono insegnanti in Israele; mentre in Jesus di modo di Nazareth di funzionare un tal avvenimento diventa normale. A questo proposito, le sorelle di Lazarus anche meritano la menzione speciale: “Jesus amò Martha e sua sorella (Mary) e Lazarus” (confronta. Jn 11:5). Mary “ascoltò l'insegnamento” di Jesus: quando lui li fa una visita, lui chiama il comportamento di Mary “la buona porzione” in contrasto con preoccupazione di Martha per questioni interne (confronta. Lk 10: 3842). In altra occasione - dopo la morte di Lazarus - Martha è quel che chi parla a Christ, e la conversazione riguarda le verità più profonde di rivelazione e fede:“ Il signore, se Lei era stato qui, mio fratello non sarebbe morto. Suo fratello si alzerà di nuovo. So che lui si alzerà di nuovo nella risurrezione nel giorno scorso”. Jesus le disse: “sono la risurrezione e la vita; lui che mi crede, sebbene lui muoia, già deve essere lui vivere, e chiunque vive e mi crede mai morirà. Crede Lei questo?” “Sì, il Signore; credo che Lei è Christ, il Figlio di Dio, lui che sta entrando nel mondo” (Jn 11:21-27). Dopo questa professione di fede Jesus tira su Lazarus. Questa conversazione con Martha è uno dei più importanti nel Vangelo. Indeed, once taught, she proclaims Christ to the inhabitants of Samaria, so that they too receive him with faith (cf. Jn 4: 39-42). This is an unprecedented event, if one remembers the usual way women were treated by those who were teachers in Israel; whereas in Jesus of Nazareth’s way of acting such an event becomes normal. In this regard, the sisters of Lazarus also deserve special mention: “Jesus loved Martha and her sister (Mary) and Lazarus” (cf. Jn 11:5). Mary “listened to the teaching” of Jesus: when he pays them a visit, he calls Mary’s behaviour “the good portion” in contrast to Martha’s preoccupation with domestic matters (cf. Lk 10: 3842). On another occasion - after the death of Lazarus - Martha is the one who talks to Christ, and the conversation concerns the most profound truths of revelation and faith: “Lord, if you had been here, my brother would not have died”. “Your brother will rise again”. “I know that he will rise again in the resurrection at the last day”. Jesus said to her: “I am the resurrection and the life; he who believes in me, though he die, yet shall he live, and whoever lives and believes in me shall never die. Do you believe this?” “Yes, Lord; I believe that you are the Christ, the Son of God, he who is coming into the world” (Jn 11:21-27). After this profession of faith Jesus raises Lazarus. This conversation with Martha is one of the most important in the Gospel.

Christ parla con donne sulle cose di Dio, e loro li capiscono; c'è una risonanza true di mente e cuore, una risposta di fede. Jesus esprime l'apprezzamento e l'ammirazione per questa risposta "distintamente femminile", come nel caso della donna Canaanite (confronta. Mt 15:28). Qualche volta lui presenta questa fede vivace, riempita d'amore, come un esempio. Lui insegna, perciò, facendo efetto come il suo punto di partenza questa risposta femminile di mente e cuore. Questo è il caso con la donna "peccaminosa" in casa del Fariseo, il cui modo di funzionare è preso da Jesus come il punto di partenza per spiegare la verità sul perdono di peccati: “I suoi peccati, che sono molti, sono perdonati, poiché lei amò molto; ma lui che è perdonato poco, ama poco” (Lk 7:47). All'occasione di altra unzione, Jesus difende la donna e la sua azione prima dei discepoli, il Giuda soprattutto:“ Perché disturba Lei questa donna? Poiché lei mi ha fatto una bella cosa … In colata di quest'unguento sul mio corpo lei l'ha fatto per prepararmi a sepoltura. Veramente, Le dico, dovunque questo vangelo sia predicato nel mondo intero, quello che lei ha fatto sarà detto in memoria di lei” (Mt 26: 6-13). Jesus expresses appreciation and admiration for this distinctly “feminine” response, as in the case of the Canaanite woman (cf. Mt 15:28). Sometimes he presents this lively faith, filled with love, as an example. He teaches, therefore, taking as his starting-point this feminine response of mind and heart. This is the case with the “sinful” woman in the Pharisee’s house, whose way of acting is taken by Jesus as the starting-point for explaining the truth about the forgiveness of sins: “Her sins, which are many, are forgiven, for she loved much; but he who is forgiven little, loves little” (Lk 7:47). On the occasion of another anointing, Jesus defends the woman and her action before the disciples, Judas in particular: “Why do you trouble this woman? For she has done a beautiful thing to me… In pouring this ointment on my body she has done it to prepare me for burial. Truly, I say to you, wherever this gospel is preached in the whole world, what she has done will be told in memory of her” (Mt 26: 6-13).

Infatti, i Vangeli non solo descrivono quello che quella donna fece a Bethany nella casa di Simon il Lebbroso; loro anche mettono il fatto in risalto che le donne furono nell'avanguardia al piede della Croce, nel momento decisivo in Jesus di missione messianica intera di Nazareth. John fu l'unico Apostolo che rimase fedele, ma ci furono molte donne fedeli. Non solo la Madre di Christ e “sorella di sua madre, Mary la moglie di Clopas e Mary Magdalene” (Jn 19:25) furono presenti, ma “ci furono anche molte donne là, rimanendo a guardare da lontano, chi aveva seguito Jesus da Galilee, ministering a lui” (Mt 27: 55). Siccome vediamo, nella questa prova più ardua di fede e fedeltà le donne risultarono più forti che gli Apostoli. In questo momento di pericolo, quelli che amano molto riescono a vincere la loro paura. Prima di questo ci furono donne su Via Dolorosa, “chi lo lamentò e pianse” (Lk 23:27). Ancora prima ancora, ci fu moglie di Pilate, che aveva avvertito il suo marito:“ Non abbia niente a che fare niente per fare con quell'uomo virtuoso, poiché ho sofferto molto sopra lui oggi in un sogno” (Mt 27:19). John was the only Apostle who remained faithful, but there were many faithful women. Not only the Mother of Christ and “his mother’s sister, Mary the wife of Clopas and Mary Magdalene” (Jn 19:25) were present, but “there were also many women there, looking on from afar, who had followed Jesus from Galilee, ministering to him” (Mt 27: 55). As we see, in this most arduous test of faith and fidelity the women proved stronger than the Apostles. In this moment of danger, those who love much succeed in overcoming their fear. Before this there were the women on the Via Dolorosa, “who bewailed and lamented him” (Lk 23:27). Earlier still, there was Pilate’s wife, who had warned her husband: “Have nothing to do with that righteous man, for I have suffered much over him today in a dream” (Mt 27:19).

Primi testimoni della Risurrezione

16. All'inizio di missione di Christ, le donne gli mostrano e al suo mistero una sensibilità speciale che è caratteristica della loro femminilità. Deve anche esser detto che questo è particolarmente confermato nel Mistero Pasquale, non solo alla Croce ma anche nell'alba della Risurrezione. Le donne sono prime alla tomba. Loro sono primi per trovarlo vuoto. Loro sono primi per sentire: “Lui non è qui. Lui si è alzato, come lui disse” (Mt 28:6). Loro sono primi per abbracciare i suoi piedi (confronta. Mt 28:9). Loro sono anche primi per esser chiamati per annunciare questa verità agli Apostoli (confronta. Mt 28:1-10; Lk 24:8-11). Il Vangelo di John (confronta anche Mk 16: 9) accentua il ruolo speciale di Mary Magdalene. Lei è prima per incontrare Christ Aumentato. All'inizio lei pensa che lui è il giardiniere; lei lo riconosce solo quando lui la chiama per nome:“ Jesus disse a lei, ‘Mary’. Lei girò e gli disse nell'ebraico, ‘Rabbuni’ (il que significa l'Insegnante). Jesus le disse, ‘non mi tengono, poiché non ho asceso ancora al Padre, ma vado ai miei fratelli e gli dico, sto ascendendo al mio Padre e al Suo Padre, al mio Dio e il Suo Dio’. Mary Magdalene andò e disse ai discepoli, ‘ho visto il Signore’; e lei gli disse che lui le aveva detto queste cose” (Jn 20:16-18). The women are the first at the tomb. They are the first to find it empty. They are the first to hear: “He is not here. He has risen, as he said” (Mt 28:6). They are the first to embrace his feet (cf. Mt 28:9). They are also the first to be called to announce this truth to the Apostles (cf. Mt 28:1-10; Lk 24:8-11). The Gospel of John (cf. also Mk 16: 9) emphasizes the special role of Mary Magdalene. She is the first to meet the Risen Christ. At first she thinks he is the gardener; she recognizes him only when he calls her by name: “Jesus said to her, ‘Mary’. She turned and said to him in Hebrew, ‘Rabbuni’ (which means Teacher). Jesus said to her, ‘Do not hold me, for I have not yet ascended to the Father, but go to my brethren and say to them, I am ascending to my Father and to your Father, to my God and your God’. Mary Magdalene went and said to the disciples, ‘I have seen the Lord’; and she told them that he had said these things to her” (Jn 20:16-18).

Dunque lei venne per esser chiamata “l'apostolo degli Apostoli”.38 Mary Magdalene fu il primo testimone oculare di Christ Aumentato, e per questo motivo lei fu anche prima per testimoniargli prima degli Apostoli. Quest'avvenimento, in un certo senso, incorona tutto che è stato detto prima su Christ affidando verità divine a donne così come uomini. Uno può dire che questo eseguì le parole del Profeta: “verserò il mio spirito su tutta la carne; i Suoi figli e le Sue figlie devono essere profeta” (Jl 3:1). Durante il cinquantesimo giorno dopo Risurrezione di Christ, queste parole sono confermate ancora una volta nella Camera Superiore in Gerusalemme, alla discesa dello Spirito Santo, il Paraclete (confronta la Legge 2:17). One can say that this fulfilled the words of the Prophet: “I will pour out my spirit on all flesh; your sons and your daughters shall prophesy” (Jl 3:1). On the fiftieth day after Christ’s Resurrection, these words are confirmed once more in the Upper Room in Jerusalem, at the descent of the Holy Spirit, the Paraclete (cf. Act 2:17).

Tutto che è stato detto finora su atteggiamento di Christ verso donne conferma e si schiarisce, nello Spirito Santo, la verità sull'uguaglianza d'uomo e donna. Deve parlare di "un'uguaglianza" essenziale, da ciascuno di essi - la donna tanto quanto l'uomo - è creato nell'immagine e la somiglianza di Dio. Ciascuno di essi è ugualmente capace di ricevere l'effusione di verità divina e amore nello Spirito Santo. Sia riceva il suo salvific sia "visite" santificanti. Both of them are equally capable of receiving the outpouring of divine truth and love in the Holy Spirit. Both receive his salvific and sanctifying “visits”.

Il fatto di essere a differenza di un uomo o una donna non coinvolge nessuna restrizione qui, come il salvific e l'azione di santificazione dello Spirito in uomo è in nessun caso limitato dal fatto che uno è un ebreo o un greco, uno schiavo o libero, secondo le parole ben note di Saint Paul: “Poiché Lei è tutti un in Christ Jesus” (la Ragazza 3:28). Quest'unità non controbilancia la diversità. Lo Spirito Santo, chi causa quest'unità nell'ordine soprannaturale di santificare la grazia, contribuisce in misura uguale al fatto che “i Suoi figli saranno profeta” e che “le Sue figlie saranno profeta”.“ Essere profeta” intende esprimere da proprie parole e propria vita “i lavori potenti di Dio” (le leggi 2: 11), mantenendo la verità e l'originalità di ogni persona, o donna o uomo. Il vangelo "l'uguaglianza", "l'uguaglianza" di donne e uomini riguardo ai "lavori potenti di Dio” - manifestato così chiaramente nelle parole e le azioni di Jesus di Nazareth - costituisce la base più ovvia per la dignità e la vocazione di donne nella Chiesa e nel mondo. Ogni vocazione ha un significato profondamente personale e profetico. In "vocazione" capita in questo modo, quello che è portate personalmente femminili una nuova dimensione: la dimensione dei "lavori potenti di Dio”, di quello che la donna diventa il soggetto vivente e un testimone insostituibile. This unity does not cancel out diversity. The Holy Spirit, who brings about this unity in the supernatural order of sanctifying grace, contributes in equal measure to the fact that “your sons will prophesy” and that “your daughters will prophesy”. “To prophesy” means to express by one’s words and one’s life “the mighty works of God” (Acts 2: 11), preserving the truth and originality of each person, whether woman or man. Gospel “equality”, the “equality” of women and men in regard to the “mighty works of God” - manifested so clearly in the words and deeds of Jesus of Nazareth - constitutes the most obvious basis for the dignity and vocation of women in the Church and in the world. Every vocation has a profoundly personal and prophetic meaning. In “vocation” understood in this way, what is personally feminine reaches a new dimension: the dimension of the “mighty works of God”, of which the woman becomes the living subject and an irreplaceable witness.

VI - LA MATERNITÀ - LA VERGINITÀ

Due dimensioni di vocazione delle donne”

17. Dobbiamo adesso focalizzare la nostra meditazione su verginità e maternità come due dimensioni particolari della realizzazione della personalità femminile. Nella luce del Vangelo, loro acquisiscono il loro significato pieno e valore in Mary, che come una Vergine diventò la Madre del Figlio di Dio. Queste due dimensioni della vocazione femminile furono unite in lei in un modo eccezionale, in un tal modo che non l'ha esclusa altro, ma meravigliosamente completò. La descrizione dell'Annuncio nel Vangelo di Luke chiaramente mostra che questo sembrò impossibile alla Vergine di Nazareth. Quando lei sente le parole: “Lei concepirà nel Suo utero e porterà un figlio, e Lei deve chiamare il suo nome Jesus”, lei immediatamente chiede: “Come può questo essere, poiché non ho nessun marito?” (Lk 1: 31, 34). Nell'ordine solito di cose la maternità è il risultato di "conoscenza" reciproca tra un uomo e una donna nell'unione di matrimonio. Mary, la ditta nella sua risoluzione di mantenere la sua verginità, mette questa domanda al messaggero divino, e ottiene da lui la spiegazione:“ Lo Spirito Santo piomberà su Lei” - la Sua maternità non sarà la conseguenza di "conoscenza" matrimoniale, ma sarà il lavoro dello Spirito Santo; il "potere del Più alto” "rattristerà" il mistero di concezione del Figlio e nascita; come il Figlio del Più alto, Glie gli dà esclusivamente il Dio, in un modo conosciuto a Dio. Mary, perciò, la mantenne verginale “non ho nessun marito” (confronta. Lk 1: 34) e nello stesso momento diventò una Madre. La verginità e la maternità coesistono in lei: loro reciprocamente non escludono l'un l'altro o mettono limiti sull'un l'altro. Infatti, la persona della Madre di Dio aiuta tutti - particolarmente le donne - a vedere come queste due dimensioni, questi due sentieri nella vocazione di donne come persone, spiegano e completano l'un l'altro. These two dimensions of the female vocation were united in her in an exceptional manner, in such a way that one did not exclude the other but wonderfully complemented it. The description of the Annunciation in the Gospel of Luke clearly shows that this seemed impossible to the Virgin of Nazareth. When she hears the words: “You will conceive in your womb and bear a son, and you shall call his name Jesus”, she immediately asks: “How can this be, since I have no husband?” (Lk 1: 31, 34). In the usual order of things motherhood is the result of mutual “knowledge” between a man and woman in the marriage union. Mary, firm in her resolve to preserve her virginity, puts this question to the divine messenger, and obtains from him the explanation: “The Holy Spirit will come upon you” - your motherhood will not be the consequence of matrimonial “knowledge”, but will be the work of the Holy Spirit; the “power of the Most High” will “overshadow” the mystery of the Son’s conception and birth; as the Son of the Most High, he is given to you exclusively by God, in a manner known to God. Mary, therefore, maintained her virginal “I have no husband” (cf. Lk 1: 34) and at the same time became a Mother. Virginity and motherhood co-exist in her: they do not mutually exclude each other or place limits on each other. Indeed, the person of the Mother of God helps everyone - especially women - to see how these two dimensions, these two paths in the vocation of women as persons, explain and complete each other.

Maternità

18. Per condividere in questa "vista", dobbiamo ancora una volta cercare una comprensione più profonda della verità sulla persona umana ricordata dal Secondo Consiglio di Vaticano. L'essere umano - sia maschile sia femminile - è l'unico essere nel mondo che il Dio desiderò nel suo interesse. L'essere umano è una persona, un soggetto chi decide per lui. Nello stesso momento, l'uomo “non può completamente trovarsi eccetto attraverso un regalo sincero di stesso”.39 è stato detto già che questa descrizione, infatti questa definizione della persona, corrisponde alla verità biblica fondamentale sulla creazione dell'essere umano - l'uomo e la donna - nell'immagine e la somiglianza di Dio. Questo non è un'interpretazione puramente teoretica, né una definizione astratta, poiché questo dà un indizio essenziale di quello che questo intende essere umano, accentuando il valore del regalo di stesso, il regalo della persona. In questa vista della persona anche troviamo l'essenza di quell'“ethos” che, insieme con la verità di creazione, sarà completamente sviluppato dai libri di Rivelazione, particolarmente i Vangeli. The human being is a person, a subject who decides for himself. At the same time, man “cannot fully find himself except through a sincere gift of self”.39 It has already been said that this description, indeed this definition of the person, corresponds to the fundamental biblical truth about the creation of the human being - man and woman - in the image and likeness of God. This is not a purely theoretical interpretation, nor an abstract definition, for it gives an essential indication of what it means to be human, while emphasizing the value of the gift of self, the gift of the person. In this vision of the person we also find the essence of that “ethos” which, together with the truth of creation, will be fully developed by the books of Revelation, particularly the Gospels.

Questa verità sulla persona anche apre il sentiero per una comprensione piena di maternità delle donne. La maternità è il frutto dell'unione di matrimonio di un uomo e una donna, di quella "conoscenza" biblica che corrisponde alla "unione dei due in una carne” (confronta le Informazioni 2:24). Questo causa - su parte della donna - un "regalo speciale di stesso”, come un'espressione di quell'amore matrimoniale per mezzo di cui i due sono uniti all'un l'altro così strettamente che loro diventano “una carne”. "La conoscenza" biblica è portata a termine in conformità con la verità della persona solo quando l'autodare reciproco non è distorto ne l'uno ne l'altro dal desiderio dell'uomo di diventare "il padrone" di sua moglie (”lui deve governare sopra Lei”) o dalla donna rimanendo chiuso dentro i suoi istinti (”il Suo desiderio sarà per il Suo marito”: Informazioni 3). This brings about - on the woman’s part - a special “gift of self”, as an expression of that spousal love whereby the two are united to each other so closely that they become “one flesh”. Biblical “knowledge” is achieved in accordance with the truth of the person only when the mutual self-giving is not distorted either by the desire of the man to become the “master” of his wife (”he shall rule over you”) or by the woman remaining closed within her own instincts (”your desire shall be for your husband”: Gen 3:16).

Questo regalo reciproco della persona in matrimonio si apre al regalo di una nuova vita, un nuovo essere umano, che è anche una persona nella somiglianza dei suoi genitori. La maternità implica all'inizio una franchezza speciale alla nuova persona: e questo è precisamente "la parte" della donna. In questa franchezza, in concepimento e parto un bambino, la donna “si scopre attraverso un regalo sincero di stesso”. Il regalo di disponibilità interna di accettare il bambino e portarla nel mondo è collegato all'unione di matrimonio, che - come menzionato ancora prima - deve costituire un momento speciale nell'autodare reciproco sia dalla donna sia dall'uomo. Secondo la Bibbia, la concezione e la nascita di un nuovo essere umano sono accompagnate dalle parole seguenti della donna:“ Ho dato vita a un uomo con l'aiuto del Signore” (le Informazioni 4:1).This l'esclamazione di Vigilia, la "madre di tutto il modo di vivere” è ripetuta ogni volta che un nuovo essere umano entra nel mondo. Questo esprime la gioia della donna e la coscienza che lei sta condividendo nel gran mistero di generazione eterna. Gli sposi condividono nel potere creativo di Dio! and this is precisely the woman’s “part”. In this openness, in conceiving and giving birth to a child, the woman “discovers herself through a sincere gift of self”. The gift of interior readiness to accept the child and bring it into the world is linked to the marriage union, which - as mentioned earlier - should constitute a special moment in the mutual self-giving both by the woman and the man. According to the Bible, the conception and birth of a new human being are accompanied by the following words of the woman: “I have brought a man into being with the help of the Lord” (Gen 4:1).This exclamation of Eve, the “mother of all the living” is repeated every time a new human being comes into the world. It expresses the woman’s joy and awareness that she is sharing in the great mystery of eternal generation. The spouses share in the creative power of God!

La maternità della donna nel periodo tra concezione del bimbo e nascita è un processo bio-fisiologico e psicologico che è meglio capito nei nostri giorni che nel passato, e è il soggetto di molti studi dettagliati. L'analisi scientifica completamente conferma che la costituzione molto fisica di donne è naturalmente disposta a maternità - la concezione, la gravidanza e dando alla luce - che è una conseguenza dell'unione di matrimonio con l'uomo. Nello stesso momento, questo anche corrisponde alla struttura psycho-fisica di donne. Quello che i rami diversi di scienza devono dire di questo soggetto è importante e utile, purché non sia limitato a un'interpretazione esclusivamente bio-fisiologica di donne e di maternità. Un tal quadro "restretto" andrebbe la mano della mano con un concetto materialistico dell'essere umano e del mondo. In un tal caso, quello che è veramente essenziale sarebbe sfortunatamente perso. La maternità come un fatto umano e un fenomeno, è completamente spiegato sulla base della verità sulla persona. La maternità è collegata alla struttura personale della donna e alla dimensione personale del regalo: “ho dato vita a un uomo con l'aiuto del Signore” (le Informazioni 4:1). Il Creatore accorda ai genitori il regalo di un bambino. Su parte della donna, questo fatto è collegato in un modo speciale per “un regalo sincero di stesso”. Le parole di Mary all'Annuncio - “Permettono essere a me secondo la Sua parola” - significa la disponibilità della donna per il regalo di stesso e la sua disponibilità di accettare una nuova vita. At the same time, this also corresponds to the psycho-physical structure of women. What the different branches of science have to say on this subject is important and useful, provided that it is not limited to an exclusively bio-physiological interpretation of women and of motherhood. Such a “restricted” picture would go hand in hand with a materialistic concept of the human being and of the world. In such a case, what is truly essential would unfortunately be lost. Motherhood as a human fact and phenomenon, is fully explained on the basis of the truth about the person. Motherhood is linked to the personal structure of the woman and to the personal dimension of the gift: “I have brought a man into being with the help of the Lord” (Gen 4:1). The Creator grants the parents the gift of a child. On the woman’s part, this fact is linked in a special way to “a sincere gift of self”. Mary’s words at the Annunciation - “Let it be to me according to your word” - signify the woman’s readiness for the gift of self and her readiness to accept a new life.

Il mistero eterno di generazione, che è in Dio lui stesso, quel che e Dio Uno e trino (confronta Eph 3:14-15), è riflesso in maternità della donna e in paternità dell'uomo. La paternità umana è qualcosa condiviso sia dall'uomo sia dalla donna. Anche se la donna, d'amore per il suo marito, dice: “Le ho dato un bambino”, le sue parole anche significano:“ Questo è il nostro bambino”. Sebbene ciascuno di essi insieme sia genitori del loro bambino, la maternità della donna costituisce "una parte" speciale in questa paternità condivisa, e la parte più esigente. La paternità - sebbene questo appartenga a entrambi - è realizzata molto più completamente nella donna, particolarmente nel periodo prenatale. È la donna che "paga" direttamente per questa generazione condivisa, che letteralmente assorbisce le energie della sua anima e corpo. È perciò necessario che l'uomo sia completamente conscio che nella loro paternità condivisa lui deve un debito speciale alla donna. Nessun programma di "uguali diritti" tra donne e uomini è valido a meno che questo prenda questo fatto completamente in considerazione. Even if the woman, out of love for her husband, says: “I have given you a child”, her words also mean: “This is our child”. Although both of them together are parents of their child, the woman’s motherhood constitutes a special “part” in this shared parenthood, and the most demanding part. Parenthood - even though it belongs to both - is realized much more fully in the woman, especially in the prenatal period. It is the woman who “pays” directly for this shared generation, which literally absorbs the energies of her body and soul. It is therefore necessary that the man be fully aware that in their shared parenthood he owes a special debt to the woman. No programme of “equal rights” between women and men is valid unless it takes this fact fully into account.

La maternità coinvolge una comunione speciale con il mistero di vita, siccome questo si sviluppa in utero della donna. La madre è piena di meraviglia a questo mistero di vita, e "capisce" con intuizione unico quello che sta avvenendo all'interno di lei. Nella luce "dell'inizio", la madre accetta e ama come una persona il bambino che lei sta portando nel suo utero. Questo contatto unico con il nuovo essere umano sviluppandosi dentro lei dà adito a un atteggiamento verso esseri umani - non solo verso il suo bambino, ma ogni essere umano - quale profondamente segna la personalità della donna. Comunemente lo pensano che le donne sono più capaci che uomini di fare l'attenzione ad altra persona, e che la maternità sviluppa questa predisposizione perfino più. L'uomo - perfino con tutta la sua divisione in paternità - sempre rimane "fuori" del processo di gravidanza e la nascita del bimbo; in molti modi lui deve imparare la sua "paternità" della madre. Uno può dire che questo è la parte della dimensione umana normale di paternità, compreso gli stadi che seguono la nascita del bimbo, particolarmente il periodo iniziale. L'educazione del bambino, presa nell'insieme, deve includere il contributo di entrambi i genitori: il contributo materno e paterno. In ogni caso, il contributo della madre è decisivo in strato della fondazione per una nuova personalità umana. In the light of the “beginning”, the mother accepts and loves as a person the child she is carrying in her womb. This unique contact with the new human being developing within her gives rise to an attitude towards human beings - not only towards her own child, but every human being - which profoundly marks the woman’s personality. It is commonly thought that women are more capable than men of paying attention to another person, and that motherhood develops this predisposition even more. The man - even with all his sharing in parenthood - always remains “outside” the process of pregnancy and the baby’s birth; in many ways he has to learn his own “fatherhood” from the mother. One can say that this is part of the normal human dimension of parenthood, including the stages that follow the birth of the baby, especially the initial period. The child’s upbringing, taken as a whole, should include the contribution of both parents: the maternal and paternal contribution. In any event, the mother’s contribution is decisive in laying the foundation for a new human personality.

Maternità nell'Accordo scritto

19. La nostra riflessione ritorna all'esemplare biblico "della donna" nel Proto-evangelium. "La donna", come madre e primo insegnante dell'essere umano (l'istruzione esser la dimensione spirituale di paternità), ha una precedenza specifica sopra l'uomo. Sebbene la maternità, particolarmente nel senso bio-fisico, dipenda dall'uomo, questo mette "un segno" essenziale sul processo di crescita personale intero di nuovi bambini. La maternità nel senso bio-fisico sembra essere passiva: il processo di formazione di una nuova vita "ha luogo" in lei, nel suo corpo, che è tuttavia profondamente coinvolto in quel processo. Nello stesso momento, la maternità nel suo senso personale ed etico esprime una creatività molto importante da parte della donna, da chi la molta umanità del nuovo essere umano principalmente dipende. In questo senso anche la maternità della donna presenta una telefonata speciale e una sfida speciale all'uomo e alla sua paternità. Although motherhood, especially in the bio-physical sense, depends upon the man, it places an essential “mark” on the whole personal growth process of new children. Motherhood in the bio-physical sense appears to be passive: the formation process of a new life “takes place” in her, in her body, which is nevertheless profoundly involved in that process. At the same time, motherhood in its personal-ethical sense expresses a very important creativity on the part of the woman, upon whom the very humanity of the new human being mainly depends. In this sense too the woman’s motherhood presents a special call and a special challenge to the man and to his fatherhood.

L'esemplare biblico "della donna" trova la sua culminazione nella maternità della Madre di Dio. Le parole del Proto-evangelium - “metterò l'inimicizia tra Lei e la donna” - trovano qui una conferma fresca. Vediamo che attraverso Mary - attraverso la sua "autorizzazione" materna, (”Permettono questo di mi esser fatto”) - il Dio comincia un Nuovo Accordo scritto con umanità. Questo è l'Accordo scritto eterno e definitivo in Christ, nel suo corpo e sangue, nella sua Croce e Risurrezione. Precisamente perché quest'Accordo scritto deve esser eseguito “in carne e il sangue” il suo inizio è nella Madre. Grazie solamente a lei e alla sua "autorizzazione" verginale e materna, il "Figlio del Più alto” può dire al Padre: “un corpo Lei si è preparato a me. Lo, sono venuto per fare la Sua volontà, O il Dio” (confronta. Heb 10:5, 7). We see that through Mary - through her maternal “fiat”, (”Let it be done to me”) - God begins a New Covenant with humanity. This is the eternal and definitive Covenant in Christ, in his body and blood, in his Cross and Resurrection. Precisely because this Covenant is to be fulfilled “in flesh and blood” its beginning is in the Mother. Thanks solely to her and to her virginal and maternal “fiat”, the “Son of the Most High” can say to the Father: “A body you have prepared for me. Lo, I have come to do your will, O God” (cf. Heb 10:5, 7).

La maternità è stata introdotta nell'ordine dell'Accordo scritto che il Dio fece con umanità in Jesus Christ. Ogni volta che la maternità è ripetuta in storia umana, è sempre collegata all'Accordo scritto che il Dio istituì con la razza umana attraverso la maternità della Madre di Dio.

Non fa Jesus testimoniano a questa realtà quando lui risponde all'esclamazione di quella donna nella folla che lo benedisse per maternità di Mary: “Benedetto è l'utero che ha portato Lei, e i petti che Lei succhiò!”? Risposte di Jesus:“ Benedetto piuttosto sono quelli che sentono la parola di Dio e la tengono” (Lk 11:27-28). Jesus conferma il significato di maternità in riferimento al corpo, ma nello stesso momento lui indica un significato ancora più profondo, che è collegato all'ordine dello spirito: è un segno dell'Accordo scritto con Dio che “è lo spirito” (Jn 4: 24). Questo è true soprattutto per la maternità della Madre di Dio. La maternità di ogni donna, capita nella luce del Vangelo, è allo stesso modo non solo “di carne e sangue”: questo esprime un "ascoltare profondo della parola del Dio vivente” e una disponibilità di "salvaguardare" questa Parola, che è “la parola di vita eterna” (confronta. Jn 6). Poiché sono precisamente quelli portati di madri terrestri, i figli e figlie della razza umana, che ricevono del Figlio di Dio il potere di diventare “bambini di Dio” (Jn 1:12). Una dimensione del Nuovo Accordo scritto in sangue di Christ entra in paternità umana, facendolo reale e un compito per “nuove creature” (confronta 2 Dio mio 5: 17). La storia di ogni essere umano passa attraverso la soglia di maternità di una donna; traversata di questo le condizioni “la rivelazione dei bambini di Dio” (confronta. Rom 8: 19).”? Jesus replies: “Blessed rather are those who hear the word of God and keep it” (Lk 11:27-28). Jesus confirms the meaning of motherhood in reference to the body, but at the same time he indicates an even deeper meaning, which is connected with the order of the spirit: it is a sign of the Covenant with God who “is spirit” (Jn 4: 24). This is true above all for the motherhood of the Mother of God. The motherhood of every woman, understood in the light of the Gospel, is similarly not only “of flesh and blood”: it expresses a profound “listening to the word of the living God” and a readiness to “safeguard” this Word, which is “the word of eternal life” (cf. Jn 6:68). For it is precisely those born of earthly mothers, the sons and daughters of the human race, who receive from the Son of God the power to become “children of God” (Jn 1:12). A dimension of the New Covenant in Christ’s blood enters into human parenthood, making it a reality and a task for “new creatures” (cf. 2 Cor 5: 17). The history of every human being passes through the threshold of a woman’s motherhood; crossing it conditions “the revelation of the children of God” (cf. Rom 8: 19).

“Quando una donna è in travaglio lei ha il dolore, perché la sua ora è venuta; ma quando le consegnano del bambino, lei più ricorda l'angoscia, per gioia che un bambino è nato nel mondo” (Jn 16: 21). La prima parte di parole di Christ si riferisce alle "fitte di parto” che appartengono all'eredità di peccato originale; nello stesso momento queste parole indicano il collegamento che esiste tra maternità della donna e il Mistero Pasquale. Poiché questo mistero anche include il dolore della Madre nel piede della Croce - la Madre che attraverso fede condivide nel mistero sorprendente "d'autosvuotamento" di suo Figlio: “Questo è forse il 'kenosis' più profondo di fede in storia umana”.40 21). The first part of Christ’s words refers to the “pangs of childbirth” which belong to the heritage of original sin; at the same time these words indicate the link that exists between the woman’s motherhood and the Paschal Mystery. For this mystery also includes the Mother’s sorrow at the foot of the Cross - the Mother who through faith shares in the amazing mystery of her Son’s “self-emptying”: “This is perhaps the deepest ‘kenosis’ of faith in human history”.40

Siccome contempliamo questa Madre, il cui cuore “una spada è penetrato” (confronta. Lk 2: 35), i nostri pensieri vanno a tutte le donne soffrenti nel mondo, soffrendo fisicamente o moralmente. In questa sofferenza la sensibilità di una donna gioca un ruolo, sebbene lei spesso riesca a trattenersi da soffrire meglio che un uomo. È difficile da enumerare queste sofferenze; è difficile da chiamare tutti loro per nome. Possiamo ricordare la sua cura materna ai suoi bambini, particolarmente quando loro si ammalano o cadono in strade cattive; la morte di quelli più cari per lei; la solitudine di madri dimenticate dai loro bambini cresciuti; la solitudine di vedove; le sofferenze di donne che lottano sole per guadagnarsi da vivere; e le donne che sono state offese o sfruttate. Allora ci sono sofferenze di coscienze come risultato di peccato, che ha ferito la dignità umana o materna della donna: le ferite di coscienze che non guariscono facilmente. Con queste sofferenze anche dobbiamo metterci al piede della Croce. 35), our thoughts go to all the suffering women in the world, suffering either physically or morally. In this suffering a woman’s sensitivity plays a role, even though she often succeeds in resisting suffering better than a man. It is difficult to enumerate these sufferings; it is difficult to call them all by name. We may recall her maternal care for her children, especially when they fall sick or fall into bad ways; the death of those most dear to her; the loneliness of mothers forgotten by their grown up children; the loneliness of widows; the sufferings of women who struggle alone to make a living; and women who have been wronged or exploited. Then there are the sufferings of consciences as a result of sin, which has wounded the woman’s human or maternal dignity: the wounds of consciences which do not heal easily. With these sufferings too we must place ourselves at the foot of the Cross.

Ma le parole del Vangelo sulla donna che soffre quando il tempo giunge per lei per dare alla luce il suo bambino, immediatamente in seguito esprimete la gioia: è “la gioia che un bambino è nato nel mondo”. Questa gioia anche è rinviata al Mistero Pasquale, alla gioia che è comunicata agli Apostoli durante il giorno di Risurrezione di Christ: “Allora Lei ha il dolore adesso” (queste parole furono dette il giorno prima della Passione); “ma La vedrò di nuovo e i Suoi cuori si rallegreranno, e nessuno prenderà la Sua gioia da Lei” (Jn 16: 22-23). This joy too is referred to the Paschal Mystery, to the joy which is communicated to the Apostles on the day of Christ’s Resurrection: “So you have sorrow now” (these words were said the day before the Passion); “but I will see you again and your hearts will rejoice, and no one will take your joy from you” (Jn 16: 22-23).

Verginità per il Regno

20. Nell'insegnamento di Christ, la maternità è collegata a verginità, ma anche distinta da questo. Fondamentale per questo è l'affermazione di Jesus nella conversazione sull'indissolubility di matrimonio. Avere sentito la risposta data ai Farisei, i discepoli dicono a Christ:“ Se tale è il caso di un uomo con sua moglie, non è conveniente per sposarsi” (Mt 19: 10). Indipendentemente dal significato che “non è conveniente” ebbe in quel tempo nella mente dei discepoli, Christ prende la loro opinione sbagliata come un punto di partenza per istruirli sul valore di celibato. Lui distingue il celibato che deriva da difetti naturali - sebbene loro possano esser stati causati da uomo - da “celibato per il Regno di cielo”. Christ dice, “e ci sono eunuchs chi si hanno fatto eunuchs per il Regno di cielo” (Mt 19:12). È, allora, un celibato spontaneo, scelto per il Regno di cielo, in vista di vocazione eschatological d'uomo a unione con Dio. Lui allora aggiunge:“ Lui che è capace di ricevere questo, gli permette di riceverlo”. Queste parole ripetono quello che lui aveva detto all'inizio del discorso di celibato (confronta. Mt 19:11). Di conseguenza, il celibato per il regno di cielo ha come conseguenza non solo da una scelta libera da parte d'uomo, ma anche da una grazia speciale da parte di Dio, che chiama una persona particolare per vivere il celibato. Mentre questo è un segno speciale del Regno del Dio di venire, anche serve come una strada di dedicare tutte le energie d'anima e corpo durante propria vita terrestre esclusivamente per il regno eschatological. Having heard the answer given to the Pharisees, the disciples say to Christ: “If such is the case of a man with his wife, it is not expedient to marry” (Mt 19: 10). Independently of the meaning which “it is not expedient” had at that time in the mind of the disciples, Christ takes their mistaken opinion as a starting point for instructing them on the value of celibacy. He distinguishes celibacy which results from natural defects - even though they may have been caused by man - from “celibacy for the sake of the Kingdom of heaven”. Christ says, “and there are eunuchs who have made themselves eunuchs for the sake of the Kingdom of heaven” (Mt 19:12). It is, then, a voluntary celibacy, chosen for the sake of the Kingdom of heaven, in view of man’s eschatological vocation to union with God. He then adds: “He who is able to receive this, let him receive it”. These words repeat what he had said at the beginning of the discourse on celibacy (cf. Mt 19:11). Consequently, celibacy for the kingdom of heaven results not only from a free choice on the part of man, but also from a special grace on the part of God, who calls a particular person to live celibacy. While this is a special sign of the Kingdom of God to come, it also serves as a way to devote all the energies of soul and body during one’s earthly life exclusively for the sake of the eschatological kingdom.

Le parole di Jesus sono la risposta a domanda dei discepoli. Loro sono rivolti direttamente a quelli che hanno messo la domanda: in questo caso loro furono uomini. Tuttavia, la risposta di Christ, in si, ha un valore sia per uomini sia per donne. In questo contesto questo indica l'ideale evangelico di verginità, un ideale che costituisce "un'innovazione" chiara nella tradizione del Testamento Vecchio. Certamente quella tradizione fu collegata in un certo senso con attesa dell'Israele d'arrivo del Messia, particolarmente tra le donne dell'Israele da chi lui doveva essere nato. In effetti, l'ideale di celibato e verginità per più grande vicinanza a Dio non fu completamente estraneo a cerchi ebrei certi, particolarmente nel periodo immediatamente precedendo il provenire di Jesus. Tuttavia, il celibato per il Regno, o piuttosto la verginità, è innegabilmente un'innovazione collegata all'incarnazione di Dio. in this case they were men. Nevertheless, Christ’s answer, in itself, has a value both for men and for women. In this context it indicates the evangelical ideal of virginity, an ideal which constitutes a clear “innovation” with respect to the tradition of the Old Testament. Certainly that tradition was connected in some way with Israel’s expectation of the Messiah’s coming, especially among the women of Israel from whom he was to be born. In fact, the ideal of celibacy and virginity for the sake of greater closeness to God was not entirely foreign to certain Jewish circles, especially in the period immediately preceding the coming of Jesus. Nevertheless, celibacy for the sake of the Kingdom, or rather virginity, is undeniably an innovation connected with the incarnation of God.

A partire dal momento d'arrivo di Christ, l'attesa della Gente di Dio deve esser diretta al Regno eschatological che sta venendo e a quello che lui deve condurre “il nuovo Israele”. Una nuova coscienza di fede è essenziale per un tal voltafaccia e un cambiamento di valori. Christ accentua questo due volte: “Lui che è capace di ricevere questo, gli permette di riceverlo”. Solo “quelli a chi è dato” lo capiscono (Mt 19:11). Mary è la prima persona in chi questa nuova coscienza è manifestata, poiché lei chiede all'Angelo: “Come può questo essere, poiché non ho nessun marito?” (Lk 1:34).Even sebbene lei sia “betrothed a un uomo il cui nome fu Joseph” (confronta. Lk 1), lei è solida nella sua risoluzione di rimanere una vergine. La maternità che è compiuta in lei viene esclusivamente dal "potere del Più alto”, e è il risultato di discesa dello Spirito Santo su lei (confronta. Lk 1). Questa maternità divina, perciò, è una risposta complessivamente imprevista all'attesa umana di donne in Israele: questo viene a Mary come un regalo da Dio lui stesso. Questo regalo è l'inizio e il prototipo di una nuova attesa da parte di tutti. Questo è all'altezza dell'Accordo scritto Eterno, di promessa nuova e definitiva di dio: è un segno di speranza di eschatological. Christ emphasizes this twice: “He who is able to receive this, let him receive it”. Only “those to whom it is given” understand it (Mt 19:11). Mary is the first person in whom this new awareness is manifested, for she asks the Angel: “How can this be, since I have no husband?” (Lk 1:34).Even though she is “betrothed to a man whose name was Joseph” (cf. Lk 1:27), she is firm in her resolve to remain a virgin. The motherhood which is accomplished in her comes exclusively from the “power of the Most High”, and is the result of the Holy Spirit’s coming down upon her (cf. Lk 1:35). This divine motherhood, therefore, is an altogether unforeseen response to the human expectation of women in Israel: it comes to Mary as a gift from God himself. This gift is the beginning and the prototype of a new expectation on the part of all. It measures up to the Eternal Covenant, to God’s new and definitive promise: it is a sign of eschatological hope.

Sulla base del Vangelo, il significato di verginità fu sviluppato e meglio capì come una vocazione per donne anche, quello che in cui la loro dignità, come così della Vergine di Nazareth, trova la conferma. Il Vangelo propone l'ideale della consacrazione della persona, che è, la dedizione esclusiva della persona verso Dio in virtù dei consigli evangelici: soprattutto, la castità, la povertà e l'ubbidienza. La loro incarnazione perfetta è Jesus Christ lui stesso. Chiunque vuole seguirlo in un modo radicale preferisce vivere secondo questi consigli. Loro sono distinti dai comandamenti e mostrano al cristiano la strada radicale del Vangelo. Proprio dal principio d'uomini di Cristianesimo e donne sono partiti su questo sentiero, poiché l'ideale evangelico è rivolto a esseri umani senza qualsiasi distinzione di sesso. in particular, chastity, poverty and obedience. Their perfect incarnation is Jesus Christ himself. Whoever wishes to follow him in a radical way chooses to live according to these counsels. They are distinct from the commandments and show the Christian the radical way of the Gospel. From the very beginning of Christianity men and women have set out on this path, since the evangelical ideal is addressed to human beings without any distinction of sex.

In questo contesto più largo, la verginità deve esser considerata anche come un sentiero per donne, un sentiero su cui loro realizzano la loro femminilità in una strada diversa da matrimonio. Per capire questo sentiero, è necessario riferirsi ancora una volta all'idea fondamentale d'antropologia cristiana. Liberamente scegliendo la verginità, le donne si confermano come persone, come esseri chi il Creatore all'inizio ha desiderato per il loro sake.41 Nello stesso momento loro realizzano il valore personale della loro femminilità diventando “un regalo sincero” per Dio che si è rivelato in Christ, un regalo per Christ, il Redentore d'umanità e lo Sposo d'anime: un regalo "matrimoniale". Uno non può correttamente capire la verginità - la consacrazione di una donna in verginità - senza riferirsi ad amore matrimoniale. È attraverso questo genere d'amore che una persona diventa un regalo per l'altro 42 Per di più, la consacrazione di un uomo in celibato sacerdotale o nello stato religioso deve esser capita analogamente. By freely choosing virginity, women confirm themselves as persons, as beings whom the Creator from the beginning has willed for their own sake.41 At the same time they realize the personal value of their own femininity by becoming “a sincere gift” for God who has revealed himself in Christ, a gift for Christ, the Redeemer of humanity and the Spouse of souls: a “spousal” gift. One cannot correctly understand virginity - a woman’s consecration in virginity - without referring to spousal love. It is through this kind of love that a person becomes a gift for the other.42 Moreover, a man’s consecration in priestly celibacy or in the religious state is to be understood analogously.

La predisposizione naturalmente matrimoniale della personalità femminile trova una risposta in verginità capita in questo modo. Le donne, chiamate a partire dal molto "inizio" a esser amate e amare, in una vocazione a verginità trovano Christ prima di tutto come il Redentore che “amò fino alla fine” attraverso il suo regalo totale di stesso; e loro rispondono a questo regalo con un "regalo sincero” delle loro vite intere. Loro così si danno allo Sposo divino, e questo regalo personale tende a unione, che è in modo conveniente spirituale in carattere. Attraverso azione dello Spirito Santo una donna diventa “uno spirito” con Christ lo Sposo (confronta 1 Dio mio 6:17). and they respond to this gift with a “sincere gift” of their whole lives. They thus give themselves to the divine Spouse, and this personal gift tends to union, which is properly spiritual in character. Through the Holy Spirit’s action a woman becomes “one spirit” with Christ the Spouse (cf. 1 Cor 6:17).

Questo è l'ideale evangelico di verginità, in cui sia la dignità sia la vocazione di donne sono realizzate in un modo speciale. In verginità così capì che il radicalismo cosiddetto del Vangelo trova l'espressione: “Lasci tutto e segua Christ” (confronta. Mt 19:27). Questo non può essere rispetto a rimanere semplicemente non sposato o solo, perché la verginità non è restretta a “no” semplice, ma contiene un profondo "sì" nell'ordine matrimoniale: il regalo di stesso per amore in un modo totale e indiviso. “Leave everything and follow Christ” (cf. Mt 19:27). This cannot be compared to remaining simply unmarried or single, because virginity is not restricted to a mere “no”, but contains a profound “yes” in the spousal order: the gift of self for love in a total and undivided manner.

Maternità secondo lo Spirito

21. La verginità secondo il Vangelo intende rinunciare a matrimonio e maternità così fisica. Tuttavia, la rinuncia a questo genere di maternità, una rinuncia che può coinvolgere il gran sacrificio per una donna, fa possibile un genere diverso di maternità: la maternità “secondo lo Spirito” (confronta. Rom 8:4). Poiché la verginità non priva una donna delle sue prerogative. La maternità spirituale fa efetto su molte forme diverse. Nella vita di donne consacrate, ad esempio, chi vivono secondo il charism e le regole delle Istituzioni apostoliche varie, può esprimersi come preoccupazione per la gente, particolarmente il più bisognoso: il malato, i portatori di handicap, l'abbandonato, gli orfani, gli anziani, i bambini, la gente giovane, l'imprigionato e, in generale, la gente sugli orli di società. In questo modo una donna consacrata trova il suo Sposo, diverso e lo stesso in ogni persona, secondo le sue molte parole:“ Siccome Lei lo fece a uno di la minor quantità di questi miei fratelli, Lei me lo fece” (Mt 25:40). L'amore matrimoniale sempre coinvolge una disponibilità speciale da esser versata per quelli che vengono dentro propria portata d'attività. In matrimonio questa disponibilità, sebbene aperto a tutti, consiste principalmente nell'amore che i genitori danno ai loro bambini. In verginità questa disponibilità è aperta a tutta la gente, che è abbracciata dall'amore di Christ lo Sposo. motherhood “according to the Spirit” (cf. Rom 8:4). For virginity does not deprive a woman of her prerogatives. Spiritual motherhood takes on many different forms. In the life of consecrated women, for example, who live according to the charism and the rules of the various apostolic Institutes, it can express itself as concern for people, especially the most needy: the sick, the handicapped, the abandoned, orphans, the elderly, children, young people, the imprisoned and, in general, people on the edges of society. In this way a consecrated woman finds her Spouse, different and the same in each and every person, according to his very words: “As you did it to one of the least of these my brethren, you did it to me” (Mt 25:40). Spousal love always involves a special readiness to be poured out for the sake of those who come within one’s range of activity. In marriage this readiness, even though open to all, consists mainly in the love that parents give to their children. In virginity this readiness is open to all people, who are embraced by the love of Christ the Spouse.

L'amore matrimoniale - con il suo potenziale materno nascosto nel cuore della donna come una sposa verginale - quando unito a Christ, il Redentore di ogni persona, è anche predisposto per essere aperto a ogni persona. Questo è confermato nelle comunità religiose di vita apostolica, e in un modo diverso in comunità di vita contemplativa, o il chiostro. Là esista ancora altre forme di una vocazione a verginità per il Regno; ad esempio, le Istituzioni Secolari, o le comunità di persone consacrate che prosperano dentro Movimenti, Gruppi e Associazioni. In tutti di questi la stessa verità sulla maternità spirituale di vergini è confermata in modi vari. Comunque, non è solo una questione di forme di comunità ma anche di forme nondi comunità. In breve, la verginità come vocazione di una donna è sempre la vocazione di una persona - di una persona unica, individuale. Perciò la maternità spirituale che si fa sentito in questa vocazione è anche profondamente personale. There exist still other forms of a vocation to virginity for the sake of the Kingdom; for example, the Secular Institutes, or the communities of consecrated persons which flourish within Movements, Groups and Associations. In all of these the same truth about the spiritual motherhood of virgins is confirmed in various ways. However, it is not only a matter of communal forms but also of non-communal forms. In brief, virginity as a woman’s vocation is always the vocation of a person - of a unique, individual person. Therefore the spiritual motherhood which makes itself felt in this vocation is also profoundly personal.

Questo è anche la base di una convergenza specifica tra la verginità della donna non sposata e la maternità della donna sposata. Questa convergenza si muove non solo da maternità verso verginità, come accentuato sopra; questo anche si muove da verginità verso matrimonio, la forma di vocazione di donna in cui lei diventa una madre dando alla luce i suoi bambini. Il punto di partenza di questa seconda analogia è il significato di matrimonio. Una donna è "sposata" attraverso il sacramento di matrimonio o spiritualmente attraverso matrimonio con Christ. In entrambi casi il matrimonio significa il "regalo sincero della persona” della sposa allo sposo. In questo modo, uno può dire che il profilo di matrimonio è trovato spiritualmente in verginità. E non deve anche la maternità fisica non essere una maternità spirituale, per rispondere alla verità intera sull'essere umano che è un'unità di corpo e spirito? Così là esista molte ragioni per percepire in questi due sentieri diversi - le due vocazioni diverse di donne - complementarity profondo, e perfino un'unione profonda dentro una quello che persona è. it also moves from virginity towards marriage, the form of woman’s vocation in which she becomes a mother by giving birth to her children. The starting point of this second analogy is the meaning of marriage. A woman is “married” either through the sacrament of marriage or spiritually through marriage to Christ. In both cases marriage signifies the “sincere gift of the person” of the bride to the groom. In this way, one can say that the profile of marriage is found spiritually in virginity. And does not physical motherhood also have to be a spiritual motherhood, in order to respond to the whole truth about the human being who is a unity of body and spirit? Thus there exist many reasons for discerning in these two different paths - the two different vocations of women - a profound complementarity, and even a profound union within a person’s being.

“I miei piccoli bambini con chi sono di nuovo in travaglio”

22. Il Vangelo ci rivela e permette capire precisamente questo modo di essere della persona umana. Il Vangelo aiuta ogni donna e ogni uomo a vivere questo e così ottenere la realizzazione. Là esiste un'uguaglianza totale nei regali dello Spirito Santo, nei "lavori potenti di Dio” (le leggi 2:11). Per di più, è precisamente dei "lavori potenti di Dio” che Saint Paul, come un uomo, sente la necessità di rinviare a quello che è essenzialmente femminile per esprimere la verità sul suo servizio apostolico. Questo è esattamente quello che Paul di Tarso fa quando lui si rivolge al Galatians con le parole:“ I miei piccoli bambini, con chi sono di nuovo in travaglio” (la Ragazza 4:19). Nella Prima Lettera ai Corinzi (7: 38) Saint Paul proclama la superiorità di verginità sopra matrimonio, che è un insegnamento costante della Chiesa in conformità con lo spirito di parole di Christ registrate nel Vangelo di Matthew (19: 10-12); lui fa così senza ad ogni modo oscurare l'importanza di maternità fisica e spirituale. Infatti, per illustrare la missione fondamentale della Chiesa, lui non trova niente meglio che il riferimento a maternità. There exists a total equality with respect to the gifts of the Holy Spirit, with respect to the “mighty works of God” (Acts 2:11). Moreover, it is precisely in the face of the “mighty works of God” that Saint Paul, as a man, feels the need to refer to what is essentially feminine in order to express the truth about his own apostolic service. This is exactly what Paul of Tarsus does when he addresses the Galatians with the words: “My little children, with whom I am again in travail” (Gal 4:19). In the First Letter to the Corinthians (7: 38) Saint Paul proclaims the superiority of virginity over marriage, which is a constant teaching of the Church in accordance with the spirit of Christ’s words recorded in the Gospel of Matthew (19: 10-12); he does so without in any way obscuring the importance of physical and spiritual motherhood. Indeed, in order to illustrate the Church’s fundamental mission, he finds nothing better than the reference to motherhood.

La stessa analogia - e la stessa verità - sono presenti nella Costituzione Dogmatica sulla Chiesa. Mary è "la cifra" del Church:43 “Per nel mistero della Chiesa, lei stessa correttamente chiamata la madre e la vergine, la Vergine Beata venne prima come un esemplare eminente e singolare sia di verginità sia di maternità. … il Figlio chi lei produsse è Lui chi il Dio mise come il primogenito tra molti fratelli (confronta. Rom 8: 29), vale a dire, tra i fedeli. Nella loro nascita e sviluppo lei coopera con un amore materno”.44" Per di più, contemplando la santità misteriosa di Mary, imitando la sua carità, e fedelmente eseguendo la volontà del Padre, la Chiesa lei stessa diventa una madre accettando la parola di dio in fede. Poiché dalla sua predicazione e da battesimo lei produce a dei bambini di vita nuovi e immortali che sono concepiti dallo Spirito Santo e portati di Dio”.45 Questo è la maternità “secondo lo Spirito” per quanto riguarda i figli e le figlie della razza umana. E questa maternità - come già menzionato - diventa "il ruolo" della donna anche in verginità. “La Chiesa lei stessa è una vergine, che tiene intero e puro la fedeltà che lei ha promesso al suo Sposo”.46 Questo è il più perfettamente eseguito in Mary. La Chiesa, perciò, “imitando la Madre del suo Signore, e dal potere dello Spirito Santo, … mantiene con purezza verginale una fede integrante, una speranza solida, e una carità sincera”.47 … The Son whom she brought forth is He whom God placed as the first-born among many brethren (cf. Rom 8: 29),namely, among the faithful. In their birth and development she cooperates with a maternal love”.44 “Moreover, contemplating Mary’s mysterious sanctity, imitating her charity, and faithfully fulfilling the Father’s will, the Church herself becomes a mother by accepting God’s word in faith. For by her preaching and by baptism she brings forth to a new and immortal life children who are conceived by the Holy Spirit and born of God”.45 This is motherhood “according to the Spirit” with regard to the sons and daughters of the human race. And this motherhood - as already mentioned - becomes the woman’s “role” also in virginity. “The Church herself is a virgin, who keeps whole and pure the fidelity she has pledged to her Spouse”.46 This is most perfectly fulfilled in Mary. The Church, therefore, “imitating the Mother of her Lord, and by the power of the Holy Spirit, … preserves with virginal purity an integral faith, a firm hope, and a sincere charity”.47

Il Consiglio ha confermato che, a meno che uno guardi alla Madre di Dio, è impossibile capire il mistero della Chiesa, la sua realtà, la sua vitalità essenziale. Indirettamente troviamo qui un riferimento all'esemplare biblico "della donna" che è già chiaramente abbozzata nella descrizione "dell'inizio" (confronta le Informazioni 3:15) e che procede da creazione, attraverso peccato alla Redenzione. In questo modo c'è una conferma dell'unione profonda tra quello che è umano e quello che costituisce l'economia divina di salvezza in storia umana. La Bibbia ci convince del fatto che uno non può avere nessun hermeneutic adeguato d'uomo, o di quello che è "umano", senza riferimento adatto a quello che è "femminile". C'è un'analogia in economia salvific di dio: se vogliamo capirlo completamente in relazione a tutta storia umana, non possiamo omettere, nella prospettiva della nostra fede, il mistero di "donna": la madre-sposo vergine. In this way there is a confirmation of the profound union between what is human and what constitutes the divine economy of salvation in human history. The Bible convinces us of the fact that one can have no adequate hermeneutic of man, or of what is “human”, without appropriate reference to what is “feminine”. There is an analogy in God’s salvific economy: if we wish to understand it fully in relation to the whole of human history, we cannot omit, in the perspective of our faith, the mystery of “woman”: virgin-mother-spouse.

VII - LA CHIESA - LA SPOSA DI CHRIST

Il "gran mistero”

23. D'importanza fondamentale qui sono le parole della Lettera all'Ephesians: “i Mariti, ami le Sue mogli, siccome Christ amò la Chiesa e si rinunciò per lei, che lui potrebbe santificarla, averla pulito dal lavaggio da acqua con la parola, che lui potrebbe presentare la Chiesa a lui in splendore, senza posto o corrugarsi o qualsiasi tale cosa, che lei potrebbe essere santa e senza macchia. Anche se è così i mariti devono amare le loro mogli come i loro corpi. Lui che ama sua moglie si ama. Poiché nessun uomo mai odia la sua carne, ma la nutre e nutre, siccome Christ fa la Chiesa, perché siamo membri del suo corpo. ‘Per questo motivo un uomo deve lasciare il suo padre e madre ed esser unito a sua moglie, e i due devono diventare una carne’. Questo mistero è un profondo, e sto dicendo che si riferisce a Christ e la Chiesa” (5:25-32). Even so husbands should love their wives as their own bodies. He who loves his wife loves himself. For no man ever hates his own flesh, but nourishes and cherishes it, as Christ does the Church, because we are members of his body. ‘For this reason a man shall leave his father and mother and be joined to his wife, and the two shall become one flesh’. This mystery is a profound one, and I am saying that it refers to Christ and the Church” (5:25-32).

In questa Lettera l'autore esprime la verità sulla Chiesa come la sposa di Christ, e anche indica come questa verità è fatta radicare nella realtà biblica della creazione dell'essere umano come maschile e femminile. Creato nell'immagine e la somiglianza di Dio come una "unità dei due”, entrambi sono stati chiamati a un amore matrimoniale. Nella descrizione di creazione nel Libro di Genesi (2:18-25), uno può anche dire che questa telefonata fondamentale appare nella creazione di donna, e è incisa dal Creatore nell'istituzione di matrimonio, che, secondo Genesi 2:24, ha il carattere di un'unione di persone (”communio personarum”) proprio dal principio. Sebbene non direttamente, la molta descrizione "dell'inizio" (confronta le Informazioni 1:27; 2) le dimostrazioni che "l'ethos" intero di relazioni reciproche tra uomini e donne deve corrispondere alla verità personale del loro essere. Following the description of creation in the Book of Genesis (2:18-25), one can also say that this fundamental call appears in the creation of woman, and is inscribed by the Creator in the institution of marriage, which, according to Genesis 2:24, has the character of a union of persons (”communio personarum”) from the very beginning. Although not directly, the very description of the “beginning” (cf. Gen 1:27; 2:24) shows that the whole “ethos” of mutual relations between men and women has to correspond to the personal truth of their being.

Tutto questo è stato considerato già. La Lettera all'Ephesians ancora una volta conferma questa verità, nello stesso momento confrontando il carattere matrimoniale dell'amore tra uomo e donna al mistero di Christ e della Chiesa. Christ è lo Sposo della Chiesa - la Chiesa è la Sposa di Christ. Quest'analogia non è senza precedente; questo trasferisce al Nuovo Testamento quello che fu già contenuto nel Testamento Vecchio, particolarmente nei profeti Hosea, Jeremiah, Ezekiel e Isaiah.48 i passaggi rispettivi meritano un'analisi separata. Qui citeremo solo un testo. Questo è come il Dio parla con la sua Gente Scelta attraverso il Profeta:“ La paura non, per Lei non avrà vergogna; non sia confuso, poiché Lei non sarà messo a vergogna; poiché Lei dimenticherà la vergogna della Sua gioventù, e il rimprovero della Sua vedovanza Lei non ricorderà più. Poiché il Suo Produttore è il Suo marito, il Signore d'ospiti è il suo nome; e il Santo dell'Israele è il Suo Redentore, il Dio della terra intera che lui è chiamato. Poiché il Signore ha telefonato Le piace una moglie abbandonata e afflitta in spirito, come una moglie di gioventù quando lei è liberata, dice il Suo Dio. Durante un momento breve La abbandonai, ma con grande compassione La riunirò. In collera traboccante per un momento Le nascosi la mia faccia, ma con amore eterno avrò la compassione su Lei, dice il Signore, il Suo Redentore. … Per le montagne può partire e le colline esser tolto, ma il mio amore risoluto non deve allontanarsi da Lei, e il mio accordo scritto di pace non deve esser tolto, dice il Signore, che ha la compassione su Lei” (È 54:4-8, 10). Christ is the Bridegroom of the Church - the Church is the Bride of Christ. This analogy is not without precedent; it transfers to the New Testament what was already contained in the Old Testament, especially in the prophets Hosea, Jeremiah, Ezekiel and Isaiah.48 The respective passages deserve a separate analysis. Here we will cite only one text. This is how God speaks to his Chosen People through the Prophet: “Fear not, for you will not be ashamed; be not confounded, for you will not be put to shame; for you will forget the shame of your youth, and the reproach of your widowhood you will remember no more. For your Maker is your husband, the Lord of hosts is his name; and the Holy One of Israel is your Redeemer, the God of the whole earth he is called. For the Lord has called you like a wife forsaken and grieved in spirit, like a wife of youth when she is cast off, says your God. For a brief moment I forsook you, but with great compassion I will gather you. In overflowing wrath for a moment I hid my face from you, but with everlasting love I will have compassion on you, says the Lord, your Redeemer. … For the mountains may depart and the hills be removed, but my steadfast love shall not depart from you, and my covenant of peace shall not be removed, says the Lord, who has compassion on you” (Is 54:4-8, 10).

Poiché l'essere umano - l'uomo e la donna - sono stati creati in immagine di dio e somiglianza, il Dio può parlare su lui attraverso le labbra del Profeta usando la lingua che è essenzialmente umana. Nel testo di Isaiah citato sopra, l'espressione d'amore di dio è "umana", ma l'amore sé stesso è divino. Poiché è l'amore di dio, il suo carattere matrimoniale è in modo conveniente divino, sebbene sia espresso dall'analogia d'amore di un uomo per una donna. La donna-sposa è l'Israele, la Gente Scelta di dio, e questa scelta proviene esclusivamente in amore gratuito di dio. È precisamente quest'amore che spiega l'Accordo scritto, un Accordo scritto spesso presentato come un accordo scritto di matrimonio che il Dio sempre rinnova con la sua Gente Scelta. Da parte di Dio l'Accordo scritto è "un impegno" durevole; lui rimane fedele al suo amore matrimoniale anche se la sposa spesso si mostra per essere infedele. Since it is God’s love, its spousal character is properly divine, even though it is expressed by the analogy of a man’s love for a woman. The woman-bride is Israel, God’s Chosen People, and this choice originates exclusively in God’s gratuitous love. It is precisely this love which explains the Covenant, a Covenant often presented as a marriage covenant which God always renews with his Chosen People. On the part of God the Covenant is a lasting “commitment”; he remains faithful to his spousal love even if the bride often shows herself to be unfaithful.

Quest'immagine d'amore matrimoniale, insieme con la cifra dello Sposo divino - un'immagine molto chiara nei testi dei Profeti - trova la conferma suprema nella Lettera all'Ephesians (5:23-32). Christ è salutato come lo sposo da John il Battista (confronta. Jn 3:27-29). Infatti Christ applica a lui questo paragone fatto dai Profeti (confronta. Mk 2:19-20). L'Apostolo Paul, che è un portatore dell'eredità di Testamento Vecchia, scrive ai Corinzi: “sento una gelosia divina per Lei, poiché io betrothed Lei a Christ per presentarLa come una sposa pura a lei un marito” (2 Dio mio 11:2). Ma l'espressione più piena della verità su Christ l'amore del Redentore, secondo l'analogia d'amore matrimoniale in matrimonio, è trovata nella Lettera all'Ephesians: “Christ amò la Chiesa e si rinunciò per lei” (5:25), con ciò completamente confermando il fatto che la Chiesa è la sposa di Christ:“ Il Santo dell'Israele è il Suo Redentore” (È 54:5). In testo del santo Paul l'analogia del rapporto matrimoniale si muove contemporaneamente in due direzioni che completano tutto “gran mistero” (”sacramentum il magnum”). Jn 3:27-29). Indeed Christ applies to himself this comparison drawn from the Prophets (cf. Mk 2:19-20). The Apostle Paul, who is a bearer of the Old Testament heritage, writes to the Corinthians: “I feel a divine jealousy for you, for I betrothed you to Christ to present you as a pure bride to her one husband” (2 Cor 11:2). But the fullest expression of the truth about Christ the Redeemer’s love, according to the analogy of spousal love in marriage, is found in the Letter to the Ephesians: “Christ loved the Church and gave himself up for her” (5:25), thereby fully confirming the fact that the Church is the bride of Christ: “The Holy One of Israel is your Redeemer” (Is 54:5). In Saint Paul’s text the analogy of the spousal relationship moves simultaneously in two directions which make up the whole of the “great mystery” (”sacramentum magnum”).

L'accordo scritto appropriato di sposi "spiega" il carattere matrimoniale dell'unione di Christ con la Chiesa, e a sua volta quest'unione, come un "gran sacramento”, determina il sacramentality di matrimonio come un accordo scritto santo tra i due sposi, l'uomo e la donna. Leggendo questo passaggio ricco e complesso, che preso nell'insieme è una gran analogia, dobbiamo distinguere quell'elemento che esprime la realtà umana di relazioni interpersonali da quello che esprime in lingua simbolica il "gran mistero” che è divino.

Il Vangelo "innovazione"

24. Il testo è rivolto agli sposi come donne vere e uomini. Questo gli ricorda "dell'ethos" d'amore matrimoniale che ritorna all'istituzione divina di matrimonio "all'inizio". Corrispondenza della verità di quest'istituzione è l'esortazione:“ I mariti, ami le Sue mogli”, amano loro il legame per questo speciale e unico per mezzo di cui in matrimonio un uomo e una donna diventano “una carne” (le Informazioni 2:24; Eph 5). In quest'amore c'è un'affermazione fondamentale della donna come una persona. Quest'affermazione lo fa possibile per la personalità femminile svilupparsi completamente ed esser arricchita. Questo è precisamente la strada gli atti di Christ come lo sposo della Chiesa; lui desidera che lei sia “in splendore, senza posto o ruga” (Eph 5:27). Uno può dire che questo completamente prende "lo stile" intero di Christ in rapporto con donne. I mariti devono fare il loro gli elementi di questo stile riguardo alle loro mogli; analogamente, tutti gli uomini devono fare lo stesso riguardo a donne in ogni situazione. In questo modo sia gli uomini sia le donne causano “il regalo sincero di stesso”. Corresponding to the truth of this institution is the exhortation: “Husbands, love your wives”, love them because of that special and unique bond whereby in marriage a man and a woman become “one flesh” (Gen 2:24; Eph 5:31). In this love there is a fundamental affirmation of the woman as a person. This affirmation makes it possible for the female personality to develop fully and be enriched. This is precisely the way Christ acts as the bridegroom of the Church; he desires that she be “in splendour, without spot or wrinkle” (Eph 5:27). One can say that this fully captures the whole “style” of Christ in dealing with women. Husbands should make their own the elements of this style in regard to their wives; analogously, all men should do the same in regard to women in every situation. In this way both men and women bring about “the sincere gift of self”.

L'autore della Lettera all'Ephesians non vede nessuna contraddizione tra un'esortazione formulata in questo modo e le parole: “le Mogli, essere soggetto ai Suoi mariti, quanto al Signore. Poiché il marito è il capo della moglie” (5:22-23). L'autore sa che questo modo di parlare, così profondamente fatto radicare nella dogana e la tradizione religiosa del tempo, consiste esser capito ed effettuato in un nuovo modo: come una "sottomissione reciproca di riverenza per Christ” (confronta Eph 5:21). Questo è particolarmente true perché il marito è chiamato "il capo" della moglie siccome Christ è il capo della Chiesa; lui è così per cedere “lui stesso per lei” (Eph 5:25), e la rinuncia lui stesso per i suoi mezzi rinunciando perfino la sua vita. Comunque, mentre nel rapporto tra Christ e la Chiesa la sottomissione è solo da parte della Chiesa, nel rapporto tra marito e moglie "la sottomissione" non è unilaterale, ma reciproca. For the husband is the head of the wife” (5:22-23). The author knows that this way of speaking, so profoundly rooted in the customs and religious tradition of the time, is to be understood and carried out in a new way: as a “mutual subjection out of reverence for Christ” (cf. Eph 5:21). This is especially true because the husband is called the “head” of the wife as Christ is the head of the Church; he is so in order to give “himself up for her” (Eph 5:25), and giving himself up for her means giving up even his own life. However, whereas in the relationship between Christ and the Church the subjection is only on the part of the Church, in the relationship between husband and wife the “subjection” is not one-sided but mutual.

"In relazione al vecchio" questo è evidentemente qualcosa "nuovo": è un'innovazione del Vangelo. Troviamo passaggi vari in cui le scritture apostoliche esprimono quest'innovazione, sebbene loro anche comunichino quello che è "vecchio": quello che è fatto radicare nella tradizione religiosa dell'Israele, nel suo modo di capire e spiegare i testi sacri, quanto a esempio il secondo capitolo del Libro di Genesi 49 We find various passages in which the apostolic writings express this innovation, even though they also communicate what is “old”: what is rooted in the religious tradition of Israel, in its way of understanding and explaining the sacred texts, as for example the second chapter of the Book of Genesis.49

Le lettere apostoliche sono rivolte alla gente vivendo in un ambiente segnato da quello stesso modo di pensare tradizionale e interpretazione. "L'innovazione" di Christ è un fatto: questo costituisce il contenuto non ambiguo del messaggio evangelico e è il risultato della Redenzione. Comunque, la coscienza che in matrimonio c'è “sottomissione reciproca degli sposi di riverenza per Christ”, e non soltanto quella della moglie al marito, deve gradualmente stabilirsi in cuori, coscienze, comportamento e dogana. Questo è una telefonata che a partire da quel tempo in avanti, non cessa sfidare generazioni susseguenti; è una telefonata che la gente deve accettare mai di nuovo. Saint Paul non solo scrisse: “in Christ Jesus … non ci sono più uomo o donna”, ma anche scrissero:“ Non ci sono più schiavo o freeman”. Tuttavia quante generazioni furono necessarie per un tal principio da esser realizzato nella storia d'umanità attraverso l'abolizione di schiavitù! E che deve uno dire di molte forme di schiavitù a cui gli individui e le nazioni sono sottoposti, quali non sono scomparsi ancora da storia? it constitutes the unambiguous content of the evangelical message and is the result of the Redemption. However, the awareness that in marriage there is mutual “subjection of the spouses out of reverence for Christ”, and not just that of the wife to the husband, must gradually establish itself in hearts, consciences, behaviour and customs. This is a call which from that time onwards, does not cease to challenge succeeding generations; it is a call which people have to accept ever anew. Saint Paul not only wrote: “In Christ Jesus… there is no more man or woman”, but also wrote: “There is no more slave or freeman”. Yet how many generations were needed for such a principle to be realized in the history of humanity through the abolition of slavery! And what is one to say of the many forms of slavery to which individuals and peoples are subjected, which have not yet disappeared from history?

Ma la sfida presentata "dall'ethos" della Redenzione è chiara e definitiva. Tutte le ragioni in favore "della sottomissione" di donna a uomo in matrimonio devono esser capite nel senso di una "sottomissione reciproca” d'entrambi “di riverenza per Christ”. La misura d'amore matrimoniale true trova la sua sorgente più profonda in Christ, che è lo Sposo della Chiesa, la sua Sposa. The measure of true spousal love finds its deepest source in Christ, who is the Bridegroom of the Church, his Bride.

La dimensione simbolica del "gran mistero”

25. Nella Lettera all'Ephesians ci imbattiamo in una seconda dimensione dell'analogia che, preso nell'insieme, serve per rivelare il "gran mistero”. Questo è una dimensione simbolica. Se l'amore di dio per la persona umana, per la Gente Scelta dell'Israele, è presentato dai Profeti come l'amore dello sposo per la sposa, una tal analogia esprime la qualità "matrimoniale" e il carattere divino e nonumano d'amore di dio: “Poiché il Suo Produttore è il Suo marito … il Dio della terra intera che lui è chiamato” (È 54:5). Lo stesso può anche esser detto dell'amore matrimoniale di Christ il Redentore:“ Per Dio così amò il mondo che lui diede al suo unico Figlio” (Jn 3:16). È una questione, perciò, d'amore di dio espresso per mezzo della Redenzione compiuta da Christ. Secondo Lettera del santo Paul, quest'amore assomiglia l'amore matrimoniale di sposi umani, ma naturalmente non è “lo stesso”. Poiché l'analogia implica una somiglianza, nello stesso momento lasciando la camera ampia per nonsomiglianza. If God’s love for the human person, for the Chosen People of Israel, is presented by the Prophets as the love of the bridegroom for the bride, such an analogy expresses the “spousal” quality and the divine and non-human character of God’s love: “For your Maker is your husband … the God of the whole earth he is called” (Is 54:5). The same can also be said of the spousal love of Christ the Redeemer: “For God so loved the world that he gave his only Son” (Jn 3:16). It is a matter, therefore, of God’s love expressed by means of the Redemption accomplished by Christ. According to Saint Paul’s Letter, this love is “like” the spousal love of human spouses, but naturally it is not “the same”. For the analogy implies a likeness, while at the same time leaving ample room for non-likeness.

Questo è facilmente visto riguardo alla persona "della sposa". Secondo la Lettera all'Ephesians, la sposa è la Chiesa, come per i Profeti la sposa fu l'Israele. Lei è perciò un soggetto collettivo e non una persona individuale. Questo soggetto collettivo è la Gente di Dio, una comunità completata con molte persone, sia le donne sia gli uomini. “Christ ha amato la Chiesa” precisamente come una comunità, come la Gente di Dio. Nello stesso momento, in questa Chiesa, che nello stesso passaggio è anche chiamata il suo "corpo" (confronta Eph 5:23), lui ha amato ogni persona individuale. Poiché Christ ha redento tutti senza eccezione, ogni uomo e donna. È precisamente quest'amore di Dio che è espresso nella Redenzione; il carattere matrimoniale di quest'amore arriva a completamento nella storia d'umanità e del mondo. She is therefore a collective subject and not an individual person. This collective subject is the People of God, a community made up of many persons, both women and men. “Christ has loved the Church” precisely as a community, as the People of God. At the same time, in this Church, which in the same passage is also called his “body” (cf. Eph 5:23), he has loved every individual person. For Christ has redeemed all without exception, every man and woman. It is precisely this love of God which is expressed in the Redemption; the spousal character of this love reaches completion in the history of humanity and of the world.

Christ è entrato in questa storia e rimane in lei come lo Sposo che “si ha dato”. “Dare” intende “diventare un regalo sincero” nel modo più completo e radicale: “il più gran amore non ha nessun uomo che questo” (Jn 15:13). Secondo questa concezione, tutti gli esseri umani - sia le donne sia gli uomini - sono chiamati attraverso la Chiesa, per essere "la Sposa" di Christ, il Redentore del mondo. In questo modo “essere la sposa”, e così l'elemento "femminile", diventa un simbolo di tutto che è "umano", secondo le parole di Paul: “Là è né non maschile, né femminile; poiché Lei è tutti un in Christ Jesus” (la Ragazza 3:28). “Greater love has no man than this” (Jn 15:13). According to this conception, all human beings - both women and men - are called through the Church, to be the “Bride” of Christ, the Redeemer of the world. In this way “being the bride”, and thus the “feminine” element, becomes a symbol of all that is “human”, according to the words of Paul: “There is neither male nor female; for you are all one in Christ Jesus” (Gal 3:28).

Da un punto di vista linguistico possiamo dire che l'analogia d'amore matrimoniale ha trovato nella Lettera ai collegamenti di Ephesians quello che è "maschile" a quello che è "femminile", da allora, siccome i membri della Chiesa, gli uomini anche sono inclusi nel concetto di "Sposa". Questo non deve sorprenderci, per Saint Paul, per esprimere la sua missione in Christ e nella Chiesa, parla dei "piccoli bambini con chi lui è di nuovo in travaglio” (confronta la Ragazza 4:19). Nella sfera di quello che è "umano" - di quello che è umanamente personale - "la mascolinità" e "la femminilità" sono distinte, già nello stesso momento loro completano e spiegano l'un l'altro. Questo è presente anche per la gran analogia "della Sposa" nella Lettera all'Ephesians. Nella Chiesa ogni essere umano - maschile e femminile - è "la Sposa", in cui lui o lei accetta il regalo dell'amore di Christ il Redentore, e cerca di rispondere a lei con il regalo della sua persona. In the sphere of what is “human” - of what is humanly personal - “masculinity” and “femininity” are distinct, yet at the same time they complete and explain each other. This is also present in the great analogy of the “Bride” in the Letter to the Ephesians. In the Church every human being - male and female - is the “Bride”, in that he or she accepts the gift of the love of Christ the Redeemer, and seeks to respond to it with the gift of his or her own person.

Christ è lo Sposo. Questo esprime la verità sull'amore di Dio che “prima ci amò” (confronta 1 Jn 4:19) e chi, con il regalo generato da quest'amore matrimoniale per uomo, ha ecceduto tutte le attese umane:“ Lui li amò alla fine” (Jn 13:1). Lo Sposo - il Figlio consubstantial con il Padre come Dio - diventò il figlio di Mary; lui diventò il "figlio d'uomo”, l'uomo true, un maschio. Il simbolo dello Sposo è maschile. Questo simbolo maschile rappresenta l'aspetto umano dell'amore divino che il Dio ha per l'Israele, per la Chiesa, e per tutta la gente. Meditando su quello che i Vangeli dicono su atteggiamento di Christ verso donne, possiamo concludere che come un uomo, un figlio dell'Israele, lui rivelò la dignità delle "figlie d'Abraham” (confronta. Lk 13:16), la dignità appartenendo a donne a partire dal molto "inizio" su un punto d'appoggio uguale con uomini. Nello stesso momento Christ accentuò l'originalità che distingue donne da uomini, tutta la ricchezza prodigata su donne nel mistero di creazione. L'atteggiamento di Christ verso donne serve come un modello di quello che la Lettera all'Ephesians esprime con il concetto di "sposo". Precisamente perché l'amore divino di Christ è l'amore di uno Sposo, è il modello e il modello di tutto l'amore umano, l'amore d'uomini soprattutto. “He loved them to the end” (Jn 13:1). The Bridegroom - the Son consubstantial with the Father as God - became the son of Mary; he became the “son of man”, true man, a male. The symbol of the Bridegroom is masculine. This masculine symbol represents the human aspect of the divine love which God has for Israel, for the Church, and for all people. Meditating on what the Gospels say about Christ’s attitude towards women, we can conclude that as a man, a son of Israel, he revealed the dignity of the “daughters of Abraham” (cf. Lk 13:16), the dignity belonging to women from the very “beginning” on an equal footing with men. At the same time Christ emphasized the originality which distinguishes women from men, all the richness lavished upon women in the mystery of creation. Christ’s attitude towards women serves as a model of what the Letter to the Ephesians expresses with the concept of “bridegroom”. Precisely because Christ’s divine love is the love of a Bridegroom, it is the model and pattern of all human love, men’s love in particular.

L'Eucarestia

26. Contro lo sfondo largo del "gran mistero” espresso nel rapporto matrimoniale tra Christ e la Chiesa, è possibile capire adeguatamente la vocazione di "Dodici". In vocazione solo gli uomini come i suoi Apostoli, Christ agì in un modo completamente libero e sovrano. In questo modo, lui esercitò la stessa libertà con cui, in tutto il suo comportamento, lui accentuò la dignità e la vocazione di donne, senza conformarsi alla dogana prevalente e alle tradizioni sanzionate dalla legislazione del tempo. Di conseguenza, la supposizione che lui chiamò uomini per essere apostoli per conformarsi alla mentalità molto diffusa dei suoi tempi, affatto corrisponde a modo di Christ di funzionare.“ L'insegnante, sappiamo che Lei è true, e insegna la strada di Dio sinceramente, e la cura a nessun uomo; poiché Lei non considera la posizione d'uomini” (Mt 22:16). Queste parole completamente caratterizzano Jesus di comportamento di Nazareth. Qui uno anche trova una spiegazione della vocazione di "Dodici". Loro sono con Christ alla Cena Ultima. Loro solo ricevono l'accusa sacramentale, “Faccia questo in ricordo di me” (Lk 22:19; 1 Dio mio 11:24), a che si uniscono all'istituzione dell'Eucarestia. Durante notte di Domenica di Pasqua loro ricevono lo Spirito Santo per il perdono di peccati: “I cui peccati che Lei perdona sono perdonati loro, e i cui peccati che Lei ritiene sono ritenuti” (Jn 20:23). In doing so, he exercised the same freedom with which, in all his behaviour, he emphasized the dignity and the vocation of women, without conforming to the prevailing customs and to the traditions sanctioned by the legislation of the time. Consequently, the assumption that he called men to be apostles in order to conform with the widespread mentality of his times, does not at all correspond to Christ’s way of acting. “Teacher, we know that you are true, and teach the way of God truthfully, and care for no man; for you do not regard the position of men” (Mt 22:16). These words fully characterize Jesus of Nazareth’s behaviour. Here one also finds an explanation for the calling of the “Twelve”. They are with Christ at the Last Supper. They alone receive the sacramental charge, “Do this in remembrance of me” (Lk 22:19; 1 Cor 11:24), which is joined to the institution of the Eucharist. On Easter Sunday night they receive the Holy Spirit for the forgiveness of sins: “Whose sins you forgive are forgiven them, and whose sins you retain are retained” (Jn 20:23).

Ci troviamo al molto cuore del Mistero Pasquale, che completamente rivela l'amore matrimoniale di Dio. Christ è lo Sposo perché “lui si ha dato”: il suo corpo è stato "dato", il suo sangue è stato "versato" (confronta. Lk 22:19-20). In questo modo “lui li amò alla fine” (Jn 13:1). Il "regalo sincero” contenuto nel Sacrificio della Croce dà la prominenza definitiva al significato matrimoniale d'amore di dio. Come il Redentore del mondo, Christ è lo Sposo della Chiesa. L'Eucarestia è il Sacramento della nostra Redenzione. È il Sacramento dello Sposo e della Sposa. L'Eucarestia fa il presente e realizza di nuovo in un modo sacramentale l'atto che redime di Christ, che "crea" la Chiesa, il suo corpo. Christ è unito con questo "corpo" come lo sposo con la sposa. Tutto questo è contenuto nella Lettera all'Ephesians. La "unità perenne dei due” che esiste tra uomo e donna a partire dal molto "inizio" è introdotta in questo “gran mistero” di Christ e della Chiesa. his body has been “given”, his blood has been “poured out” (cf. Lk 22:19-20). In this way “he loved them to the end” (Jn 13:1). The “sincere gift” contained in the Sacrifice of the Cross gives definitive prominence to the spousal meaning of God’s love. As the Redeemer of the world, Christ is the Bridegroom of the Church. The Eucharist is the Sacrament of our Redemption. It is the Sacrament of the Bridegroom and of the Bride. The Eucharist makes present and realizes anew in a sacramental manner the redemptive act of Christ, who “creates” the Church, his body. Christ is united with this “body” as the bridegroom with the bride. All this is contained in the Letter to the Ephesians. The perennial “unity of the two” that exists between man and woman from the very “beginning” is introduced into this “great mystery” of Christ and of the Church.

Poiché Christ, in istituzione dell'Eucarestia, lo collegò in un tal modo esplicito per il servizio sacerdotale degli Apostoli, è legittimo concludere che lui con ciò volle esprimere il rapporto tra uomo e donna, tra quello che è "femminile" e quello che è "maschile". È un rapporto desiderato da Dio sia nel mistero di creazione sia nel mistero di Redenzione. È l'Eucarestia soprattutto che esprime l'atto che redime di Christ lo Sposo verso la Chiesa la Sposa. Questo è chiaro e non ambiguo quando il ministero sacramentale dell'Eucarestia, in quale gli atti di prete “nella persona Christi”, è compiuto da un uomo. Questa spiegazione conferma che l'insegnamento della Dichiarazione Seppellisce Insigniores, pubblicato per l'ordine di Paul VI nella domanda riguardo all'ammissione di donne al sacerdozio 50 ministeriale It is the Eucharist above all that expresses the redemptive act of Christ the Bridegroom towards the Church the Bride. This is clear and unambiguous when the sacramental ministry of the Eucharist, in which the priest acts “in persona Christi”, is performed by a man. This explanation confirms the teaching of the Declaration Inter Insigniores, published at the behest of Paul VI in response to the question concerning the admission of women to the ministerial priesthood.50

Il Regalo della Sposa

27. Il Secondo Consiglio di Vaticano rinnovò la coscienza della Chiesa dell'universalità del sacerdozio. Nel Nuovo Accordo scritto ci sono solo un sacrificio e solo un prete: Christ. Tutta la parte battezzata in un sacerdozio di Christ, sia gli uomini sia le donne, nella misura in cui loro devono “presentare i loro corpi come un sacrificio vivente, santo e accettabile per Dio (confronta. Rom 12:1), dia il testimone di Christ in ogni posto, e dia una spiegazione a qualcuno chi chiede la ragione per la speranza in vita eterna che è in loro (confronta 1 Pt 3:15)”.51 partecipazione Universale in sacrificio di Christ, in cui il Redentore ha offerto al Padre il mondo intero e l'umanità soprattutto, lo porta su questo tutti nella Chiesa sono “un regno di preti” (il Giro al minuto 5:10; confronta 1 Pt 2:9), chi non solo condividono nella missione sacerdotale ma anche nella missione profetica e regale di Christ il Messia. Inoltre, questa partecipazione determina l'unità organica della Chiesa, la Gente di Dio, con Christ. Questo esprime nello stesso momento il "gran mistero” descritto nella Lettera all'Ephesians: la sposa si unì al suo Sposo; unito, perché lei vive la sua vita; unito, perché lei condivide nella sua missione tripla (tria munera Christi); unito in un tal modo come per rispondere con un "regalo sincero” di stesso al regalo inesprimibile dell'amore dello Sposo, il Redentore del mondo. Questo preoccupa tutti nella Chiesa, le donne così come gli uomini. Questo evidentemente preoccupa quelli che condividono in un sacerdozio ministeriale”, 52 che è caratterizzato da servizio. Nel contesto del "gran mistero” di Christ e della Chiesa, tutti sono chiamati per rispondere - come una sposa - con il regalo delle loro vite al regalo inesprimibile dell'amore di Christ, che solo, come il Redentore del mondo, è lo Sposo della Chiesa. Il "sacerdozio reale”, che è universale, nello stesso momento esprime il regalo della Sposa. Christ. All the baptized share in the one priesthood of Christ, both men and women, inasmuch as they must “present their bodies as a living sacrifice, holy and acceptable to God (cf. Rom 12:1), give witness to Christ in every place, and give an explanation to anyone who asks the reason for the hope in eternal life that is in them (cf. 1 Pt 3:15)”.51 Universal participation in Christ’s sacrifice, in which the Redeemer has offered to the Father the whole world and humanity in particular, brings it about that all in the Church are “a kingdom of priests” (Rev 5:10; cf. 1 Pt 2:9), who not only share in the priestly mission but also in the prophetic and kingly mission of Christ the Messiah. Furthermore, this participation determines the organic unity of the Church, the People of God, with Christ. It expresses at the same time the “great mystery” described in the Letter to the Ephesians: the bride united to her Bridegroom; united, because she lives his life; united, because she shares in his threefold mission (tria munera Christi); united in such a manner as to respond with a “sincere gift” of self to the inexpressible gift of the love of the Bridegroom, the Redeemer of the world. This concerns everyone in the Church, women as well as men. It obviously concerns those who share in the a ministerial priesthood”,52 which is characterized by service. In the context of the “great mystery” of Christ and of the Church, all are called to respond - as a bride - with the gift of their lives to the inexpressible gift of the love of Christ, who alone, as the Redeemer of the world, is the Church’s Bridegroom. The “royal priesthood”, which is universal, at the same time expresses the gift of the Bride.

Questo ha l'importanza fondamentale per capire la Chiesa nella sua essenza, per evitare di rivolgersi alla Chiesa - perfino nella sua dimensione come "un'istituzione" completata con esseri umani e formare la parte di storia - i criteri di comprensione e il giudizio che non pertengono alla sua natura. Sebbene la Chiesa possieda una struttura "gerarchica", 53 tuttavia questa struttura è completamente ordinata alla santità di membri di Christ. E la santità è misurata secondo il "gran mistero” in cui la Sposa risponde con il regalo d'amore al regalo dello Sposo. Lei fa questo “nello Spirito Santo”, poiché “l'amore di dio è stato versato nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo chi ci hanno dato” (Rom 5:5). Il Secondo Consiglio di Vaticano, confermando l'insegnamento di tutta tradizione, ricordò che nella gerarchia di santità è precisamente "la donna", Mary di Nazareth, che è "la cifra" della Chiesa. Lei "precede" tutti sul sentiero per santità; nella sua persona “la Chiesa è arrivata già a quella perfezione per mezzo di cui lei esiste senza posto o ruga (confronta Eph 5:27)”.54 In questo senso, uno può dire che la Chiesa è sia “Marian” sia "Apostolico-Petrine".55 And holiness is measured according to the “great mystery” in which the Bride responds with the gift of love to the gift of the Bridegroom. She does this “in the Holy Spirit”, since “God’s love has been poured into our hearts through the Holy Spirit who has been given to us” (Rom 5:5). The Second Vatican Council, confirming the teaching of the whole of tradition, recalled that in the hierarchy of holiness it is precisely the “woman”, Mary of Nazareth, who is the “figure” of the Church. She “precedes” everyone on the path to holiness; in her person “the Church has already reached that perfection whereby she exists without spot or wrinkle (cf. Eph 5:27)”.54 In this sense, one can say that the Church is both “Marian” and “Apostolic-Petrine”.55

Nella storia della Chiesa, perfino ai più primi tempi, ci fu fianco a fianco con uomini a differenza di parecchie donne, a chi la risposta della Sposa ad amore che redime dello Sposo acquisì la forza espressiva piena. Prima vediamo quelle donne che si erano imbattute personalmente in Christ e l'avevano seguito. Dopo la sua partenza, insieme con gli Apostoli, loro “si dedicarono a preghiera” nella Camera Superiore in Gerusalemme fino al giorno di Pentecost. Durante quel giorno lo Spirito Santo parlò attraverso “i figli e le figlie” della Gente di Dio, così eseguendo le parole del profeta Joel (confronta le Leggi 2: 17). Queste donne, e altri in seguito, giocarono un ruolo attivo e importante nella vita della prima Chiesa, in aumento dalle sue fondazioni la prima comunità cristiana - e comunità successive - attraverso il loro charisms e il loro servizio vario. Le scritture apostoliche annotano i loro nomi, come Phoebe, “una diaconessa della Chiesa a Cenchreae” (confronta. Rom 16:1), Prisca con il suo marito Aquila (confronta 2 Tim 4:19), Euodia e Syntyche (confronta Phil 4:2), Mary, Tryphaena, Persis, e Tryphosa (confronta. Rom 16:6, 12). Saint Paul parla del loro “lavoro duro” per Christ, e questo lavoro duro indica i campi vari di servizio apostolico della Chiesa, cominciando con la "Chiesa interna”. Poiché in quest'ultimo, “la fede sincera” passa dalla madre ai suoi bambini e nipotini, come fu il caso nella casa di Timothy (confronta 2 Tim 1:5). After his departure, together with the Apostles, they “devoted themselves to prayer” in the Upper Room in Jerusalem until the day of Pentecost. On that day the Holy Spirit spoke through “the sons and daughters” of the People of God, thus fulfilling the words of the prophet Joel (cf. Acts 2: 17). These women, and others afterwards, played an active and important role in the life of the early Church, in building up from its foundations the first Christian community - and subsequent communities - through their own charisms and their varied service. The apostolic writings note their names, such as Phoebe, “a deaconess of the Church at Cenchreae” (cf. Rom 16:1), Prisca with her husband Aquila (cf. 2 Tim 4:19), Euodia and Syntyche (cf. Phil 4:2), Mary, Tryphaena, Persis, and Tryphosa (cf. Rom 16:6, 12). Saint Paul speaks of their “hard work” for Christ, and this hard work indicates the various fields of the Church’s apostolic service, beginning with the “domestic Church”. For in the latter, “sincere faith” passes from the mother to her children and grandchildren, as was the case in the house of Timothy (cf. 2 Tim 1:5).

La stessa cosa è ripetuta giù i secoli, da una generazione al vicino, che la storia della Chiesa fa una dimostrazione. Difendendo la dignità di donne e la loro vocazione, la Chiesa ha mostrato l'onore e la gratitudine per quelle donne che - fedele al Vangelo - hanno condiviso in ogni età nella missione apostolica della Gente intera di Dio. Loro sono i martiri santi, le vergini, e le madri di famiglie, che coraggiosamente testimoniarono alla loro fede e passarono la fede della Chiesa e la tradizione allevando i loro bambini nello spirito del Vangelo. They are the holy martyrs, virgins, and mothers of families, who bravely bore witness to their faith and passed on the Church’s faith and tradition by bringing up their children in the spirit of the Gospel.

In ogni età e in ogni paese troviamo molte donne "perfette" (confronta. Prov. 31:10) chi, a dispetto di persecuzione, le difficoltà e la discriminazione, hanno condiviso in missione della Chiesa. Questo basta per menzionare: Monica, la madre d'Augustine, Macrina, Olga di Kiev, Matilda di Tuscany, Hedwig di Silesia, Jadwiga di Cracovia, Elizabeth di Thuringia, Birgitta della Svezia, Joan d'Arco, Si alzò di Lima, Elizabeth Ann Seton e Mary Ward. 31:10) who, despite persecution, difficulties and discrimination, have shared in the Church’s mission. It suffices to mention: Monica, the mother of Augustine, Macrina, Olga of Kiev, Matilda of Tuscany, Hedwig of Silesia, Jadwiga of Cracow, Elizabeth of Thuringia, Birgitta of Sweden, Joan of Arc, Rose of Lima, Elizabeth Ann Seton and Mary Ward.

Il testimone e i raggiungimenti di donne cristiane hanno avuto un effetto importante sulla vita della Chiesa così come di società. Perfino di fronte a discriminazione sociale seria, le donne sante hanno agito "liberamente", si sono rafforzate dalla loro unione con Christ. Una tal unione e una libertà fatta radicare in Dio spiegano, ad esempio, il gran lavoro di Saint Catherine di Siena nella vita della Chiesa, e il lavoro di Saint Teresa di Jesus nella vita monastica. Such union and freedom rooted in God explain, for example, the great work of Saint Catherine of Siena in the life of the Church, and the work of Saint Teresa of Jesus in the monastic life.

Nei nostri giorni anche la Chiesa è costantemente arricchita dal testimone di molte donne che eseguono la loro vocazione a santità. Le donne sante sono un'incarnazione dell'ideale femminile; loro sono anche un modello per tutti i cristiani, un modello di “sequela Christi”, un esempio di come la Sposa deve rispondere con amore all'amore dello Sposo. they are also a model for all Christians, a model of the “sequela Christi”, an example of how the Bride must respond with love to the love of the Bridegroom.

VIII - “IL PIÙ GRANDE DI QUESTI È L'AMORE”

Di fronte a cambiamenti

28. “La Chiesa crede che Christ, che morì e fu alzato per tutti, può attraverso il suo Spirito offrire all'uomo la luce e la forza per rispondere al suo destino supremo”.56 possiamo applicare queste parole della Costituzione Conciliar Gaudium e Spes alle riflessioni presenti. Il riferimento particolare alla dignità di donne e la loro vocazione, precisamente nel nostro tempo, può e deve esser ricevuto nella "luce e il potere” che lo Spirito accorda a esseri umani, compreso la gente della nostra età, che è segnata da così tante trasformazioni diverse. La Chiesa “ritiene che nel suo Signore e Padrone può esser trovato la chiave, il fuoco, e lo scopo” d'uomo e “di tutta la storia umana”, e lei “sostiene che sotto tutti i cambiamenti ci sono molte realtà che non cambiano e che hanno la loro fondazione finale in Christ, che è lo stesso ieri e oggi, sì e per sempre”.57 The Church “holds that in her Lord and Master can be found the key, the focal point, and the goal” of man and “of all human history”, and she “maintains that beneath all changes there are many realities which do not change and which have their ultimate foundation in Christ, who is the same yesterday and today, yes and forever”.57

Queste parole della Costituzione sulla Chiesa nel Mondo Moderno mostrano il sentiero da esser seguito in impresa dei compiti collegati alla dignità e la vocazione di donne, sullo sfondo dei cambiamenti importanti dei nostri tempi. Possiamo stare di fronte a questi cambiamenti correttamente e adeguatamente solo se ritorniamo alle fondazioni che devono esser trovate in Christ, a quelle verità "immutabili" e i valori di cui lui lui stesso rimane il "testimone fedele” (confronta il Giro al minuto 1:5) e l'Insegnante. Un modo diverso di funzionare condurrebbe incerto, se non i risultati veramente erronei e ingannevoli. A different way of acting would lead to doubtful, if not actually erroneous and deceptive results.

La dignità di donne e l'ordine d'amore

29. Il passaggio dalla Lettera all'Ephesians già citò (5:21-33), in cui il rapporto tra Christ e la Chiesa è presentato come il collegamento fra lo Sposo e la Sposa, anche fa il riferimento all'istituzione di matrimonio come registrato nel Libro di Genesi (confronta 2:24). Questo passaggio collega la verità su matrimonio come un sacramento primordiale con la creazione d'uomo e donna nell'immagine e la somiglianza di Dio (confronta le Informazioni 1:27; 5:1). Il confronto importante nella Lettera all'Ephesians dà la chiarezza perfetta a quello che è decisivo per la dignità di donne sia negli occhi di Dio - il Creatore sia nel Redentore - e negli occhi d'esseri umani - gli uomini e le donne. In piano eterno di dio, la donna è quel che in chi l'ordine d'amore nel mondo creato di persone mette prime radici. L'ordine d'amore appartiene alla vita intima di Dio lui stesso, la vita della Trinità. Nella vita intima di Dio, lo Spirito Santo è l'annuncio personale hypostasis d'amore. Attraverso lo Spirito, il Regalo Increato, l'amore diventa un regalo per persone create. L'amore, che è di Dio, si comunica a creature: “l'amore di dio è stato versato nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo chi ci hanno dato” (Rom 5:5). 5:1). The significant comparison in the Letter to the Ephesians gives perfect clarity to what is decisive for the dignity of women both in the eyes of God - the Creator and Redeemer - and in the eyes of human beings - men and women. In God’s eternal plan, woman is the one in whom the order of love in the created world of persons takes first root. The order of love belongs to the intimate life of God himself, the life of the Trinity. In the intimate life of God, the Holy Spirit is the personal hypostasis of love. Through the Spirit, Uncreated Gift, love becomes a gift for created persons. Love, which is of God, communicates itself to creatures: “God’s love has been poured into our hearts through the Holy Spirit who has been given to us” (Rom 5:5).

La vocazione di donna in esistenza a parte d'uomo come “un aiutante si adatta per lui” (le Informazioni 2:18) nella "unità dei due”, fornisce il mondo visibile di creature con condizioni particolari in modo che “l'amore di Dio possa esser versato nei cuori” degli esseri creati nella sua immagine. Quando l'autore della Lettera all'Ephesians chiama Christ “lo Sposo” e la Chiesa “la Sposa”, lui indirettamente conferma attraverso quest'analogia la verità su donna come sposa. Lo Sposo è quel che chi ama. La Sposa è amata: è lei che riceve l'amore, per amare in cambio. The Bridegroom is the one who loves. The Bride is loved: it is she who receives love, in order to love in return.

Rilettura di Genesi in luce del simbolo matrimoniale nella Lettera all'Ephesians ci permette afferrare una verità che sembra di determinare in un modo essenziale la domanda di dignità delle donne, e, successivamente, anche la domanda della loro vocazione: la dignità di donne è misurata con ordinanza d'amore, che è essenzialmente l'ordine di giustizia e carità 58

Solo una persona può amare e solo una persona può esser amata. Quest'affermazione è originalmente ontologica in natura, e questo provoca un'affermazione etica. L'amore è un'esigenza ontologica ed etica della persona. La persona deve esser amata, poiché l'amore solo corrisponde a come la persona è. Questo spiega il comandamento d'amore, conosciuto già nel Testamento Vecchio (confronta. Deut 6:5; Lev 19:18) e messo da Christ al molto centro del Vangelo "l'ethos" (confronta. Mt 22:36-40; Mk 12:28-34). Questo anche spiega il primato d'amore espresso da Saint Paul nella Prima Lettera ai Corinzi: “il più grande di questi è l'amore” (confronta 13:13). Love is an ontological and ethical requirement of the person. The person must be loved, since love alone corresponds to what the person is. This explains the commandment of love, known already in the Old Testament (cf. Deut 6:5; Lev 19:18) and placed by Christ at the very centre of the Gospel “ethos” (cf. Mt 22:36-40; Mk 12:28-34). This also explains the primacy of love expressed by Saint Paul in the First Letter to the Corinthians: “the greatest of these is love” (cf. 13:13).

A meno che ci si riferisce a quest'ordine e primato che non possiamo dare a una risposta completa e adeguata alla domanda su dignità delle donne e vocazione. Quando diciamo che la donna è quel che chi riceve l'amore per amare in cambio, questo si riferisce non solo o soprattutto al rapporto matrimoniale specifico di matrimonio. Questo significa qualcosa più universale, basato sul molto fatto di quello che è una donna dentro tutti i rapporti interpersonali che, nei modi più vari, la società di forma e strutturano l'interazione tra tutte le persone - gli uomini e le donne. In questo contesto largo e diversificato, una donna rappresenta un valore particolare dal fatto che lei è una persona umana, e, nello stesso momento, questa persona particolare, dal fatto della sua femminilità. Questo preoccupa ogni donna, indipendentemente dal contesto culturale in cui lei vive, e indipendentemente dalle sue caratteristiche spirituali, psicologiche e fisiche, quanto a esempio, età, istruzione, salute, lavoro, e se lei è sposata o sola. It means something more universal, based on the very fact of her being a woman within all the interpersonal relationships which, in the most varied ways, shape society and structure the interaction between all persons - men and women. In this broad and diversified context, a woman represents a particular value by the fact that she is a human person, and, at the same time, this particular person, by the fact of her femininity. This concerns each and every woman, independently of the cultural context in which she lives, and independently of her spiritual, psychological and physical characteristics, as for example, age, education, health, work, and whether she is married or single.

Il passaggio dalla Lettera all'Ephesians che stavamo considerando ci permette pensare a un genere speciale di “prophetism” che appartiene a donne nella loro femminilità. L'analogia dello Sposo e la Sposa parla dell'amore con cui ogni essere umano - l'uomo e la donna - è amato da Dio in Christ. Ma nel contesto dell'analogia biblica e la logica interna del testo, è precisamente la donna - la sposa - chi manifesta questa verità a tutti. Questo carattere "profetico" di donne nella loro femminilità trova la sua espressione più alta nella Madre Vergine di Dio. Lei accentua, nel modo più pieno e più diretto, il collegamento intimo dell'ordine d'amore - che entra nel mondo di persone umane attraverso una Donna - con lo Spirito Santo. All'Annuncio Mary sente le parole: “lo Spirito Santo piomberà su Lei” (Lk 1:35). But in the context of the biblical analogy and the text’s interior logic, it is precisely the woman - the bride - who manifests this truth to everyone. This “prophetic” character of women in their femininity finds its highest expression in the Virgin Mother of God. She emphasizes, in the fullest and most direct way, the intimate linking of the order of love - which enters the world of human persons through a Woman - with the Holy Spirit. At the Annunciation Mary hears the words: “The Holy Spirit will come upon you” (Lk 1:35).

Coscienza di una missione

30. La dignità di una donna è strettamente collegata all'amore che lei riceve dalla molta ragione della sua femminilità; è allo stesso modo collegato all'amore che lei dà in cambio. La verità sulla persona e su amore è così confermata. Per quanto riguarda la verità sulla persona, dobbiamo voltarci di nuovo al Secondo Consiglio di Vaticano: “l'Uomo, che è l'unica creatura su terra che il Dio desiderò nel suo interesse, non può completamente trovarsi eccetto attraverso un regalo sincero di stesso”.59 Questo si rivolge a ogni essere umano, come una persona creata in immagine di dio, o uomo o donna. Quest'affermazione ontologica anche indica la dimensione etica di vocazione di una persona. La donna può solo passarsi dando l'amore ad altri. The truth about the person and about love is thus confirmed. With regard to the truth about the person, we must turn again to the Second Vatican Council: “Man, who is the only creature on earth that God willed for its own sake, cannot fully find himself except through a sincere gift of self”.59 This applies to every human being, as a person created in God’s image, whether man or woman. This ontological affirmation also indicates the ethical dimension of a person’s vocation. Woman can only hand herself by giving love to others.

"All'inizio", la donna - come uomo - fu creata e "messa" da Dio in quest'ordine d'amore. Il peccato dei primi genitori non ha distrutto quest'ordine, né irreversibly lo controbilanciano. Questo è provato dalle parole del Proto-evangelium (confronta le Informazioni 3:15). Le nostre riflessioni si sono concentrate sul posto particolare occupato "dalla donna" in questo testo chiave di rivelazione. Deve anche annotarsi come la stessa Donna, che ottiene la posizione di "un esemplare" biblico, anche appare dentro la prospettiva eschatological del mondo e d'umanità data nel Libro di Rivelazione 60 Lei è “una donna vestita con il sole”, con la luna sotto i suoi piedi, e sulla sua testa una corona di stelle (confronta il Giro al minuto 12:1). Uno può dire che lei è una Donna di scala cosmica, su una scala con il lavoro intero di creazione. Nello stesso momento lei sta “soffrendo le fitte e l'angoscia di parto” (il Giro al minuto 12:2) come Vigilia “la madre di tutto il modo di vivere” (le Informazioni 3:20). Lei anche soffre perché “prima che la donna che è su dare alla luce” (confronta il Giro al minuto 12:4) là sopporta “il gran drago … che il serpente antico” (il Giro al minuto 12:9), già conosciuto dal Proto-evangelium: il Cattivo, il "padre di bugie” e di peccato (confronta. Jn 8). Il "serpente antico” vuole divorare “il bambino”. Mentre vediamo in questo testo un eco della Narrazione d'Infanzia (confronta. Mt 2:13,16), possiamo anche vedere che la lotta con male e Un segno Cattivo l'esemplare biblico "della donna" dall'inizio alla fine di storia. È anche una lotta per uomo, per il suo bene true, per la sua salvezza. Non sta provando la Bibbia a dirci che è precisamente "nella donna" - la Vigilia-Mary - che la storia attesta una lotta drammatica per ogni essere umano, la lotta per il suo fondamentale "sì" o “no” a Dio e piano eterno di dio per umanità? This is proved by the words of the Proto-evangelium (cf. Gen 3:15). Our reflections have focused on the particular place occupied by the “woman” in this key text of revelation. It is also to be noted how the same Woman, who attains the position of a biblical “exemplar”, also appears within the eschatological perspective of the world and of humanity given in the Book of Revelation 60 She is “a woman clothed with the sun”, with the moon under her feet, and on her head a crown of stars (cf. Rev 12:1). One can say she is a Woman of cosmic scale, on a scale with the whole work of creation. At the same time she is “suffering the pangs and anguish of childbirth” (Rev 12:2) like Eve “the mother of all the living” (Gen 3:20). She also suffers because “before the woman who is about to give birth” (cf. Rev 12:4) there stands “the great dragon … that ancient serpent” (Rev 12:9), already known from the Proto-evangelium: the Evil One, the “father of lies” and of sin (cf. Jn 8:44). The “ancient serpent” wishes to devour “the child”. While we see in this text an echo of the Infancy Narrative (cf. Mt 2:13,16), we can also see that the struggle with evil and the Evil One marks the biblical exemplar of the “woman” from the beginning to the end of history. It is also a struggle for man, for his true good, for his salvation. Is not the Bible trying to tell us that it is precisely in the “woman” - Eve-Mary - that history witnesses a dramatic struggle for every human being, the struggle for his or her fundamental “yes” or “no” to God and God’s eternal plan for humanity?

Mentre la dignità di donna testimonia l'amore che lei riceve per amare in cambio, "l'esemplare" biblico della Donna anche sembra di rivelare l'ordine di true d'amore che costituisce la propria vocazione di donna. La vocazione è destinata qui nel suo fondamentale, e uno può dire il significato universale, un significato che è allora realizzato ed espresso in delle donne molte "vocazioni" diverse nella Chiesa e il mondo.

Si uniscono alla forza morale e spirituale di una donna alla sua coscienza che il Dio le affida l'essere umano in un modo speciale. Certamente, il Dio affida ogni essere umano a ogni altro essere umano. Ma questo affidando donne di preoccupazioni in un modo speciale - precisamente a causa della loro femminilità - e questo in un modo particolare determina la loro vocazione. But this entrusting concerns women in a special way - precisely by reason of their femininity - and this in a particular way determines their vocation.

La forza morale di donne, che tira la forza da questa coscienza e questo l'affidare, si esprime in un gran numero di cifre del Testamento Vecchio, del tempo di Christ, e d'età successive proprio fino al nostro giorno.

Una donna è forte a causa della sua coscienza di questo affidante, forte a causa del fatto che il Dio “le affida l'essere umano”, sempre e in ogni modo, perfino nelle situazioni di discriminazione sociale in cui lei può trovarsi. Questa coscienza e questa vocazione fondamentale parlano con donne della dignità che loro ricevono di Dio lui stesso, e questo li fa "forte" e rafforza la loro vocazione.

Così la "donna perfetta” (confronta. Prov 31:10) diventa un sostegno insostituibile e una sorgente di forza spirituale per altra gente, che percepisce le grandi energie del suo spirito. Queste “donne perfette” sono dovute molto dalle loro famiglie, e qualche volta da nazioni intere. These “perfect women” are owed much by their families, and sometimes by whole nations.

Nel nostro tempo, i successi di scienza e tecnologia lo fanno possibile ottenere il materiale bene essente fino a un grado finora sconosciuto. Mentre questo favorisce alcuni, questo spinge altri agli orli di società. In questo modo, il progresso unilaterale può anche condurre a una perdita graduale di sensibilità per uomo, che è, per quello che è essenzialmente umano. In questo senso, il nostro tempo soprattutto attende la manifestazione di quel "genio" che appartiene a donne, e che può garantire la sensibilità per esseri umani in ogni circostanza: perché loro sono umani! - e perché “il più grande di questi è l'amore” (confronta 1 Dio mio 13:13). In this way, unilateral progress can also lead to a gradual loss of sensitivity for man, that is, for what is essentially human. In this sense, our time in particular awaits the manifestation of that “genius” which belongs to women, and which can ensure sensitivity for human beings in every circumstance: because they are human! - and because “the greatest of these is love” (cf. 1 Cor 13:13).

Così una lettura attenta dell'esemplare biblico della Donna - dal Libro di Genesi al Libro di Rivelazione - conferma che quale costituisce la dignità delle donne e la vocazione, così come che quale è immutabile e mai relativo in loro, perché questo ha la sua “fondazione finale in Christ, che è lo stesso ieri e oggi, sì e per sempre”.61 Se l'essere umano è affidato da Dio a donne in un modo particolare, non significa questo che Christ li ricorre per il risultato del "sacerdozio reale” (1 Pt 2:9), quale è il tesoro che lui ha dato a ogni individuo? Christ, come il supremo e solo il prete dell'Accordo scritto Nuovo Ed eterno, e come lo Sposo della Chiesa, non cessa presentare questa stessa eredità al Padre attraverso lo Spirito, in modo che il Dio possa essere “tutto a tutti” (1 Dio mio 15:28).62

Allora la verità che “il più grande di questi è l'amore” (confronta 1 Dio mio 13:13) avrà la sua realizzazione definitiva.

IX - CONCLUSIONE

Se Lei seppe il regalo di Dio

31. “Se Lei seppe il regalo di Dio” (Jn 4:10), Jesus dice alla donna Samaritan durante una di quelle conversazioni notevoli che mostrano la sua grande stima per la dignità di donne e per la vocazione che li permette condividere nella sua missione messianica.

Le riflessioni presenti, adesso a una fine, hanno cercato di riconoscere, dentro il "regalo di Dio”, quello che lui, come Creatore e Redentore, affida a donne, a ogni donna. Nello Spirito di Christ, in effetti, le donne possono scoprire il significato intero della loro femminilità e così esser disposte a fabbricazione di un "regalo sincero di stesso” ad altri, con ciò trovandosi.

Durante Marian Year la Chiesa desidera di ringraziare alla Trinità Più santa per il "mistero di donna” e per ogni donna - per quello che costituisce la misura eterna della sua dignità femminile, per i "grandi lavori di Dio”, che in ogni parte di storia umana sono stati compiuti in e attraverso lei. Dopotutto, fu questo non in e attraverso lei che il più gran avvenimento in storia umana - l'incarnazione di Dio lui stesso - fu compiuto?

Perciò la Chiesa ringrazia per ogni donna: per madri, per sorelle, per mogli; per donne consacrate a Dio in verginità; per donne dedicate a molti esseri umani che attendono l'amore gratuito di altra persona; per donne che sorvegliano le persone umane nella famiglia, che è il segno fondamentale della comunità umana; per donne che lavorano professionalmente, e chi a volte sono oppressi da una grande responsabilità sociale; per donne "perfette" e per donne "deboli" - per tutte le donne siccome loro sono venuti in avanti dal cuore di Dio in tutta la bellezza e la ricchezza della loro femminilità; siccome loro sono stati abbracciati dal suo amore eterno; come, insieme con uomini, loro sono pellegrini su questa terra, che è "la patria" temporale di tutta la gente e è trasformata qualche volta in una "valle di lacrime”; come loro assumono, insieme con uomini, una responsabilità comune del destino d'umanità secondo necessità quotidiana e secondo quel destino definitivo che la famiglia umana ha in Dio lui stesso, nel seno della Trinità ineffabile. for women consecrated to God in virginity; for women dedicated to the many human beings who await the gratuitous love of another person; for women who watch over the human persons in the family, which is the fundamental sign of the human community; for women who work professionally, and who at times are burdened by a great social responsibility; for “perfect” women and for “weak” women - for all women as they have come forth from the heart of God in all the beauty and richness of their femininity; as they have been embraced by his eternal love; as, together with men, they are pilgrims on this earth, which is the temporal “homeland” of all people and is transformed sometimes into a “valley of tears”; as they assume, together with men, a common responsibility for the destiny of humanity according to daily necessities and according to that definitive destiny which the human family has in God himself, in the bosom of the ineffable Trinity.

La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni "del genio" femminile che hanno apparito nel corso di storia, nel mezzo di tutte le nazioni e le nazioni; lei ringrazia per tutto il charisms che lo Spirito Santo distribuisce a donne nella storia della Gente di Dio, per tutte le vittorie che lei deve alla loro fede, speranza e carità: lei ringrazia per tutti i frutti di santità femminile. she gives thanks for all the fruits of feminine holiness.

La Chiesa chiede allo stesso tempo che queste “manifestazioni estremamente preziose dello Spirito” (confronta 1 Dio mio 12:4ff.), quali con grande generosità sono prodotti in abbondanza "sulle figlie" di Gerusalemme eterna, può esser attentamente riconosciuto e apprezzato in modo che loro possano ritornare per il bene comune della Chiesa e d'umanità, particolarmente nei nostri tempi. Meditando sul mistero biblico "della donna", la Chiesa prega che in questo mistero tutte le donne possono scoprire loro e la loro “vocazione suprema”. Meditating on the biblical mystery of the “woman”, the Church prays that in this mystery all women may discover themselves and their “supreme vocation”.

Mary di maggio, che “è un modello della Chiesa in materia di fede, carità, e unione perfetta con Christ”, 63 ottengono per tutti noi questa stessa "grazia", nell'Anno che le abbiamo dedicato siccome ci avviciniamo il terzo millennio dal provenire di Christ.

Con questi sentimenti, impartisco la Benedizione Apostolica a tutti i fedeli, e in un modo speciale per donne, le mie sorelle in Christ.

Dato in Roma, al Santo Peter, il 15 agosto, la Solennità della Supposizione della Vergine Beata Mary, nell'anno 1988, il decimo del mio Pontificato.